Ecce homo

Oggi all’1,40 di notte una persona di 48 anni, sdraiata sulle rotaie lungo via Dei Missaglia, è stato ucciso dal tram. Non è certo se si sia suicidato, ma è molto probabile. Di lui al momento si sa

Oggi all’1,40 di notte una persona di 48 anni, sdraiata sulle rotaie lungo via Dei Missaglia, è stato ucciso dal tram. Non è certo se si sia suicidato, ma è molto probabile. Di lui al momento si sa poco, se non che era straniero e ospite saltuario della Casa dell’Accoglienza di via Saponaro, che dista poche centinaia di metri. Forse non aveva trovato posto per dormire.

Pochi giorni fa, un’altra persona, originaria del Mali, rifugiato politico in Italia da un anno e mezzo, si è uccisa impiccandosi nei pressi della Stazione centrale: anche in questo caso a poche centinaia di metri da un centro di aiuto sociale del Comune, che smista i senza tetto in altri luoghi della città.

Posso solo immaginare la disperazione che ha spinto queste due persone a uccidersi. Giunte in Italia per sfuggire a una situazione drammatica, con una speranza di vita migliore, l’hanno vista sfumare, nella miseria e nell’indifferenza, quando non nell’ostilità: arrivare a uccidersi dopo un viaggio così, significa che erano convinte che la morte fosse meglio della vita che conducevano.

Vista in questa prospettiva la nostra giustificata esigenza di sicurezza appare, sinceramente, un po’ meschina. Lo dico pur chiedendola anch’io da tempo. Credo che ci si debba sforzare di alzare un po’ lo sguardo, per vedere la disperazione in cui è caduta buona parte degli abitanti del pianeta in cui viviamo. Assumerci un po’ di responsabilità, come occidentali, e farci carico di una buona dose di umanità. Fatte queste doverose premesse e agito di conseguenza, ci potremo occupare di sicurezza, senza rimorsi.

La foto in home page rappresenta il capolavoro di Antonello di Messina Ecce homo (1473), custodito al Collegio Alberoni di Piacenza. Il quadro mi è venuto alla mente quando ho letto della morte del migrante in via Dei Missaglia.

Stefano Ferri

(11 maggio 2017)

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

Recensioni
1 COMMENTO
  • giovanna
    giovanna 26 Maggio 2017

    Molto bella questa tua riflessione, Stefano! Per caso l’ho letta… dovrei entrare più spesso nel nostro sito… Grazie!

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