“Fuori di segno… non mi rassegno” al Centro Giovani Ponti rap e street art fanno integrazione

Il 25 giugno, il Centro Giovani Ponti del Dipartimento di Salute Mentale dell’Asst Santi Paolo e Carlo, coordinato dalla professoressa Orsola Gambini e il dottor Paolo Miragoli (nella foto sotto), ha ospitato l’evento finale di

Il 25 giugno, il Centro Giovani Ponti del Dipartimento di Salute Mentale dell’Asst Santi Paolo e Carlo, coordinato dalla professoressa Orsola Gambini e il dottor Paolo Miragoli (nella foto sotto), ha ospitato l’evento finale di “Fuori di segno… non mi rassegno”.

La professoressa Orsola Gambini e il dottor Paolo Miragoli.

Il progetto, realizzato grazie ai fondi 8×1000 della Chiesa Valdese e capitanato dalla Cooperativa Seriana 2000 ha permesso incontri interessanti tra mondi diversi. I giovani utenti provenienti da diverse realtà del Distretto di Salute mentale dell’Asst Santi Paolo e Carlo e i frequentatori del Centro di Aggregazione giovanile Olmi, gestito dalla cooperativa Azione solidale, si sono trovati per dar vita a quadri di street art. Grazie alla presenza di Marco Galati, in arte Shine Royal, hanno potuto sperimentare l’uso della bomboletta per esprimere idee su temi che li accomunano: la possibilità di integrazione e la sensibilità, la libertà di espressione, la condivisione di emozioni e l’esaltazione della diversità. Dal confronto è inoltre nata la canzone con elementi rap “GeneraDiversità!” dal ritornello coinvolgente: “a me piace la diversità, e anche la diversione, io voglio la facoltà di esprimere un’opinione, stop stop clone genera diversità”.

Share radio, da sempre impegnata nel sociale, grazie a studenti in alternanza scuola lavoro, ha montato un video del progetto che ved è stata presente venerdì per trasmettere il registrato sul proprio canale il 27 luglio prossimo, alle ore 12.  Attivatosi nel gennaio 2020 e interrotto a causa della pandemia globale, “Fuori di segno…non mi rassegno” è riuscito a riprendere permettendo che i suoi partecipanti sviluppassero capacità di resilienza nel fronteggiare un’interruzione così lunga e faticosa, arricchendo il lavoro finale. La mostra delle opere è permanente presso il centro Giovani Ponti, permettendo ai partecipanti del progetto di veder valorizzato il proprio lavoro e rendendo accattivante l’ambiente per i ragazzi che lo frequentano.

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