Elezioni #milano2016, cinque impegni per le periferie

Balzani, Majorino, Sala. Più i due outsider Caputo e Iannetta (se riusciranno a raccogliere le 2mila firme necessarie). Dovrebbero essere questi i 5 candidati che si affronteranno alle primarie del Centrosinistra del 7 febbraio, che

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cascinabasmetto-fienile

Balzani, Majorino, Sala. Più i due outsider Caputo e Iannetta (se riusciranno a raccogliere le 2mila firme necessarie). Dovrebbero essere questi i 5 candidati che si affronteranno alle primarie del Centrosinistra del 7 febbraio, che designeranno il candidato sindaco alle elezioni di giugno. Fuori dal recinto del Centrosinistra la situazione è la seguente. Patrizia Bedori, ex consigliera di Zona 3, è il candidato del Movimento 5 Stelle.

Designata nel novembre scorso dai 74 militanti che l’hanno votata, la candidata grillina ha già iniziato la campagna elettorale, arrivando nei giorni scorsi anche in Zona 5 (vedi articolo a pag. 4). In campo con una lista civica anche Corrado Passera. L’ex ministro del governo Monti si candida alla guida di Milano, con l’obiettivo di raccogliere consensi tra gli elettori delusi del Centrodestra, dove persiste ancora una fitta nebbia.

Per scegliere il proprio candidato la coppia Berlusconi-Salvini, accantonati i candidati-giornalisti Paolo Del Debbio e Alessandro Sallusti, in sospeso il manager di Enel ed Eni Paolo Scaroni, sembra attendere l’esito delle primarie del Centrosinistra. In ogni caso entro febbraio al più tardi, anche la coppia Berlusconi-Salvini non potrà più temporeggiare e dovrà indicare il proprio candidato sindaco.

Intanto, in attesa che i giochi si compiano, in tutti i discorsi dei candidati inizia a fare capolino sempre più frequentemente la parola “periferia”, che in politica a Milano, soprattutto sotto elezioni, è per tradizione tra le più utilizzate. E, insieme, puntuali arrivano anche impegni e solenni promesse.

Per evitare che ancora una volta, dopo l’abbuffata elettorale, il tema delle periferie torni a eclissarsi assieme a promesse e impegni, per tornare a essere oggetto di convegni con sociologi e giornalisti di grandi testate, abbiamo stilato una serie di richieste su cui chiediamo impegni precisi a chi si contenderà Palazzo Marino.

  1. Politiche per la casa

La situazione delle case popolari non è più sostenibile e occorre varare un vero e proprio piano Marshall. Devono essere trovate le risorse nel Bilancio, “senza se e senza ma”, per provvedere a sistemare e rendere disponibili tutti gli alloggi in gestione a MM Casa,  favorendo il mix sociale, per evitare la costituzione di quartieri ghetto, ed eliminando ogni forma di occupazione, abusivismo e morosità colpevole. Parallelamente, per intervenire in modo più efficace e contemporaneamente su più immobili, si devono coinvolgere più soggetti, come cooperative, fondazioni e associazioni che si occupano di casa. Anche i negozi devono essere tutti dati in affitto. La giunta Pisapia ha già iniziato a lavorare in questa direzione, ma crisi economica e formule probabilmente ancora poco vantaggiose hanno impedito la completa assegnazione degli immobili. Bisogna studiare soluzioni più efficaci.

Per le case Aler, che sono la maggioranza a Milano, il Comune può fare poco (a parte sistemare strade, scuole e verde circostante: e questo già sarebbe un successo), ma contiamo che il circolo virtuoso innescato possa smuovere anche Maroni, inducendolo a porre rimedio con interventi concreti al disastro costruito in anni di mala gestione, leggi sbagliate e scarsezza di risorse. Infine a Milano ci sono migliaia di appartamenti privati, decine di interi palazzi vuoti e edifici mezzi costruiti. Palazzo Marino deve studiare una modalità convincente e vantaggiosa per indurre le proprietà a mettere sul mercato dell’affitto questo enorme patrimonio.
(Nella foto in home page un appartamento Aler di Gratosoglio, in cui da anni piove dentro).

