Il Fuorisalone? È la nostra grande festa di paese

Avete presente le feste di paese? Quelle in cui tutti gli abitanti non vedono l'ora che arrivi e quando scocca il giorno fatidico si trovano sulla piazza principale ben vestiti, vanno a messa, c’è la

festa, Il Fuorisalone? È la nostra grande festa di paese

fuorisalone1Avete presente le feste di paese? Quelle in cui tutti gli abitanti non vedono l’ora che arrivi e quando scocca il giorno fatidico si trovano sulla piazza principale ben vestiti, vanno a messa, c’è la banda, si balla e ci sono salamelle, braciole e vino. Ecco, fatte le debite proporzioni, il Fuorisalone a Milano è tutto questo: è la nostra grande festa di paese.

Lasciata ma non abbandonata la demodé Obei Obei (“che bello che bello”. Ndr traduzione per i non milanesi), la settimana della Fiera del Mobile ne ha preso il posto, rivisitandola. Come per l’antica Fiera di Sant’Ambrogio anche oggi tutti si mobilitano. Tutti accorrono. Tutti strabiliano per i portenti in mostra e per le strade si sente esclamare “wonderful” o il più nostrano “che figata”.

Certo manca l’aspetto religioso della festa di Sant’Ambrogio, nessuna messa in cattedrale o processione. Ma, a cercare bene, qualcosa di sacro rimane.

C’è  la liturgia tutta ambrosiana del “far daneé”, un Verbo che mette tutti d’accordo. Se è vero come sostengono gli esperti, che Design Week e Fuorisalone muovono qualcosa come 19 miliardi di euro all’anno. Una grande torta che per essere divisa tra tutti richiede una grande messa cantata, senza litigi e distinguo di sorta, soprattutto se, come accade da anni, cresce in volume di edizione in edizione.

E poi c’è la processione per la città dei santi patroni: il Design, i mitici mobilieri brianzoli, la Moda, l’Architettura, accompagnati dall’intero sistema Milano che dietro fa squadra, in modo straordinario.

D’altronde basta passeggiare nelle sempre più numerose e creative aree “degli allestimenti”, arrivate persino in periferia, per rendersene conto. Migliaia di persone che vagano felici, stranieri dai cinque continenti, negozi tutti rigorosamente aperti e vestiti a festa. Bar, ristoranti, pub e street food ovunque strapieni. Alberghi, camere in affitto e bed & breakfast che stappano champagne.

Un Rito Ambrosiano che, come è successo per Expo, funziona alla grande. E se i Cinque cerchi sbarcheranno a Milano, la nostra festa di paese durerà un mese, anziché una settimana, e scorreranno fiumi di vin brulé

Stefano Ferri
(Aprile 2019)

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di dargli un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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