Gli Ordini professionali milanesi incontrano le associazioni del Municipio 5 al Pacta: «Siamo a vostra disposizione»

«Presto apriremo uno sportello telematico sulla nostra pagina Facebook cui tutti potranno scriverci, per porre questioni e chiedere consulenze» ha spiegato il presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Lombardia Alessandro Galimberti, nell’incontro che si è svolto

, Gli Ordini professionali milanesi incontrano le associazioni del Municipio 5 al Pacta: «Siamo  a vostra disposizione»

«Presto apriremo uno sportello telematico sulla nostra pagina Facebook cui tutti potranno scriverci, per porre questioni e chiedere consulenze» ha spiegato il presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Lombardia Alessandro Galimberti, nell’incontro che si è svolto ieri 17 febbraio, al Pacta Salone, tra la Consulta dei presidenti degli Ordini professionali di Milano, le associazioni e le istituzioni del Municipio 5. È stata questa una delle novità emerse nell’incontro che ha presentato il progetto “Obiettivo Milano”, organizzato per comprendere in che misura le realtà del mondo delle professioni possono collaborare per il bene della città e restituire alla comunità e a Milano – quello che gli anglosassoni chiamano “give back” – quanto la città stessa ha dato loro in termini di opportunità e ricchezza.

La serata, condotta da Federica Bosco, ideatrice dell’iniziativa e Alessandro Galimberti, si è svolta un po’ come un talk show. Sul palco, insieme alle rappresentanze di giornalisti, quelle dei degli ordini professionali dei medici, dei commercialisti, degli avvocati, degli ingegneri e degli psicologi. Assenti giustificati i notai, che hanno aderito comunque all’iniziativa.

A dare il via al dibattito la proiezione di un video realizzato dall’Ordine dei Giornalisti su cinque realtà associative del Municipio 5: il mitico Laboratorio della Susy, le attività “cultural sociali” del Pacta Salone, il progetto di consegna di componenti elettronici da parte di persone con disabilità organizzato dall’Impronta, la presentazione delle attività agricole e ambientali della Cascina Campazzo,  la denuncia della social street Gratosoglio Basmetto e dintorni sulla ormai eterna questione degli spazi insufficienti per il conferimento dei rifiuti al Gratosoglio e sulla presenza di amianto nei porticati dei palazzi Aler del quartiere. Fotografia delle realtà del quartiere completata dal video dei ragazzi della classe IVB del Liceo Agnesi, che hanno documentato “quello di cui sono orgogliosi della loro zona e quello che invece non piace e deve essere cambiato”.

Il dibattito che è seguito alle proiezioni ha consentito una prima definizione delle possibilità di collaborazione tra Consulta e territorio. Possibilità che sostanzialmente possono essere riassunte in due grandi filoni.

Il primo relativo all’eterna questione delle risorse. Il Terzo settore e il mondo delle associazioni si fonda sul volontariato, ma non può prescindere da finanziamenti per sviluppare progetti sempre più ambiziosi. Un servizio di consulenza di carattere imprenditoriale, unito alla capacità di mettere in contatto progetti con aziende e professionisti, che intendono fare proprio il concetto di “responsabilità sociale”, potrebbe essere un contributo importante. Ipotesi questa confortata subito dall’affermazione del rappresentante dell’Ordine dei Commercialisti, che non ha esitato a dire che a «A Milano di risorse potenzialmente disponibili su progetti di carattere sociale ce ne sono molte», anticipando già un possibile ambito di collaborazione.

Altro tema emerso sono state le consulenze tecniche. In questo campo le possibilità di assistenza alle attività delle associazioni sono moltissime. Alcune di queste emerse subito durante la serata, dalla valutazione del pericolo per la presenza di amianto, alla viabilità sulle strade più pericolose – nella serata si è parlato dell’incrocio pericoloso tra via Gentilino e corso San Gottardo, dove nelle settimane scorse è avvenuto l’ennesimo incidente –, fino alla comprensione del fenomeno delle nuove droghe e la consulenza per assistere le associazioni nella riforma del Terzo settore. Tutte questioni per le quali consulenze pro bono potrebbero essere decisive, per sostenere, indirizzare o anche ridimensionare progetti e attività.

Ora la sfida è però sui modi in cui questa disponibilità della Consulta degli ordini professionali potrà svilupparsi. Lo sportello digitale attraverso Facebook è un primo passo, ma certo non sufficiente. Da una parte la Consulta dovrà strutturarsi per dare risposte in tempi ragionevoli alle associazioni milanesi, che sono migliaia. Dall’altra, allo stesso tempo, aiutarle a porre le questioni. Spesso infatti sono le associazioni stesse che peccano di superficialità e non hanno completa consapevolezza di ciò che serve loro.

Insomma relazioni e pratiche non facili che dovranno essere costruite nei prossimi mesi e che diranno se “Obiettivo Milano” riuscirà a dare concretezza ai buoni propositi. Per adesso di certo c’è, dopo l’incontro al Pacta, il tour nei rimanenti 8 municipi, la realizzazione di altri video, uno per zona, e la pubblicazione entro l’estate di un libro bianco sulle realtà del terzo settore milanese.

 

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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