Gallera silurato lascia la poltrona alla Moratti, che avrà il compito di vaccinare i lombardi. Bolognini perde la delega alla Casa

Domami lo sapremo. O meglio, domani mattina la conferenza stampa riproporrà, a meno di clamorose sorprese, la versione ufficiale dell’assessore “un po’stanchino”(cit. Forrest Gump), consumando l’ennesima presa per i fondelli dei lombardi. Visto che tutti

Domami lo sapremo. O meglio, domani mattina la conferenza stampa riproporrà, a meno di clamorose sorprese, la versione ufficiale dell’assessore “un po’stanchino”(cit. Forrest Gump), consumando l’ennesima presa per i fondelli dei lombardi. Visto che tutti sanno che Gallera è stato mandato via perché ritenuto incapace dalla sua stessa maggioranza.

Il che farebbe anche sorridere, se non fosse per quanto accaduto alla Sanità lombarda in questo anno disgraziato e per il fatto che non c’è stata neanche la decenza di ammettere gli errori. Nè da Gallera, né dalla Giunta. 

La linea da mostrare alle truppe ieri, come oggi e come sarà domani è quella del “va tutto bene”. Una preoccupante negazione della realtà, iniziata a marzo e continuata con dati sul Covid da far accapponare la pelle, con il famoso ospedale in Fiera, la mancanza di personale, l’incapacità di organizzare uno straccio di medicina territoriale, la debacle dei vaccini antinfluenzali e la partenza ritmo lento, lentissimo di quelli contro il Covid. Senza contare le gaffe sconcertanti, come quelle della spiegazione completamente sbagliata di cosa significa Rt – talmente da ridere (o pinagere) che ve la riproponiamo – e della corsa fuori dai confini cittadini in pieno periodo rosso.

Comunque, Gallera se ne va per lasciare il posto a Letizia Moratti, che oltre alle deleghe pesantissime su Sanità e Welfare, assume il ruolo di vicepresidente, dando l’impressione di essere lì anche per controllare Fontana (anche lui protagonista di uscite sconcertanti e coinvolto nella questione dei camici prima venduti dal cognato e poi donati), legato dall’inizio del mandato a doppio filo con Gallera, che non se ne va perché sennò si andrebbe al voto.

Come milanese lombardo accolgo con favore l’ingresso in Giunta di Letizia Moratti, che per esperienza ci sembra più ferrata per organizzare la campagna dei vaccini anticovid, molto meno, per questioni ideologiche, a riformare il sistema sanitario lombardo, bocciato senza appello e che ora deve essere riformato.

Notiamo che nel valzer delle deleghe a Stefano Bolognini è stata tolta la delega sulla Casa. Visto lo stato delle case Aler, anche questa è una buona notizia. Pessima quella che rende noto invece l’ingresso in giunta di Alessandra Locatelli, la parlamentare di Como sodale con i colleghi leghisti della giunta lariana che strappavano le coperte ai senza tetto. A lei vengono affidate le deleghe alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità. Come affidare a Dracula la gestione di un centro prelievi.

Assessori della Giunta della Regione Lombardia

  • Letizia Moratti: vicepresidente e Welfare
  • Fabrizio Sala: Istruzione, Università, Ricerca, Innovazione e Semplificazione
  • Stefano Bruno Galli: Autonomia e Cultura
  • Fabio Rolfi: Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi
  • Raffele Cattaneo: Ambiente e Clima
  • Davide Carlo Caparini: Bilancio e Finanza
  • Massimo Sertori: Enti locali, Montagna e Piccoli comuni
  • Claudia Maria Terzi: Infrastrutture, Trasporti e Mobilità sostenibile
  • Melania De Nichilo Rizzoli: Formazione e Lavoro
  • Alessandra Locatelli: Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità
  • Stefano Bolognini: Giovani e Sviluppo della città metropolitana e Comunicazione
  • Lara Magoni: Turismo, Marketing territoriale e Moda
  • Riccardo De Corato: Sicurezza
  • Pietro Foroni: Territorio e Protezione civile
  • Guido Guidesi: Sviluppo economico
  • Alessandro Mattinzoli: Casa e Housing sociale.

I sottosegretari

Sono stati inoltre nominati i sottosegretari: Antonio Rossi, Fabrizio Turba, Alan Rizzi e Marco Alparone.

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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