Dopo l’aggressione a una donna e al suo cagnolino al Parco dell’anello da parte di un cane Amstaff, il parere due esperte in veterinaria e addestramento

Durante lo scorso mese di ottobre, un grave fatto di cronaca ha destato l’attenzione di moltissime persone che frequentano l’Anello in via dei Missaglia: un cane di razza Amstaff, tenuto dagli occupanti abusivi del Giardino

Durante lo scorso mese di ottobre, un grave fatto di cronaca ha destato l’attenzione di moltissime persone che frequentano l’Anello in via dei Missaglia: un cane di razza Amstaff, tenuto dagli occupanti abusivi del Giardino condiviso di cui si è già molto parlato, ha aggredito un cagnolino di piccola taglia, strappandolo dalle braccia della padrona, e lo ha ucciso. La storia si è poi risolta con l’intervento delle forze dell’ordine che hanno requisito il cane e lo hanno mandato in osservazione presso un centro specializzato. Il cane, che ha un microchip, è risultato appartenere a una persona che vive nella località di Pavullo nel Frignano, in provincia di Modena, alla quale verrà restituito se non presenterà particolari anomalie.

Questo brutto evento ci ha però dato lo spunto per provare a fare chiarezza sulla natura e i comportamenti di alcune razze canine e sulla gestione da parte dei loro proprietari. Per avere informazioni corrette e competenti, ci siamo rivolti a due professioniste in materia di addestramento ed educazione dei cani. Simona Veronesi, addestratore, educatore ed operatore cinofilo, professionista per fini sociali, titolare del Centro Cinotecnico dell’Abete Bianco in località Fubine (Al) e Stefania Potera, medico veterinario esperto in comportamento e rieducatore. Così ci hanno risposto: 

Che tipo di razza è l’Amstaff? È un cane aggressivo e davvero così pericoloso?

«L’Amstaff è una razza che fa parte del gruppo 3, Terrier tipo bull. È un cane di grande forza, di taglia medio grande, muscoloso, robusto con un coraggio proverbiale. Il comportamento viene determinato dalle motivazioni derivate dalla componente genetica Terrier che sono la predatoria, agonistica e competitiva, e dalla parte Molossoide che è affiliativa, collaborativa e possessiva. L’aggressività può scatenarsi secondo il contesto in cui il cane si trova. All’interno della famiglia, se incluso ed educato, potrà dimostrarsi un compagno collaborativo e protettivo. Potrebbe diventare pericoloso nel momento in cui il suo proprietario non risulta per lui una persona competente e che sappia prevedere le situazioni che possono mettere in difficoltà il cane o fargli perdere il controllo».

Una persona che vuole avere uno di questi cani cosa deve fare per non correre rischi?

«Ci sono due aspetti da considerare: informarsi sul tipo di razza che andiamo a scegliere, se adeguata con il nostro stile di vita, e prendere atto dell’impegno iniziale che si deve avere per educare e conoscere il cane che farà parte della nostra famiglia. Possiamo prendere come esempio la Svizzera che, per poter adottare un cane, obbliga i componenti della famiglia a un percorso cinofilo. In Italia il “Patentino” è obbligatorio per i proprietari o detentori dei cani individuati dai Comuni in collaborazione con i Servizi Veterinari ai sensi dell’art. 1 comma 6 dell’Ordinanza, mentre tutti i cittadini proprietari o detentori di cani possono liberamente partecipare al corso».

Dove si può fare il “Patentino”? Lo possono ottenere tutti?

«Il “Patentino” viene organizzato da Enti autorizzati dai Servizi Veterinari. Attualmente i cani con elevato rischio di aggressività non possono essere detenuti da minori di 18 anni, delinquenti abituali e dai pregiudicati per “delitto non colposo contro la persona o contro il patrimonio”».

Ma perché un cane aggredisce un altro cane o una persona? Cosa lo fa “arrabbiare”?

«Esistono tanti fattori che possono portare un cane ad aggredire. Anche un cane impaurito potrebbe arrivare al punto di essere pericoloso. Esistono predisposizioni di razza, situazioni ambientali, educazione ricevuta che possono far scatenare l’aggressione. L’evento aggressivo va contestualizzato».

C’è qualche altro aspetto sull’educazione e sulla psicologia dei cani che non abbiamo affrontato e che ritenete importante evidenziare?

«Ci sono tanti aspetti da valutare. Il percorso educativo dovrebbe seguire pari passo l’età del cane. Non dobbiamo sottovalutare l’aspetto del benessere fisico del cane che potrebbe compromettere quello comportamentale. Un cane seguito dal veterinario di fiducia avrà la possibilità di essere valutato in tutti i suoi aspetti. Da non trascurare la scelta di un buon educatore che seguirà il nostro cane. Prima di intraprendere il percorso quindi, informiamoci sul cammino formativo della sua preparazione chiedendo magari un curriculum».

Traduttrice di professione, redattrice per hobby, promotrice di eventi culturali e sociali in collaborazione con diverse associazioni di zona. Convinta che la cultura e la socialità siano un'accoppiata vincente per rendere la vita quotidiana più interessante. Che portare avanti progetti insieme generi unione e partecipazione. E che dovere di ogni persona sia sempre il rispetto delle altre persone, degli animali, dell'ambiente e anche degli oggetti. Perché facciamo tutti parte dello stesso mondo e abbiamo tutti bisogno gli uni degli altri.

Recensioni
1 COMMENTO
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    Elisanetta 14 Novembre 2021

    Sì, peccato che cani di questo tipo di solito sono in mano a gente che non si informa proprio su nulla nè che sa gestirli o crede di doverlo fare. In un mondo ideale non c’è problema, ma nella realtà dei fatti c’è eccome. Affidarsi alla speranza che la gente sappia educare il cane…. Sono razze create dall’uomo per determinati scopi, si porrebbero evitare gli allevamenti e di farli riprodurre come avviene poi normalmente con il cane di casa a cui ben poche persone fanno fare cuccioli.
    Anche una pantera è un animale che in determinate condizioni non è feroce, ma non per questo si può portare in giro o fidarsi del fatto che una persona la custodisca in giradino con modalità adeguate. In quel caso il problema non si pone perchè vive nel suo habitat.

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