Fino all’8 maggio si può vedere i film, in presenza e online, del Festival del cinema Africano, d’Asia e America Latina (FESCAAAL)

Fino al 8 maggio è in corso la 31ma edizione del Festival del cinema Africano, d’Asia e America Latina (FESCAAAL). Lo storico e importante festival è stato inaugurato venerdì 29 con il bel film  Twist

Fino al 8 maggio è in corso la 31ma edizione del Festival del cinema Africano, d’Asia e America Latina (FESCAAAL). Lo storico e importante festival è stato inaugurato venerdì 29 con il bel film  Twist à Bamako, ambientato in Mali negli anni ‘60, quelli dell’indipendenza, dell’utopia socialista panafricana  e della la travolgente voga del twist.

Dopo 2 anni di festival virtuale, quest’anno la rassegna si svolge in versione ibrida, in presenza ma anche online: 10 giorni di proiezioni, incontri con gli autori, eventi speciali sul cinema e le culture dei 3 continenti in 5 diverse sale di Milano: Auditorium San Fedele, Cinema Arlecchino, Cinema Palestrina, Wanted Clan e CinéMagenta 63-Institut Français de Milan, più 9 giorni di proiezioni online su MYmovies.

Alla nuova dimensione “ibrida” si ispirano la Zebra – da ormai 5 anni immagine simbolo del Festival e che quest’anno si presenta in veste “multicolor” – e il claim della 31ma edizione, Crossing Zebra. «Crossing Zebra vuole evocare l’attraversamento degli spazi fisici e virtuali di una manifestazione che sin dalla sua nascita, nel 1991, ha incrociato culture e portato innovazione e che oggi propone nuovi modi di comunicare e di promuovere il cinema, in presenza e online». spiegano le direttrici artistiche del FESCAAAL, Annamaria Gallone e Alessandra Speciale.     

Tutti i film, sia in sala che online, sono presentati in lingua originale con sottotitoli in italiano e preceduti da un video di presentazione del regista, mentre i registi presenti al festival incontrano il pubblico in sala, dopo le proiezioni.

Le sezioni della programmazione cinematografica vanno dal Concorso lungometraggi finestre sul mondo, che propone un’accurata selezione di 10 film, scelti tra le ultime produzioni di fiction e documentari provenienti dai 3 continenti, al Concorso cortometraggi africani, che ospita i migliori brevi film (fiction e documentari), realizzati da registi provenienti da tutta l’Africa e dalla diaspora. La sezione ha l’obiettivo di promuovere i giovani registi africani ai loro primi passi nel cinema e di mostrare le nuove tendenze e le sperimentazioni del cinema africano. Inoltre c’è la sezione dedicata ai film di registi italiani (o stranieri residenti in Italia) con l’intento di raccontare un’Italia che si fa interprete della diversità culturale. E quella Flash, che raccoglie i film/evento del Festival: anteprime di rilievo che presentano le opere recenti di registi affermati, film acclamati dalla critica o premiati nei maggiori festival internazionali

Per concludere: …  E tutti ridono… La sezione più pop del festival, dedicata alle commedie provenienti dai 3 continenti, che presenta quest’anno in anteprima italiana la commedia drammatica Kung Fu Zohra di Mabrouk El Mechri, film di chiusura del Festival.

Un’attenzione particolare è rivolta alla letteratura africana, che nel 2021 ha vinto alcuni tra i più prestigiosi premi letterari dal prix Goncourt all’International Booker Prize, ai nuovi creatori di videogiochi africani e al mercato dell’arte contemporanea in Africa. Da vedere, in questa sezione, Système K del regista francese Renaud Barret, che torna a Kinshasa con un vivace documentario sulla street art e la creatività della scena artistica congolese, espressione della resistenza di un popolo afflitto dalla miseria e dai conflitti armati, che deve continuamente re-inventarsi, a volte immaginando anche mondi paralleli e futuristici, per sopravvivere.

Nel 2022 torna anche la 3a edizione del Miworld young film festival – MiWY, primo e unico festival di cinema per le scuole in Italia, interamente dedicato alla conoscenza delle cinematografie e delle culture di Africa, Asia e America Latina e all’educazione interculturale.

Sono pubblicista e videomaker, ancora prima che il mio appassionante mestiere fosse definito cosi. Dal 1974, anno del primo viaggio in Africa, in Somalia, realizzo documentari su tematiche sociali, antropologiche e storiche. Ho collaborato con diverse redazioni per programmi d’informazione e cultura, attualmente video-documento tutte o quasi tutte le iniziative che accadono nel sud della città (ma anche altrove).

Recensioni
NESSUN COMMENTO

SCRIVI UN COMMENTO