Elezioni, si sbroglia la matassa dei candidati ai municipi e a Palazzo Marino

L’enorme puzzle dei candidati delle prossime amministrative sembra comporsi, non senza difficoltà. In corsa per Palazzo Marino ci sono, al momento, 8 candidati. A sinistra: Beppe Sala (Pd, Beppe Sala Sindaco, Sinistra per Milano), Basilio

L’enorme puzzle dei candidati delle prossime amministrative sembra comporsi, non senza difficoltà. In corsa per Palazzo Marino ci sono, al momento, 8 candidati. A sinistra: Beppe Sala (Pd, Beppe Sala Sindaco, Sinistra per Milano), Basilio Rizzo (MilanoInComune) e la Luigi Santambrogio (Alternativa Municipale) presentata qualche giorno fa e appoggiata dai socialisti. A destra: Corrado Passera (Corrado Passera Sindaco) Stefano Parisi (Forza Italia, Lega, FdI e Milano Popolare), Nicolò Mardegan (Noi per Milano) e Vittorio Sgarbi (Vittorio Sgarbi Sindaco Milano). Senza collocazione precisa: Gianluca Corrado (M5S) e Marco Cappato (Radicali).

Tutti i candidati sono alle prese con la composizione delle liste per il Consiglio comunale e per i municipi, presidente compreso. Scelta non facile perché per le formazioni più ampie significa bilanciare le presenze di liste e correnti, per quelle monolista trovare chi candidare. Il candidato più in difficoltà in questa fase sembra essere Beppe Sala, che dopo il sostanziale abbandono della candidata alle primarie Francesca Balzani e la costituzione della lista di Basilio Rizzo a sinistra e ora di Alternativa Municipale, deve ora riconoscere il ruolo centrale del Pd, senza che questo fagociti le altre due liste. La camera di compensazione potrebbe essere svolta dalle candidature ai municipi.

Su nove zone a disposizione un minimo di cinque e un massimo di sette dovrebbero andare al partito di Renzi, il resto alle altre formazioni. Nell’area sud della città il Pd ha proposto per la Zona 4 Loredana Bigatti, presidente uscente, per la zona 5 Natale Carapellese e per la Zona 4 Santo Minniti. Candidature che dovranno passare nei prossimi giorni al vaglio della coalizione. Passaggio problematico,  soprattutto in Zona 5, dove nel Pd non c’è unanimità di consensi sul nome di Carapellese. Conflittualità che potrebbe portare la coalizione guidata da Sala ad attribuire la zona a un candidato non del Pd e magari donna, visto che esiste nel centrosinistra anche un problema di equilibrio di genere nei candidati.  Nelle liste per il Consiglio Comunale la sovrabbondanza di candidati riguarda ancora il Pd: su 48 posti in lista, si sono proposti più del doppio di candidati e la scelta sarà anche in questo caso difficile.

Il centrodestra di Stefano Parisi ha invece già deciso per i municipi. Quattro candidati andranno alla Lega Nord, tre a Forza Italia, uno a Fratelli d’Italia e uno ad Area Popolare. In Zona 4 il candidato è il consigliere uscente della Lega Paolo Bassi. In Zona 5 corre il consigliere uscente di Ncd Alessandro Bramati, ora in Milano Popolare. In Zona 6 il candidato è Piermario Sarina, consigliere di Zona 5 all’epoca della giunta Moratti. Nel risiko dei municipi rimane fuori Carlo Marnini, molto noto nel sud Milano, sempre della Lega. Aspirava al municipio di Zona 5, ma si dovrà “accontentare” di un posto in lista per Palazzo Marino.

Le altre formazioni sono ancora in alto mare. I 5Stelle, dopo aver sostituito Patrizia Bedori con Gianluca Corrado, hanno dovuto ricominciare praticamente da capo e tutto avviene nella consueta segretezza digitale. MilanoInComune ha scelto solo pochi giorni fa il candidato sindaco e se il percorso per le liste sarà così travagliato come per l’individuazione di Basilio Rizzo, il rischio è che discutano oltre il tempo massimo. Intanto registriamo la disponibilità a candidarsi di Massimiliano Toscano, ex consigliere di 5Stelle e ora di Milano Possibile. Si capirà qualcosa di più nell’incontro pubblico con Basilio Rizzo, programmato per il 7 aprile alle 20,30 in viale Tibaldi 41.

Discorso diverso per la lista guidata da Corrado Passera, partito con grande anticipo, ma senza partiti alle spalle, sembra avere problemi nel reclutare candidati. Tra i possibili consiglieri per Passera, al Municipio 5 e a Palazzo Marino, si è fatto avanti Andrea Calì consigliere uscente del Nuovo Polo per Milano al CdZ5.

Sullo sfondo, ma non troppo, c’è la data delle elezioni, che ancora non è stata stabilita dal Governo. Ogni ipotesi sul tappeto ha le sue controindicazioni. Fino a poco tempo fa si dava quasi per certo il 12 giugno, ma il rischio astensione per un ballottaggio che finirebbe il 26 giugno è molto alto. Alfano nei giorni scorsi ha detto che proporrà al Consiglio dei Ministri il 5 giugno, ma in questo caso saremmo troppo vicini al ponte del 2 giugno. Probabilmente la data migliore è il 29 maggio, ma per molti è troppo vicina. Anche perché molte formazioni avrebbero problemi a comporre le liste, raccogliere le firme autenticate e presentare il programma, visto che se si votasse a fine maggio la documentazione dovrebbe arrivare a Palazzo Marino e presso i Municipi 30 giorni prima, ovvero a fine aprile.

Stefano Ferri

(Aprile 2016)

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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