Flavia e Beppe: in due quasi mille preferenze e lo scettro dei più votati al Municipio 5

Tra le tante sorprese di questo primo turno elettorale per il Municipio 5 c’è indubbiamente l’incredibile successo personale di Flavia Ferri e Beppe Barba. Voluti fortemente in lista Pd dal candidato presidente del Centrosinistra Enea

FlaviaEneaBeppe

Tra le tante sorprese di questo primo turno elettorale per il Municipio 5 c’è indubbiamente l’incredibile successo personale di Flavia Ferri e Beppe Barba. Voluti fortemente in lista Pd dal candidato presidente del Centrosinistra Enea Moscon (27 anni, al centro nella foto),  due giovani – 22 anni Flavia, 23 Beppe –  hanno raccolto rispettivamente 497 e 429 voti di preferenza. «Un vero botto» ci racconta sorridente Flavia. Un successo che assume proporzioni ancora più stupefacenti se si tiene conto che i due ragazzi, prima di essere inseriti in lista due mesi fa, non avevano mai fatto politica nel senso classico del termine. Poche o nessuna presenza in circoli Pd (quindi nessun sostegno in campagna elettorale), nessun dibattito, pochissime manifestazioni. Un anno come rappresentanti degli studenti in Consiglio di istituto al liceo Allende, l’attività in oratorio per Beppe, la passione per la pallavolo per Flavia. E poi un po’ di volontariato. Insomma giovani studenti universitari (Beppe Filosofia, Flavia Economia) progressisti e solidali, attenti ai diritti civili. Quindi normalissimi.

Anche la loro campagna elettorale è stata, potremmo dire, banale. Foto realizzate al Parco Chiesa Rossa da Daniela, sorella di Flavia. 3.500 volantini insieme a Marco Granelli e Anna Scavuzzo, candidati al Consiglio comunale (che pagandoli di tasca propria hanno fatto il loro migliore affare di questa campagna), distribuiti – neanche tutti – ai mercati e lasciati qua e là nelle caselle. Due pubblicità su Milanosud, pagate dal padre di Flavia. Due eventi di presentazione – uno a testa – affollatissimi, in un locale per giovani. Attività su Facebook, a basso regime (meno di un post al giorno) e poi incontri in associazioni, con gruppi di giovani, in oratori. Quindi una campagna normalissima e praticamente a costo zero.

Come hanno fatto, dunque? Qual è il loro “segreto”. Questa è la domanda che si porrebbe un politologo o uno studioso dei flussi elettorali, ma che soprattutto dovrebbe porsi la coalizione di Centrosinistra, ora che ci si avvicina il ballottaggio per l’elezione del sindaco. Ma a quanto pare non se la sta ponendo…

La risposta ce la dà Flavia direttamente: «Per prima cosa io e Beppe abbiamo sempre fatta campagna insieme. Il nostro ticket è stato reale. Ad ogni incontro ci siamo sempre proposti in coppia. Questo crediamo ci abbia fortemente avvantaggiati, non ci siamo mai sentiti soli, appoggiandoci a vicenda cercando di arrivare così a più persone possibili, quelle appartenenti al suo “giro” ed al mio: pensiamo che nella maggior parte dei casi chi ha votato per lui abbia poi votato per me e viceversa.

Abbiamo poi coinvolto molti amici, soprattutto quelli che sapevamo influenti, a loro abbiamo illustrato le nostre idee e abbiamo chiesto di aiutarci a farci conoscere, attivando così il passaparola, come Enea ci suggerì all’inizio della nostra campagna elettorale, dicendoci che era la cosa più importante da fare. Infine, altrettanto decisive sono state le caratteristiche del mondo a cui ci siamo rivolti. Ci siamo mossi al di fuori del recinto del Centrosinistra, contattando soprattutto giovani, che altrimenti non avrebbero espresso altre preferenze. Persone che fidandosi di noi, del nostro metterci in gioco, hanno facilmente accolto la nostra proposta. Questo crediamo abbia avvantaggiato anche il Pd, che in questo modo ha raccolto voti che altrimenti non avrebbe intercettato».

E ora? «Prima di tutto speriamo che la verifica dei verbali delle sezioni in corso oggi e poi l’eventuale riconteggio delle schede dia la vittoria al Centrosinistra e ad Enea Moscon. Se così fosse sarebbe un sogno, saremmo una squadra da urlo! Altrimenti siamo comunque pronti con il massimo entusiasmo e determinazione a fare opposizione in Municipio: sarà comunque una bella avventura».

Stefano Ferri (padre di Flavia – ecco perché so tutto…)

(8 giugno 2016)

 

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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