Gratosoglio Sud, insieme ai cassonetti per la raccolta dei rifiuti arriva anche l’esposto del Codacons

Oggi, a oltre un mese dal giorno in cui venne deciso (ma con circa 10 giorni di anticipo sui tempi massimi indicati a metà luglio dall’assessore alle Politiche abitative di Regione Lombardia Stefano Bolognini, che

Oggi, a oltre un mese dal giorno in cui venne deciso (ma con circa 10 giorni di anticipo sui tempi massimi indicati a metà luglio dall’assessore alle Politiche abitative di Regione Lombardia Stefano Bolognini, che in comunicato ha esultato: «mantenuta la promessa!»), è iniziata la consegna e il posizionamento dei 22 cassonetti, forniti da Amsa e noleggiati di Aler per la raccolta rifiuti a Gratosoglio Sud. Insieme, anzi qualche giorno prima, per l’esattezza il 22 luglio, Codacons Lombardia si è recata in Procura della Repubblica per presentare un esposto/querela/denuncia (per leggerlo, clicca qui) in cui indica Aler e Regione Lombardia responsabili della mancata predisposizione di luoghi adeguati per la raccolta dei rifiuti e incarica una pool di avvocati di seguirne l’eventuale azione penale. Molto probabile, fanno sempre sapere dal Codacons, che venga presentata anche un’azione collettiva di risarcimento.

A circa sei mesi dall’inizio dell’emergenza rifiuti a Gratosoglio, dunque, la questione arriva in tribunale. Aler e Regione saranno chiamati a rispondere davanti ai giudici di aver con la loro inerzia minacciato la salute pubblica e leso un bene pubblico come l’ambiente.

I cassonetti che sono stati posizionati oggi dovranno servire a sopperire la mancanza in una quarantina di caseggiati Aler degli spazi adeguati la raccolta dei rifiuti, che si trovano dai numeri civici 180 in avanti della via Baroni. In questa parte del quartiere  esistono solo due casette ecologiche per duemila abitanti, che, in alcuni casi, per raggiungerle devono percorrere anche 400-500 metri.

Situazione questa strutturalmente insufficiente, che aveva portato, all’indomani della riduzione dei passaggi Amsa per la raccolta della indifferenziata, programmati in tutta la città a fronte di una diminuzione della frazione, all’abbandono dei rifiuti da parte dei cittadini lungo la strada o nei pressi delle poche casette della raccolta rifiuti esistenti, subito stracolme perché sottodimensionate e in numero insufficiente. Tutto ciò aggravato dall’abbandono abusivo di rifiuti ingombranti da parte di persone provenienti da fuori quartiere, secondo la legge non scritta che degrado porta sempre degrado.

Una mancanza strutturale di luoghi adeguati per la raccolta, sancita chiaramente anche dal Regolamento edilizio di Milano del 2014, che dispone che il locale deposito dei rifiuti sia “facilmente accessibile da tutti i soggetti anche con mobilità ridotta” e abbia “dimensioni non inferiori a 0,18 mq per ogni abitante e/o utente teorico”. Condizioni queste che a Gratosoglio Sud non esistono.

I cassonetti verdi per l’indifferenziata posati oggi dovranno tamponare questa situazione, in attesa di essere affiancati da altri 13 bidoni per l’umido, il vetro e la carta che arriveranno nelle prossime settimane, e da telecamere, che serviranno per scovare e poi sanzionare i cittadini incivili e soprattutto i responsabili degli scarichi abusivi di ingombranti. Questo primo intervento però non solleva Aler da trovare una soluzione definitiva. «Ringraziamo tutti per quanto fatto: è importante che finalmente si sia finalmente intervenuto – ha ribadito Antonella Musella della social street Basmetto Gratosoglio e dintorni, che sin dall’inizio ha seguito e documentato la questione rifiuti – ma questa è  una soluzione provvisoria,  a cui deve seguire un intervento strutturale di Aler, prima possibile».

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di dargli un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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