E il 25 gennaio si mangia l’Haggis: interiora di pecora con salsa al whisky. Dispaccio scozzese n° 2: “Il giro del Paese in otto piatti”

In un mondo che tentenna e cerca di ristabilizzarsi in qualche modo, Natale e Capodanno possono offrire momenti di riflessione e spunto, per concentrarsi sui valori portanti della vita sulla terra. Primo fra tutti, il

In un mondo che tentenna e cerca di ristabilizzarsi in qualche modo, Natale e Capodanno possono offrire momenti di riflessione e spunto, per concentrarsi sui valori portanti della vita sulla terra. Primo fra tutti, il cibo.

Trasferirmi in Scozia, per fortuna, è stato meno uno shock gastronomico di quello che pensassi: non solo in tema di cucina italiana e cucina in generale, ma il Regno Unito negli ultimi anni sta facendo passi da gigante in campo culinario.

Tornando alla Scozia, il paese che spesso viene confuso con l’Inghilterra (guai a farlo vicino a orecchie scozzesi), ha i suoi sapori e prodotti caratteristici: eccone alcuni immancabili e caratteristici:

Haggis, neeps and tatties

Gli Haggis (nella foto in alto) sono il classico piatto di cui a volte è meglio ignorare l’origine (se volete evitare spoiler, saltate al paragrafo sottostante). Si tratta di una pietanza a base di fegato, cuore e polmoni di pecora, il tutto infagottato nello stomaco della povera malcapitata e cotto. Detto così potrebbe sembrare uscito da un film dell’orrore: in realtà appare quasi più come il contenuto di una salsiccia, più friabile e speziato. Ultimamente sono sempre più frequenti le varianti vegane.

Tipicamente servito con neeps (abbreviazione di turnip, o rapa svedese) e tatties (le intramontabili patate) e da buona tradizione con una salsa al whisky, l’Haggis è protagonista delle tavole durante l’anno ma soprattutto in occasione della Notte di Burns, che cade il 25 gennaio, in cui il paese celebra il suo poeta nazionale (Robert Burns) recitando l’Address To a Haggis (Ode all’Haggis) composto dal poeta.

Cranachan

Tipico della Burns Night il Cranachan, servito a tavola anche a Natale, è a base di panna montata, avena, miele,
whisky e lamponi, solitamente servito in bicchieri alti o da cocktail. Il nome proviene dall’attrezzo utilizzato per
produrre il burro (in italiano la zangola e questa l’ho dovuta cercare anche io!) e originariamente era un modo per festeggiare il raccolto estivo, e veniva servito a colazione.

Arbroath Smokies

Se amate il pesce e qualsiasi cosa affumicata, dovete assolutamente andare ad Arbroath, a nord-est di Dundee, oppure visitare uno dei diversi raduni degli Highland Games che si tengono (almeno in tempi normali) in giro per la regione. Le smokies sono a base di eglefino (haddock, in inglese, un pesce simile al merluzzo) salato e affumicato usando metodi tradizionali. E la qualità si sente: l’affumicatura è intensa, è un’alternativa più sana e gustosa al solito fish & chips.

Clootie Dumpling

Immaginate una sorta di panettone morbido e speziato con uvetta che viene avvolto in un canovaccio (clootie in scozzese) e cotto a vapore o lessato come un raviolo (dumpling), e il gioco è fatto: signori e signore, ecco a voi il Clootie Dumpling. Piccola nota d’interesse culturale-politico: il logo del partito di maggioranza (guidato dalla First Minister Nicola Sturgeon) Scottish National Party, o SNP, è anche noto come Clootie Dumpling (in realtà è una commistione stilizzata della bandiera scozzese e del simbolo nazionale, il cardo scozzese).

Cullen Skink

Pensate a una giornata fredda sulla costa, col vento che vi prende a schiaffi in faccia. Trovate rifugio in un pub o un ristorante e vi viene presentata davanti una cremosissima, calda e saporita zuppa di pesce (e magari del pane fatto in casa). Anche se il nome può suggerire il contrario, il Cullen skink è una zuppa deliziosa. Il nome deriva dal luogo di origine, Cullen, un paesino di mare sulla costa nord est della Scozia a metà strada tra Inverness e Aberdeen.

Orkney Bere Bannock

Prendiamo un detour in nave e ci rechiamo presso le isole Orkney. Il retaggio vichingo di queste terre ha fatto sì che venissero mantenute alcune tradizioni antiche, anche in materia di coltivazioni. Una specialità locale sono le Beremeal bannocks, a metà tra pane e un dolce, la cui particolarità è quella di essere fatte con Bere Barley, una specie di orzo esastico che veniva utilizzata secoli fa ma il cui uso sulla terraferma si è perduto con l’introduzione di specie con resa maggiore. La coltivazione di questa varietà del cereale è limitata a pochi ettari nelle Orkney, Shetland e in alcune località delle Ebridi Esterne.

Butteries

Foto gentilemente concessa dalla creatrici del podcast “Stories of Scotland”.

Rimaniamo nell’Aberdeenshire per provare una specialità locale: signore e signori, ecco a voi le butteries (letteralmente, cose al burro). Questa sorta di panini piatti e corposi sono a base di lardo o burro e farina. Le origini vengono fatte risalire ai pescatori di Aberdeen e dei porti della costa orientale: l’invenzione sarebbe venuta per la necessità di avere una fonte di nutrimento molto calorica e che non andasse a male durante i viaggi in mare. Da provare spalmandovi sopra marmellata d’agrumi. All’italiana, ce le vedrei bene anche con qualche fetta di prosciutto o salame nel mezzo.

Tablet

Dulcis in fundo, il Tablet (no, questo non ha un touch screen). Non è facilissimo da descrivere: non è una caramella mou anche se gli somiglia, e nemmeno caramello, ma ha una dolcezza stucchevole, a metà strada tra i due. A base di latte condensato, zucchero e burro il Tablet è servito in blocchi, di consistenza granulosa e friabile. Ottimo uso è quello di sostituirlo alla zolletta di zucchero nel caffè (in questo caso si mangia separatamente e non si scioglie nella tazzina) o sbriciolato su altri dessert. Onnipresente nei negozi di dolciumi o souvenir.

 

Milanese di origine, dal 2017 sono in Scozia dove lavoro come reporter per diverse testate locali delle Highlands, tra cui l’Inverness Courier e il Ross-shire Journal. Marcata da una sana passione per bevande alcoliche e viaggi, scrivo soprattutto di whisky sulla rivista Cask&Still o sul blog maltingpotblog.com. Laureata in Mediazione Linguistica e Culturale a Milano e Giornalismo Multimediale a Glasgow, con un salto in Russia e in Francia in mezzo, amo visitare nuovi luoghi ed assorbire nuove lingue e culture (e le loro tradizioni gastronomiche).

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