Gratosoglio, amianto su tubi e colonnine

«È una questione di salute pubblica: i soldi si devono trovare; se Aler non li ha intervenga la Regione, sfruttando le possibilità del Decreto sblocca Italia, che esclude le spese per la bonifica dell’amianto dal

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«È una questione di salute pubblica: i soldi si devono trovare; se Aler non li ha intervenga la Regione, sfruttando le possibilità del Decreto sblocca Italia, che esclude le spese per la bonifica dell’amianto dal Patto di stabilità». È questa la posizione del presidente del Consiglio di Zona Aldo Ugliano, espressa all’indomani dell’incontro tra Aler, Sunia, CdZ5 e cittadini, svoltosi il 23 ottobre, e che sarà contenuta in una mozione che sarà sottoposta al parlamentino di via Tibaldi il 6 novembre prossimo.

D’altronde la situazione è preoccupante. Nella parte Sud di Gratosoglio, quella mai interessata dal Contratto di Quartiere, ci sono 14 pensiline che collegano i palazzi lungo la via Baroni. Ognuno di questi passaggi è sorretto da colonnine realizzate con un impasto di eternit e cemento negli anni ’60 e ormai in stato di degrado. Secondo i tecnici dell’Asl le 448 colonnine censite non sarebbero ancora in una situazione preoccupante per la salute dei cittadini, anche se, a guardarle, soprattutto quelle che non sono mai state tinteggiate dalle autogestioni, la sensazione è un’altra.

Ancora più grave la situazione dei tubi che trasportano l’acqua calda per il riscaldamento, posti nelle cantine di 6 palazzi, anch’essi ricoperti di cemento ed eternit. In questo caso, anche i tecnici dell’Asl hanno certificato la necessità di un intervento immediato. Di fronte a una situazione di questa gravità l’Aler ha risposto come al solito: «Non abbiamo soldi», riuscendo solo a proporre un “tavolo di discussione” per cercare le risorse, che ammonterebbero a circa 1 milione di euro (150mila euro per le colonnine e 850mila per i tubi). Una risposta insoddisfacente, anche alla luce delle inadempienze dell’Aler e soprattutto dal fatto che l’istituto di viale Romagna ha tenuto nascosto per anni la presenza dell’amianto negli edifici, non inserendolo mai in nessun piano di manutenzione.

Una scelta irresponsabile a cui la Regione ha l’obbligo di porre rimedio. Segnaliamo intanto che il consigliere di zona (gruppo misto) Massimiliano Toscano ha protocollato in CdZ5 una mozione, indirizzata ad Aler, Regione, Comune, Asl, ministero Infrastrutture e Trasporti, prefetto e Questore in cui chiede un intervento urgente per la rimozione dell’amianto.

Giovanni Fontana

Elisa Paci, 24 anni, laureata in Comunicazione e Società (Scienze Politiche), blogger e fotografa, ha uno spirito internazionalista, che la porta a viaggare a Milano e nel mondo, in aiuto di chi non ce la fa, siano persone, interi popoli o piccole redazioni digitali. Per lei il reaggae è il massimo.

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