Fondazione Prada. Serial Classic, mostra stupefacente

Quando si entra nel Podium a visitare la mostra curata da Salvatore Settis non si può che rimanere abbagliati. Serial Classic accoglie il visitatore con nove gruppi di sculture sullo stesso soggetto (il discobolo, la Venere accovacciata, il satiro a

SerialClassic_fondazione_pradaQuando si entra nel Podium a visitare la mostra curata da Salvatore Settis non si può che rimanere abbagliati. Serial Classic accoglie il visitatore con nove gruppi di sculture sullo stesso soggetto (il discobolo, la Venere accovacciata, il satiro a riposo, i satiri versanti, i corridori, il doriforo, Penelope…) provenienti dai principali musei archeologici del mondo, che mostrano inequivocabilmente, oltre che la loro bellezza, come il mondo greco e romano fossero popolati di statue; rappresentazioni plastiche di modelli estetici che sono all’origine della loro e della nostra cultura.

Stupefacente è poi scoprire anche come nell’antichità la riproducibilità dell’opera d’arte, per artisti e fruitori, fosse una necessità. Un’evidenza questa, che  ridisegna la concezione che la serialità del prodotto artistico sia una caratteristica precipua dell’arte dal XIX secolo in poi, nata a seguito dall’irruzione della  tecnologia moderna.

La mostra di Settis illustra inoltre il lavoro di ricostruzione dei modelli artistici fatto dagli archeologi per svelare il patrimonio scultoreo greco, evidenziando il ruolo del mondo romano, che con un’altrettanta incredibile esigenza di riproduzione, ci ha permesso – un po’ come fecero nel medioevo con la filosofia antica i
monaci amanuensi – di poter oggi ammirare le opere di Prassitele, Mirone o Policleto.

Stefano Ferri

(luglio 2015)

Laureata in Comunicazione politica e sociale, blogger e fotografa d’assalto, aggredisce la cronaca spregiudicatamente e l’html senza alcuna reverenza (e il sito talvolta ne risente), ma con la redazione è uno zuccherino. La sua passione è il popolo.

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