Genitori incapaci o figli “al di sotto delle aspettative”?

Pillole di noi: costume e psicologia risponde la dott.ssa Annalisa Gatto Sempre più spesso i genitori si rivolgono a esperti del settore socioeducativo per avere consigli e strategie concrete per crescere nel modo “migliore” i propri figli.

Pillole di noi: costume e psicologia

annalisa gattorisponde la dott.ssa Annalisa Gatto

Sempre più spesso i genitori si rivolgono a esperti del settore socioeducativo per avere consigli e strategie concrete per crescere nel modo “migliore” i propri figli. Quello che trasmettono però, non è la voglia di mettersi in discussione e confrontarsi, ma un senso di inadeguatezza e inefficacia: “Dottoressa ci dica lei che cosa dobbiamo fare? Come dobbiamo comportarci? Le abbiamo provate tutte, sbagliamo sempre…”. La mia risposta è semplice: “Voi siete i genitori, voi conoscete vostro figlio, probabilmente sapete già cosa fare, ma non vi fidate di voi stessi…”. Ogni genitore conosce i propri figli, esiste qualcosa di innato tale per cui se imparassimo ad avere maggiore consapevolezza di noi stessi e delle nostre relazioni potremmo interpretare e giocarcela sempre sulla diretta. Il problema è l’ansia che si struttura dentro di noi, un’ansia legata alla paura di sbagliare scelta, ma la verità, che ci piaccia o no, è che non esiste una scelta giusta o sbagliata, e che le scelte non sono definitive. Diffidate dai manuali per diventare bravi genitori, strategie preconfezionate e non sempre efficaci, piuttosto fermatevi qualche momento in più. Pensiamo a cosa vogliamo trasmettere, cosa vogliamo “educare” (verbo dal latino “e”=fuori e “duco”=condurre cioè “portare fuori”), sono certa che se riflettessimo nessuno di noi vorrebbe comunicare l’ansia da prestazione ai propri figli, eppure, non legittimandoci di crescerli secondo le nostre caratteristiche personali, è questo quello che involontariamente passiamo. Legittimare significa comprendere e accettare pregi e difetti, nostri e dei nostri figli, poter sbagliare e imparare a perdonarci a vicenda. L’ambiente sociale in cui viviamo poi contribuisce a creare insicurezza e ansia. Solo per rendere l’idea si è passati da famiglie numerose a famiglie monoparentali, dai confronti tra amici e parenti nei cortili, alla solitudine e alla paura del giudizio del gruppo classe genitori di whatsapp, dove mostriamo una parte limitata di noi stessi, in genere esclusivamente funzionale. In questo palcoscenico i figli troppo spesso devono avere tutto quello che non abbiamo avuto noi e soddisfare i criteri di una società con alti standard individuali – essere bravi a scuola in tutte le materie, parlare perfettamente inglese e almeno un’altra lingua, essere leader, belli, sani, sportivi, saper suonare uno strumento musicale, non si devono lamentare, stancare, e soprattutto non si devono annoiare. Tutto sembra più difficile perché lo è, ma noi possiamo sopravvivere aprendo la mente. Aprirsi significa liberarsi da schemi e preconcetti, dai giudizi e dalle aspettative degli altri, i genitori devono sentirsi liberi e devono scegliere con serenità e reciprocità l’educazione che vogliono trasmettere. Crescere i nostri figli è una sfida ardua ma davvero entusiasmante, liberiamoci dalle paure, fidiamoci.

Potete scrivere a: psicologaannalisagatto@gmail.com – Sito: www.psicologannalisagatto.it

Laureata in Scienze dei Beni Culturali, blogger appassionata di cinema e teatro, talentuosa grafica e webmaster, sempre alla ricerca di nuovi stimoli e sfide, forte della sua estrazione umanista veste con grazia e competenza le testate digitali e su carta di Milanosud.

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