Il “Gioioso condominio”, dove la coabitazione è più felice

Palme53 non è il numero delle palme cresciute in piazza del Duomo, ma il soprannome di un “comunissimo” condominio, di una via quasi periferica di Milano, in un quartiere, lo Stadera, una volta definito come

, Il “Gioioso condominio”, dove la coabitazione è più felice

Immagine 1Palme53 non è il numero delle palme cresciute in piazza del Duomo, ma il soprannome di un “comunissimo” condominio, di una via quasi periferica di Milano, in un quartiere, lo Stadera, una volta definito come il malfamato, ora rinominato (riqualificato in) “Baia del re”. Nel cortile un po’ malandato tra le due palazzine anni 50/60, qualche sera fa c’è stata festa grande, promossa e condivisa da buona parte dei condomini e molto partecipata dai vicini di quartiere. Androne, cortile e balcone sono stati allestiti con luci psico e lenzuola drappeggiate per il concerto, il garage si e trasformato in una esposizione di decoupage e la portineria in un set fotografico, cibo e vino a volontà portato da tutti, e tre momenti di buona musica dal vivo con i giovanissimi MM1, la banda Fonc e la grande e immancabile Mercedes, con la sua fisarmonica e valigia di strumenti.
C’è stata anche la presentazione del n. zero di una rivista, un progetto sulle periferie, ideato da un gruppo di studenti del Naba, allievi di Sara Ricciardi, astro nascente del designer italiano, in stile Frida Kahlo.
Non è la prima volta che il “gioioso condominio“ (questo il titolo dei filmati caricati su You Tube) organizza feste. La prima, che ha dato il via alla svolta solidale, è stata quella del Natale del 2016, su iniziativa di Stella, energica e delicata “premiere di haute couture” in stile Meryl Streep, e a ruota Sara, le due giovani new entry del condominio, belle, simpatiche e creative, che hanno trascinato gli altri abitanti a ritrovarsi nell’androne per scambiarsi auguri e leccornie.
In seguito a quella cena molto apprezzata, Fabio, debordante e ironico pubblicitario, nonché storico inquilino «tornato nella sua casa natia con un po’ di sana pazzia e tanta voglia di solidarietà», come lui stesso racconta , grazie al casuale incontro con l’assessorato ai Servizi Sociali di Milano, propone al condominio di rientrare nel progetto di Welfare Condominiale (patrocinato dalla Fondazione Cariplo e Comune), che consiste in una serie di incontri con esperti che lavoravano sui conflitti e sui bisogni dei condomini.
Ecco allora i primi incontri in cortile, con i tutor comunali, dove grandi e piccoli possono esprimere liberamente i propri bisogni e la soluzione ai problemi, Tra i presenti c’è: Capuano, piccolo, segaligno e brontolone («che sale le scale con le borse in mano», come narra l’Ode all’ascensore), Anna dal cuore tanto grande quanto grande è l’entusiasmo con cui accoglie ogni iniziativa: dalle cene che sostiene con pietanze e torte super, alla giornata di ristrutturazione del locale portineria abbandonato da anni. Nicola, 84 anni, da 54 residente nel condominio, che ama l’amore e i pomeriggi danzanti al Cam «in tanti anni non ho mai visto facce così belle – dice – vivere da soli è brutto, il cuore ti si infradicia dentro».
Umbi, arrivato da poco, sempre gentile, disponibile e stanco di lavoro. Tutta la famiglia di Fabio con fratello, figli e nipoti. La coppia del pian terreno che ha il privilegio di un giardino tutto suo, ma è disponibile a goderselo insieme ogni tanto «magari per una grigliata» e i fratelli V.V. con le giovani e sorridenti mogli e le bambine nate con la rinascita del condominio.
Qualche mattina di festa si fa colazione in cortile, poi altre cene e infine il cinemino. Si discute, ci si confronta, si raccolgono idee, si parla delle manutenzioni da fare e delle innovazioni da intraprendere, dell’utilizzo regolamentato degli spazi comuni, si “zabetta” sugli assenti, ma soprattutto si evita di insultarsi a vicenda, di alzare la voce per prevalere, di mettersi di traverso.
Così diventa più facile scambiarsi i favori, occuparsi del gatto altrui quando il padrone non c’è, mettere a disposizione una cantina per imbottigliare il vino, condividere il garage, avviare un mini corso di yoga nello spazio portineria e conquistare finalmente l’unanimità per installare la tanto agognata ascensore nella palazzina n.2 (a cui e stata anche dedicata un’ode: “oh ascensore , oh ascensore tu ci togli il malumore…”)
Insomma niente di straordinario, non ci sono progetti di cohousing o di gestione famiglie deboli o altre ottime iniziative più strutturate, c’è solo il desiderio di andare d’accordo perché questo rende la vita più facile e felice a tutti. Ovviamente non è facile conciliare le sensibilità di tutti i condomini, «siamo ancora in aperta discussione sul ricercare le modalità che ci permettano di trovare le “regole condivise”, ma siamo molto fiduciosi. Speriamo che il nostro percorso possa essere ripreso da altri condomini del quartiere in modo che la Baia del Re diventi sinonimo di socialità condivisa riempendo le strade e i cortili di feste e iniziative culturali – commenta Fabio – abbiamo cercato di documentare con filmati e piccole autoproduzioni di depliant il nostro percorso e siamo disponibili a incontrare altri condomini virtuosi».

Dal 10 al 13 maggio Baia del Re in festa

Tre giorni di festa per le vie della Baia del Re. Si inizia venerdì 11 alle ore 20,45 con la processione della statua della Madonna venerata nella parrocchia di Santa Maria in Chiesa Rossa. Il giorno seguente, dalle ore 9,30 alle 19, musica, laboratori, esposizioni, spettacoli, artisti di strada, proiezioni tra la scuola Cesara Battisti di via Palmieri, i negozi e il giardino di via Montegani, il cortile della parrocchia. Domenica 13, sempre dalle 9,30 alle 19, nel campo dell’oratorio mercatini di hobbisti, giochi e musica. Alle ore 11 messa solenne di comunità e dalle ore 16,45, per la via Montegani, concerto della Banda d’Affori. L’evento è patrocinato dal Municipio 5.

Elena Bedei

(Maggio 2018)

Laureata in Scienze dei Beni Culturali, blogger appassionata di cinema e teatro, talentuosa grafica e webmaster, sempre alla ricerca di nuovi stimoli e sfide, forte della sua estrazione umanista veste con grazia e competenza le testate digitali e su carta di Milanosud.

Recensioni
NESSUN COMMENTO

SCRIVI UN COMMENTO