Giuseppe Sala indagato per falso materiale e ideologico si autosospende da sindaco

«Apprendo da fonti giornalistiche che sarei iscritto nel registro degli indagati nell'ambito dell'inchiesta sulla piastra Expo. Pur non avendo la benché minima idea delle ipotesi investigative, ho deciso di autosospendermi dalla carica di Sindaco, determinazione

SALA - WEB«Apprendo da fonti giornalistiche che sarei iscritto nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sulla piastra Expo. Pur non avendo la benché minima idea delle ipotesi investigative, ho deciso di autosospendermi dalla carica di Sindaco, determinazione che formalizzerò domani mattina nelle mani del Prefetto di Milano» con questo comunicato, poco prima della mezzanotte del 15 dicembre, il sindaco Giuseppe Sala ha dato il via a una vicenda che ha messo in subbuglio l’intera città, oltre naturalmente tutto l’establishment politico economico. La mossa del primo cittadino è arrivata poco o dopo aver appreso da fonti giornalistiche di essere indagato con l’accusa di falso materiale e falso ideologico per vicende legate all’attribuzione dell’appalto per la piastra di Expo.

L’autosospensione

Facendo seguito a quanto annunciato il giorno precedente, dopo aver passato tutte le deleghe alla vicesindaca Anna Scavuzzo, il sindaco stamattina, 16 dicembre, si è recato dal prefetto di Milano Alessandro Marangoni per formalizzare l’autosospensione, un atto amministrativo per “impedimento temporaneo”, che può protrarsi al massimo per sei mesi, per poi trasformarsi obbligatoriamente in dimissioni o in ritorno in carica. Sempre oggi, intorno alle 14, il sindaco Sala ha inviato una lettera (leggi qui) alla vicesindaca Anna Scavuzzo, alla vicesindaca della Città Metropolitana Anna Censi e al presidente del Consiglio comunale Lamberto Bertolè, in cui comunica ufficialmente la decisione dell’autosospensione “fino al momento in cui mi sarà chiarito il quadro accusatorio”, e conclude annunciando che la settimana prossima sarà in Consiglio comunale e in quello della Città metropolitana “per riferire in merito”. Dalla Procura, al momento, dopo aver consentito la fuga di notizie, nessuna dichiarazione, se non un secco “no comment” da parte del procuratore generale Roberto Alfonso, dopo la conferma verbale che Sala è indagato.

L’accusa

L’inchiesta è quella legata all’attribuzione dei lavori per la Piastra di Expo. La Procura generale, che un mese fa aveva tolto il fascicolo delle indagini alla Procura della Repubblica non condividendone la richiesta di archiviazione, adesso ipotizza a carico di Sala, che al tempo era Commissario straordinario del Governo per Expo, il reato di concorso in “falso materiale” e “falso ideologico”, commesso il 30 maggio 2012. Secondo la Finanza, in quella data, Sala avrebbe falsificato i verbali relativi alla sostituzione di un componente della commissione giudicatrice che ha attribuito l’appalto della Piastra, per il quale si paventava un possibile profilo di incompatibilità con il ruolo assunto. Al fine di evitare l’annullamento della procedura e rispettare i tempi – già strettissimi – Sala avrebbe retrodatato i verbali, per attribuire l’appalto e rispettare il cronoprogramma.

Il commento

Rimane la perplessità per una vicenda che al momento è ancora poco chiara, non essendo stati resi noti ufficialmente dalla Procura i capi d’accusa, preceduti da una ennesima fuga di notizie, a mezzo stampa. Il timore della città è che l’autosospensione si protragga per un periodo troppo lungo, lasciandola in uno stato di limbo e fibrillazione, che potrebbe pregiudicare l’esito dei molti importanti progetti a cui l’amministrazione sta lavorando. L’auspicio è che la procura chiarisca velocemente e altrettanto velocemente svolga le indagini. Se poi le accuse si riveleranno infondate o addirittura pretestuose e affrettate, sarebbe l’ora che chi ha sbagliato, anche in Procura, ne rendesse conto alla città.

Stefano Ferri
(16 dicembre 2016)

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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