Focus su lavoro, sviluppo e opportunità

Inauguriamo, con questo numero, una nuova rubrica che affronterà, senza pretese di esaustività o eccessivi tecnicismi, alcune delle principali novità, opportunità e prospettive in materia di lavoro nell’ambito dell’area metropolitana milanese. Come è noto da lungo

Inauguriamo, con questo numero, una nuova rubrica che affronterà, senza pretese di esaustività o eccessivi tecnicismi, alcune delle principali novità, opportunità e prospettive in materia di lavoro nell’ambito dell’area metropolitana milanese.

Come è noto da lungo tempo, l’area metropolitana milanese è oggetto di una grande trasformazione che ha posto fine alla storia della città, così come l’abbiamo conosciuta fino a qualche anno fa, dando vita a un sistema produttivo fortemente frammentato e contraddistinto da una accentuata terziarizzazione. Molte attività hanno dovuto chiudere e il ristagno della produzione di quelle rimaste ha avuto come diretta conseguenza una crescente disoccupazione, che le statistiche rilevano solo in parte. L’occupazione, da stabile e pressoché certa, è divenuta parziale e precaria con sempre crescenti difficoltà nell’offrire opportunità a molti giovani e alle molte persone in età matura che hanno perso il lavoro e spesso hanno capacità professionali notevoli.

Accanto a servizi ad alto valore aggiunto e qualità si è poi purtroppo rafforzata un’area di servizi marginali, di bassa qualità, nella quale impera l’utilizzo di lavoro scarsamente professionalizzato e a condizioni inaccettabili. Altre questioni riguardano poi l’immigrazione, le nuove povertà, il declino delle cosiddette “periferie” e il fatto che per anni sono mancati investimenti di carattere strategico. In questo scenario Milano non è rimasta ferma. Ha iniziato a reagire, a trovare e sperimentare soluzioni, ad aprire spazi di innovazione, dando ancora una volta prova di grande vitalità. Basti guardare ai dati delle attività economiche e sull’occupazione, confrontandoli con altre aree d’Italia, per rendersene conto. Eccellenze ormai riconosciute in settori strategici, come design, moda, biotecnologie, editoria, ricerca e università, unitamente al rilievo dei servizi alle imprese e alla persona, hanno registrato un notevole dinamismo, così come il comparto manifatturiero ha mostrato in questi anni una grande capacità di rinnovamento. In questo quadro di crescita si è inserito recentemente il turismo d’affari e culturale, che ha generato domanda di servizi con importanti ricadute occupazionali.

Occorre allora proseguire su questa strada. L’economia milanese ha bisogno di costanza e continuità nella fase di rilancio, anche sulla scia di un grande evento come Expo e di ciò che succederà nei prossimi anni nelle aree in cui si è svolta l’esposizione. Di sicuro sono in tanti a sostenere quanto sia necessario avviare una ripresa economica dell’intera area metropolitana basata su attività innovative, di qualità, sostenibili, anche attraverso un’azione coordinata dell’amministrazione pubblica e le organizzazioni rappresentative dell’economia e del lavoro, dove la politica sia iniziatrice e promotrice. A partire dal prossimo numero inizieremo allora questo percorso e cercheremo di capire dove si sono create e dove nasceranno opportunità di lavoro, di iniziativa imprenditoriale e di lavoro autonomo per offrirci qualche prospettiva e idea utile. Per fare questo, cercheremo anche di dare spazio ai suggerimenti dei lettori.

Se avete segnalazioni e proposte, inviatele a: redazione@milanosud.it

LAURA-SPECCHIO

 

 

Laura Specchio

Consulente del lavoro e aziendale 

(Dicembre 2015)

Laureata in Scienze dei Beni Culturali, blogger appassionata di cinema e teatro, talentuosa grafica e webmaster, sempre alla ricerca di nuovi stimoli e sfide, forte della sua estrazione umanista veste con grazia e competenza le testate digitali e su carta di Milanosud.

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