Elezioni politiche 2022, le cose da sapere per arrivare preparati alle urne

Con la caduta del governo Draghi si è chiusa a fine luglio la XVIII legislatura. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, considerata l’impossibilità di formare un nuovo governo, ha sciolto velocemente le Camere e il

Con la caduta del governo Draghi si è chiusa a fine luglio la XVIII legislatura. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, considerata l’impossibilità di formare un nuovo governo, ha sciolto velocemente le Camere e il Consiglio dei ministri ha indetto le consultazioni per domenica 25 settembre 2022. Per la prima volta gli italiani voteranno per l’elezione dei propri rappresentanti in Parlamento in autunno (per le politiche si è sempre andati alle urne nei primi sei mesi dell’anno). Per accompagnare i lettori al voto, pubblichiamo un breve vademecum.

La data del voto e le schede elettorali

Si vota il 25 settembre 2022, dalle ore 7 alle 23. Agli elettori saranno consegnate due schede di colore diverso, una per la Camera dei Deputati e una per il Senato della Repubblica. Oltre alla tessera elettorale per votare è necessario esibire un documento di identità. Le riforme costituzionali Per effetto delle riforme costituzionali dell’anno scorso, hanno diritto al voto per la Camera e per il Senato tutti gli italiani con almeno 18 anni di età (prima di questa legge per votare per il Senato bisognava avere 25 anni). La seconda novità riguarda il numero degli eletti: i deputati alla Camera passano da 630 a 400, mentre i senatori da 315 a 200. Con questo sistema la Lombardia eleggerà in Senato 31 senatori al posto di 49; e alla Camera 64 deputati al posto di 102. A Milano saranno eletti 15 parlamentari in meno.

La legge elettorale

Il sistema con cui andremo alle elezioni è il cosiddetto Rosatellum (legge 165/2017), lo stesso con cui fu eletto il Parlamento nel 2018. Si tratta di una legge “mista”. Poco più di un terzo dei seggi di Camera e Senato viene attribuito con un sistema elettorale maggioritario, sulla base di collegi uninominali. In questo caso viene eletto il candidato del collegio che tra le coalizioni raccoglie più voti. I rimanenti due terzi dei seggi sono attribuiti in modo proporzionale, in collegi plurinominali, nei quali ogni partito presenta fino a 4 candidati, che compongono un listino bloccato. Sia per la Camera che per il Senato per accedere alla ripartizione dei seggi le coalizioni devono raggiungere almeno il dieci per cento dei voti, mentre le singole liste, coalizzate o meno, il tre per cento.

Come si esprime il voto

Le schede elettorali per la Camera e il Senato, a parte il colore e i nomi dei canditati, saranno molto simili tra loro. Entrambe conterranno un riquadro rettangolare per coalizione, indipendentemente che questa risulti composta da uno o più partiti. In cima a ogni rettangolo di coalizione ci sarà scritto il nome del candidato al collegio uninominale (eletto con il sistema maggioritario: chi prende più voti è eletto). All’interno del rettangolo si troveranno i simboli dei partiti che compongono la coalizione, con accanto i candidati al collegio plurinominali (eletti con il sistema proporzionale, in base alla percentuale di voti raccolti dal partito). Se si segna con una X il nome in alto nel riquadro (uninominale), oltre al candidato, il voto viene ripartito in modo proporzionale ai voti ottenuti dai partiti in quel collegio. Se si segna con una X il simbolo del partito lo si vota per il proporzionale e automaticamente il voto di estende al candidato di coalizione. Possibile anche porre una X sia sul candidato all’uninominale che sul partito, in questo caso li si votano esplicitamente entrambi. Con questo sistema elettorale, al contrario di quello per le elezioni comunali, non è possibile né il voto disgiunto, né l’espressione di preferenze, pena l’annullamento della scheda.

Senato della Repubblica. Candidati e liste a sostegno che compariranno sulle schede degli elettori del sud Milano e di gran parte della città.

Collegi uninominali e plurinominali

Il doppio sistema maggioritario e proporzionale del Rosatellum, unito alla riduzione dei parlamentari e alla differenza degli eletti a Camera e Senato, ha reso estremamente complessa la definizione dei collegi, che risultano tutti diversi. Un elettore del sud Milano, per esempio, all’uninominale alla Camera, voterà per un candidato che territorialmente copre i Municipi 4, 5, 6 e 7 mentre per il proporzionale il suo voto inciderà sul calcolo proporzionale dei voti dei tre collegi uninominali, in cui è divisa Milano, oltre a quelli di Rozzano e di Legnano. Per il voto al Senato il collegio di riferimento per il voto all’uninominale è tutta la città di Milano, esclusi il Municipio 8 e parte del 9, per il plurinominale il collegio comprende tutta la Città Metropolitana di Milano, più la provincia di Pavia (nelle tabelle a sinistra i candidati e le liste sulle schede degli elettori del sud Milano).

Camera dei Deputati. Candidati e liste a sostegno che compariranno sulle schede degli elettori del sud Milano e di gran parte della città.

Tessera elettorale smarrita o piena

In caso di smarrimento, furto, esaurimento degli spazi di vidimazione, cambio indirizzo o compimento dei 18 anni è possibile richiedere la tessera elettorale sia presso le sedi anagrafiche del Comune di Milano, che presso l’ufficio elettorale di via Messina 52- 54 (informazioni sul sito del Comune).

 

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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