  1. Politiche per l’ambiente

Le aree di verde pubblico della periferie devono essere tutelate, ampliate e abbellite. Laddove esistono “ritagli” di territorio abbandonati devono essere sistemati. Se sono aree private le proprietà devono essere obbligate a farlo.

Per quanto riguarda le aree agricole e le rogge devono essere protette dall’inciviltà di coloro che vi abbandonano rifiuti e organizzate in modo che i cittadini le possano attraversare, a piedi o in bici. Le cascine di proprietà comunale devono essere tutte sistemate (in alto il fienile della cascina Basmetto, in questo stato da più di un anno). Quelle dove ancora si svolgono attività agricole, se sovradimensionate, devono poter ospitare associazioni, attività artistiche e artigianali, punti vendita e divenire luogo di funzioni didattiche e culturali. Quelle abbandonate essere messe a bando e assegnate velocemente, per divenire luoghi di attività almeno in parte a servizio dei quartieri. Laddove possibile devono essere favoriti orti privati per famiglie e pensionati, anche su terreni non pubblici, e attività agricole di carattere ortofrutticolo, a cui affiancare, mercati a km 0.
(Nella foto in questa pagina il fienile della cascina Basmetto, di proprietà comunale, crollato oltre un anno fa)

  1. Politiche per la mobilità

Il prossimo sindaco deve assicurare che il biglietto e gli abbonamenti dei mezzi pubblici non aumenteranno. Le linee devono essere potenziate ed essere in grado di collegare sempre meglio i quartieri periferici tra loro e le città limitrofe a Milano, in un’ottica di vera città metropolitana. Il bike sharing deve arrivare fino in periferia e le piste ciclabili e corsie preferenziali ampliate, in modo da poter individuare dei percorsi completi di attraversamento della città. Nessun bando di car o moto sharing dovrà consentire agli operatori di introdurre tariffe differenti tra centro e periferie.

  1. Politiche per il decentramento

L’amministrazione dovrà garantire ai nuovi municipi competenze definite e risorse umane ed economiche sufficienti. Ogni municipio dovrà poter programmare e intervenire velocemente su tutte le opere di manutenzione e mantenimento di scuole, edifici pubblici, strade, verde pubblico e agricolo. Dovrà poter avere voce in capitolo sui temi della sicurezza, pulizia e della raccolta rifiuti, oltre che

sul commercio, lavoro, sport e cultura. Il prossimo sindaco dovrà favorire l’insediamento in periferia di attività e funzioni di prestigio, come università, centri ricerca, fondazioni ecc e allo stesso tempo valorizzare insieme ai municipi le eccellenze già esistenti, come teatri, centri sportivi e sociali, troppo spesso abbandonate a se stesse.

  1. Politiche per la bellezza

Parafrasando una celebre affermazione di Fiodor Dostoevskij chiediamo al futuro sindaco di fare propria l’idea che “La bellezza salverà le periferie”. E per bellezza non pensiamo (solo) ad arredi, volumi o materiali, ma a una valorizzazione estetica, nel senso più originario del termine, dove spazi ed eventi si trasformano per dare piacere a chi li vive e frequenta. Piazze, strade, parchi, cascine, navigli, ma anche teatri, scuole e centri sportivi devono potersi trasformare in luoghi da vivere e frequentare con soddisfazione. In città, ma anche nei nostri quartieri periferici, abbiamo esempi di spazi che sono tornati a vivere. Quando il miracolo è successo sono stati sufficienti una sistemazione urbanistica, un’idea di utilizzo e il coinvolgimento di cittadini.

Per fare tutto questo un sindaco, una giunta e un’amministrazione sono condizioni necessarie, ma non sufficienti. Ci vogliono soprattutto energie, idee e persone giuste. Risorse umane, che se suscitate, in periferia di certo non mancano e sarebbe un peccato, ancora una volta, sprecare questa occasione.

Stefano Ferri

(gennaio 2016)

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

Recensioni
1 COMMENTO
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    Anonimo 12 Gennaio 2016

    Stefano.

    Candidati. ti voto subito.
    Con sincera ammirazione.
    Renato

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