Fornace Curti, un tesoro del 400 tra i palazzi della Barona

Nel week-end del 19 e 20 novembre si è svolta l’apertura “invernale” al pubblico della Fornace Curti e delle botteghe artigiane ospitate nel complesso architettonico situato tra via Tobagi e via Cottolengo in Barona. La

fornace-curtiNel week-end del 19 e 20 novembre si è svolta l’apertura “invernale” al pubblico della Fornace Curti e delle botteghe artigiane ospitate nel complesso architettonico situato tra via Tobagi e via Cottolengo in Barona. La Fornace Curti ha una storia pluricentenaria che si respira nei suoi cortili. Entrando dal cancello che si affaccia su via Tobagi, si ha subito l’impressione di fare un salto indietro nel tempo. Di entrare in un borgo antico che – anche se fagocitato da palazzi e loft di recente costruzione – mantiene inalterata la sua architettura originaria, con un bel cortile ampio che collega i vari edifici, i camminamenti e le logge di epoche diverse. Ci accolgono vasi in cotto, impreziositi dalla patina del tempo, formelle, fregi, ceramiche e maioliche, trasportandoci subito in una dimensione inattesa, in un’oasi di pace, di storia e di appartenenza. Le sue lavorazioni risalgono al Rinascimento, quando Francesco Sforza colse per primo le peculiarità del cotto lombardo, rosso, per la presenza di ferro nella sua composizione, e pertanto molto resistente alle rigide temperature invernali della pianura. Intuendone le grandi potenzialità, avviò l’utilizzo dell’umile argilla nelle “belle arti” e ne fece l’elemento caratteristico dell’architettura lombarda. Fu così che a partire dal XV secolo, la Fornace Curti divenne il principale produttore di mattoni sagomati e formelle destinati alla costruzione e alla decorazione di numerose opere architettoniche tra cui la Ca’ Grande del Filarete e in seguito la Certosa di Pavia, le Abbazie di Morimondo e Chiaravalle, Santa Maria delle Grazie, l’Arcivescovado, San Marco, il Duomo di Monza ecc.

vasoOggi la Curti è la più antica fornace di terrecotte artistiche ancora attiva. Il suo curioso biglietto da visita è un mattoncino di argilla rossa: un oggetto che, nella sua semplicità, iconicamente rappresenta la sintesi perfetta della storia della Fornace e del senso etico dei suoi discendenti: preservare ciò che è stato e assicurarne la continuità (a partire dalla materia prima ancora tutta naturale), con un forte senso di responsabilità nei confronti di un’eredità di così grande valore. Tutto questo, malgrado le difficoltà dell’oggi, non da ultimo trovare nuove figure professionali disposte a lavorare al tornio! La Fornace produce e vende i suoi manufatti pregiati in Italia e all’estero, dove il “Made in Italy”, quello autentico, ha ancora un valore. E, come in passato, conserva la propria vocazione di “cittadella” delle belle arti, ospitando al suo interno atelier e botteghe di artisti del legno, del rame, della ceramica. Organizza visite guidate per studenti di ogni grado e per turisti italiani e stranieri. Mette a disposizione di professionisti e dilettanti un Salone Hobby, dove si può trovare tutto l’occorrente per la lavorazione della ceramica. Infine, da alcuni anni, dispone di un raffinato salone per eventi, l’Enclave, dotato di camino e otto tavoli, una cornice unica per manifestazioni culturali, mostre, conferenze e feste private.

Tutte queste attività sono oggi essenziali per permettere alla Fornace di sopravvivere. Vi invitiamo sin d’ora alla prossima apertura di primavera della Fornace Curti, programmata, come di consueto, nella terza domenica di maggio.  Nel frattempo si potrà fare una scappata di persona negli orari di apertura (in settimana dalle 9-12/15.30-17, il sabato 9-12), oppure dare un’occhiata al sito www.fornacecurti.it, dove è anche possibile prenotare una visita guidata.

Viviana Primieri
(Dicembre 2016)

Laureata in Scienze dei Beni Culturali, blogger appassionata di cinema e teatro, talentuosa grafica e webmaster, sempre alla ricerca di nuovi stimoli e sfide, forte della sua estrazione umanista veste con grazia e competenza le testate digitali e su carta di Milanosud.

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