Firmato a Palazzo Reale il “Milan Urban Food Policy Pact”

Il 14 ottobre Palazzo Reale si è trasformato in un Palazzo di Sindaci, con 113 rappresentanti di altrettante città del mondo. «Un sogno che si avvera!» ha esclamato commosso il Sindaco Giuliano Pisapia. E con

feed_the_planetIl 14 ottobre Palazzo Reale si è trasformato in un Palazzo di Sindaci, con 113 rappresentanti di altrettante città del mondo. «Un sogno che si avvera!» ha esclamato commosso il Sindaco Giuliano Pisapia. E con questa breve frase verosimilmente si può riassumere il “Milan Urban Food Policy Pact”, il patto tra sindaci sulle politiche alimentari urbane intelligenti che è stato presieduto dal Sindaco Pisapia, promotore di questa iniziativa che ha coinvolto decine di altre importanti città di tutti i cinque continenti, e che ambisce ad estendersi per tutte i Comuni d’Italia e non solo.

L’idea è stata proprio del nostro primo cittadino che lo scorso anno a Johannesburg, in occasione di un summit tra sindaci delle principali metropoli al mondo, ha proposto ai suoi colleghi di intervenire attraverso un impegno concreto nella lotta alla fame e del diritto al cibo per tutti. Un impegno che in qualche mese si è tradotto in un testo ricco di buoni propositi e azioni consigliate che le città dovranno promuovere e favorire. Infatti si stima che nel 2050 il 70% della popolazione mondiale vivrà in aree urbane. Dunque, le città sono il vero punto nevralgico di un’iniziativa da considerarsi senza precedenti e che non è assolutamente un punto di arrivo ma solo l’inizio di una nuova sfida.

Le numerose metropoli mondiali hanno risposto con convinzione all’appello lanciato da Pisapia per far fronte alle emergenze del nostro pianeta, come il diritto al cibo sano e sicuro per tutti, l’acqua come bene comune, la lotta agli sprechi, la lotta per scongiurare la morte di milioni di persone per fame, battaglia che si contrappone alla piaga dell’obesità, che va diffondendosi anche tra i più piccoli.

Da quella proposta, moltissimo lavoro è stato compiuto e attraverso teleconferenze e numerosi incontri si è arrivati a questa data in cui, in una sbalorditiva Sala delle Cariatidi, con tablet e penne digitali si è apposta la firma di tutti i sindaci che hanno sottoscritto questo patto d’intenti e di azioni. In netta sintonia, il sabato successivo, è stato organizzato l’evento “Feeding the 5000 Milano”. Un pranzo a impatto zero, con piatti e posate biodegradabili e compostabili, e realizzato con cibo salvato dallo spreco. In tre ore sono state distribuite 2,5 tonnellate di alimenti a circa 5mila partecipanti che sono arrivati in Piazza Castello. Un pasto definito “di qualità, risparmiando e recuperando alimenti destinati ad essere gettati via”, ha sottolineato l’assessore al Commercio ed Attività produttive, Franco D’Alfonso.

Ma la sfida del “Milan Urban Food Policy Pact” è più grande e si incontra con quella della “Carta di Milano”, il documento in cui vengono elencati diritti e doveri di cittadini e imprese per risolvere il problema del cibo e della malnutrizione. Entrambi, infatti, perseguono l’obiettivo Fame Zero 2030. Questi due atti, considerati l’eredità e l’anima di Expo 2015 “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”, sono stati consegnati al Segretario Generale delle Nazioni Unite, BanKi-Moon, durante la sua passeggiata tra Cardo e Decumano nella Giornata mondiale dell’Alimentazione, che ha ribadito quanto sia fondamentale adesso passare all’azione. Insomma, per dirla con le parole che Pisapia ha rivolto ai suoi colleghi: «Quella che abbiamo iniziato è una strada che non finisce con Expo Milano 2015. Abbiamo vinto la prima tappa. Dobbiamo vincere il giro, il giro del pianeta».

Oreste Sorace

(Novembre 2015)

Laureata in Comunicazione politica e sociale, blogger e fotografa d’assalto, aggredisce la cronaca spregiudicatamente e l’html senza alcuna reverenza (e il sito talvolta ne risente), ma con la redazione è uno zuccherino. La sua passione è il popolo.

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