Enrico Letta al Campus della Pace di Gratosoglio discute di Europa, giovani e migrazioni e fa due tiri a basket

Dopo il sindaco Beppe Sala anche il segretario del Pd, deputato ed ex professore di Scienze politiche a Parigi Enrico Letta si è confrontato stamattina sul tema dell’Europa e i suoi confini con i ragazzi

Dopo il sindaco Beppe Sala anche il segretario del Pd, deputato ed ex professore di Scienze politiche a Parigi Enrico Letta si è confrontato stamattina sul tema dell’Europa e i suoi confini con i ragazzi del Campus della Pace. Luogo dell’incontro: la bella sala del nuovo oratorio di San Barnaba di Gratosoglio e i gli spazi sportivi all’esterno, dove, dopo il dibattito, si è giocato a pallavolo e basket – anche il segretario del Pd si è cimentato in alcuni tiri a canestro – e poi mangiato, con le pietanze preparate dalla Cucina di Albert della Comunità Oklahoma, in un clima di allegria e condivisione unico.

La mattinata era iniziata poco dopo le 11, con l’incontro plenario con gli oltre centocinquanta ragazzi, provenienti da scuole italiane, di Parigi e Sarajevo. La prima domanda posta dai ragazzi è su come avviare un processo di pace in Ucraina.  Secondo Letta, dato per acquisito con i ragazzi che si deve sostenere Kiev nella sua lotta contro l’aggressione di Putin, il punto di partenza per una trattativa devono essere gli accordi di Minsk del 2014, che prevedevano per i territori di Donetsk e Lugansk una forma di autogoverno, all’interno dell’Ucraina. Un po’ come è stato fatto in Italia in Alto Adige e per altre regioni del Paese di lingua non italiana. In merito all’interventismo europeo e all’unione di intenti finora mostrata, il segretario de Pd ha ricordato come per la Bosnia, nel 1994-1995, l’Europa «Allora voltò la faccia da un’altra parte, consentendo le stragi di Sarajevo e Srebenica. E questa fu una vergogna».

Sul Protagonismo giovanile, tema intorno al quale si sta svolgendo il Campus organizzato da don Giovanni, Letta ha sottolineato come la questione demografica italiana imponga che la politica si occupi con decisione dei giovani. A questo proposito ha snocciolato dei dati ed esposto situazioni preoccupanti. In Italia i ragazzi lasciano le famiglie a 31 anni, un’età che pone il nostro paese agli ultimi posti in Europa. Anche per numero di laureati siamo agli ultimi posti. Nel mondo del lavoro non va meglio per giovani, perché i primi impieghi sono spesso sottopagati. La scuola, in particolare le superiori e l’università, sono classiste: i ragazzi che hanno alle spalle famiglie con i mezzi si possono permettere percorsi di studio qualificati e soggiorni all’estero, gli altri no, alimentando le diseguaglianze. Per invertire questa tendenza «Abbiamo abolito gli stage gratuiti e stiamo lottando per introdurre il salario minimo per legge e una dote per i giovani di 10mila euro, per aiutarli nel percorso di studi o a iniziare un’attività. A livello europeo – ha continuato il segretario del Pd – abbiamo proposto l’Erasmus obbligatorio nelle scuole superiori, con una diaria sufficiente per vivere all’estero, in modo che tutti i ragazzi, anche quelli che non vanno all’università, possano fare un’esperienza europea e imparare una lingua».

Una ragazza ha poi chiesto «Per quanto sia giusto, non è ipocrita quello che si sta facendo per l’accoglienza degli ucraini, se paragonato a quello che si fa ed è stato fatto per i migranti di altri paesi?». Secondo Letta su questo tema con la guerra in Ucraina sono stati fatti dei grandi passi avanti, perché «Per la prima volta è stata applicata la direttiva europea sull’accoglienza temporanee, risalente al 2001 e questo è un punto di partenza importante per un cambio di politica in tema di migrazioni». Ha poi ricordato la tragedia di Mare Nostrum, quando nell’ottobre del 2013, a seguito della morte di 300 migranti al largo di Pantelleria, l’Italia, da sola perché il resto dei paesi europei si era rifiutato, ha salvato decine di migliaia di vite umane. «Dobbiamo distinguere tra operazioni di salvataggio di persone in pericolo di vita, che deve essere garantita a tutti, e l’accoglienza. Questa deve essere garantita a chi scappa da guerre e carestie».

L’invito finale ai ragazzi è stato sul protagonismo giovanile, prendendo spunto dalla questione ambientale «Come per Friday for Future siate protagonisti del cambiamento!». Poi tutti nel cortile della parrocchia, a chiacchierare, scattare foto, giocare a basket e pallavolo a gustare le pietanze preparate dalla Cucina di Albert di Oklahoma, con le infaticabili volontarie Marina e Nadia a distribuire chili e chili di pasta e pollo.

Prima di salire in auto, Letta ha visitato il circolo Pd di Gratosoglio, guidato dal vice segretario Valerio Ferè.

 

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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