Doppio appuntamento al PimOff: stasera Twittering Machine e il 23 ottobre II edizione premio teatro contemporaneo

Riparte di slancio la programmazione del Teatro PimOff, costantemente alla ricerca di nuove forme di rappresentazione artistiche e di valorizzazione di giovani autori.Si inizia stasera 21 ottobre alle 19,30, con il debutto nazionale di Twittering

Riparte di slancio la programmazione del Teatro PimOff, costantemente alla ricerca di nuove forme di rappresentazione artistiche e di valorizzazione di giovani autori.

Si inizia stasera 21 ottobre alle 19,30, con il debutto nazionale di Twittering Machine di e con Pasquale Passaretti (live visual Loredana Antonelli, live music Lady Maru, produzione ADA e sostegno di Lunarte Festival) una rappresentazione, che nella libretto di sala è presentata come “Un orologio a cucù dai tratti involontariamente cyberpunk. L’attore-personaggio è come uno degli uccelli di Klee, non è intrappolato ma è parte della macchina e ripete concetti azionati da un meccanismo surreale. Klee rappresenta il meccanismo con una manovella. La nostra manovella è la tecnologia che attiva una macchina buffa e necessariamente inutile”. Prodotto anche un trailer.

Sabato 23, a partire dalle ore 18, nuovo appuntamento al teatro di via Selvanesco con la fase finale della seconda edizione del Premio PimOff per il teatro contemporaneo. In scena quattro compagnie, selezionate tramite bando, che presentano un estratto del loro lavoro, prodotti in collaborazione con Gli Scarti e Sementerie Artistiche, Theatron 2.0 e con i corsi di “Foto Video e New Media” dell’Accademia Teatro alla Scala. Al termine della serata, che vedrà una pausa dopo i primi due spettacoli, premiazione della compagnia vincitrice. L’evento patrocinato dal Comune di Milano – Municipio 5.

Gli spettacoli in gara

Occidente di BEstand

Occidente è un testo ambientato in un futuro pericolosamente vicino, in cui la fine del nostro mondo è un lento dissanguamento. Parla di colpe individuali e collettive, dell’inutilità della poesia, della tirannia del talento e delle ultime parole possibili da lasciare in testamento. Tra speranze terminali e barlumi di violenza, l’umanità del vecchio Occidente tenta di abitare a suo modo un’ipermodernità snervata, in cui le azioni sono atti mancati e la verità una nota a margine dell’artificio.

What is a fancy word for ending di Basti/Caimmi

What is a fancy word for ending è una performance che indaga il tema della fine. Quanti ultimi baci hai dato? A quanti progetti hai detto addio? Quanti biglietti di sola andata hai comperato? Cosa accade dopo una fine e prima di un nuovo inizio? Nel nostro mondo in cui chiusa una porta si apre un portone, scegliamo di osservare e di osservarci mentre la porta si chiude in uno studio “scientifico” per prove ed errori. In cui la cavia siamo noi. 

Lei Lear di Teatro C’art/Muchas Gracias Teatro

Immaginiamo che due immarcescibili personaggi shakespeariani fossero condotti, dalla mano di due creatrici senza scrupoli, al desolato universo di S. Beckett. Cosa succederebbe? Che strana metamorfosi soffrirebbero i loro nitidi profili, i loro brillanti discorsi, il loro destino? Lei Lear è uno spettacolo cacofonico, un volo trasversale e spiritoso sulla narrativa apocalittica di Re Lear, dal punto di vista delle sorelle malvagie, Goneril e Reagan, in una cornice beckettiana e clownesca.

Mastroianni di Ctrl+Alt+Canc

Mastroianni è una performance concerto con elementi video-installativi. La figura dell’immaginario cinematografico mondiale, da pretesto iniziale del discorso, diviene meccanismo virale che depista lo spettacolo verso un’analisi della contemporaneità senza filtri. Mastroianni è la scusa, ma diviene presto il centro del discorso. Mastroianni è un catalizzatore, un segnaposto grazie a cui individuare tutto quello che nel tessuto del reale -secondo la definizione di Lacan – “non va”.

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