Gratosoglio sud. Primo passo contro l’eterna emergenza rifiuti: planimetria delle 7 aree recintate da Aler

Comune, Aler, Amsa, autogestioni e amministrazioni condominiali hanno firmato un Protocollo d’intesa per avviare una più corretta gestione dei rifiuti nel quartiere Gratosoglio, motivo di svariati esposti e denunce da parte degli abitanti del quartiere

Comune, Aler, Amsa, autogestioni e amministrazioni condominiali hanno firmato un Protocollo d’intesa per avviare una più corretta gestione dei rifiuti nel quartiere Gratosoglio, motivo di svariati esposti e denunce da parte degli abitanti del quartiere e delle case Aler.

Da almeno quattro anni Milanosud, con la fattiva collaborazione di Antonella Musella, amministratrice della social street Quartiere Gratosoglio, Basmetto e dintorni, monitora il degrado del quartiere con indagini e reportage fotografici per comprendere le cause che originano il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti e l’inverosimile divario del fenomeno tra Gratosoglio nord e sud. La parte nord relativamente ordinata grazie a una sequenza quasi regolare delle casette ecologiche (una ogni palazzo Aler e mezzo) e la parte sud sporca, con accumuli di immondizie sui marciapiedi e centri di raccolta rarefatti e lontani dai palazzi (uno ogni 10 palazzi Aler).

Di chi la responsabilità?

La causa primaria della differenza di comportamento degli abitanti, in un’area così circoscritta, non può ricadere tutta sulla presunta inciviltà degli stessi, evocando più che soluzioni, minacce di sanzioni, oltre a campagne di sensibilizzazione peraltro mai realizzate. A volte basta essere presenti sul luogo per comprendere certi fenomeni eccentrici. Come il notare una persona anziana procedere a fatica con un bastone e un modesto sacchetto in mano dall’ultimo caseggiato Aler in fondo alla via Baroni (civ.226), per raggiungere dopo quattro palazzi l’unica casetta ecologica per depositarci il suo ‘prezioso’ sacchetto!

Quando intorno a queste strutture si formano cumuli di sacchi di immondizia non differenziata o perché strapieni o perché il gestore del servizio di raccolta li porta al di fuori degli orari concordati con Amsa, allora lo spettacolo è non solo deprimente, ma svincola i cittadini dalla remora di abbandonare di tutto e di più, come materiali edili provenienti da ristrutturazioni, mobilio e quant’altro.

I rari tentativi effettuati dalla passata amministrazione purtroppo sono andati a vuoto. Nonostante gli impegni presi a luglio 2019 tra Aler, Amsa e Municipio 5, non si ottenne null’altro se non il posizionamento di 22 cassonetti verdi provvisori imprestati da Amsa (come nella foto sottostante), in attesa della costruzione delle casette ecologiche a carico di Aler (questa perlomeno  era la promessa).

“Quaderno delle doglianze”

A un anno e mezzo di distanza, Milanosud esce a ottobre 2020 con un “quaderno delle doglianze” a firma del direttore Stefano Ferri sugli impegni presi e subito disattesi:

1. I cassonetti: pochi e insufficienti
2. Casette per il conferimento dei rifiuti: nulla di fatto
3. Telecamere e fototrappole: nulla di fatto
4. Educazione ambientale: nulla di fatto.

Protocollo d’intesa

Con le elezioni 2021 in Municipio 5 avviene il cambio di amministrazione. Il nuovo presidente, Natale Carapellese, riprende in mano il bandolo della matassa. Il 9 febbraio scorso, condotti sul luogo gli assessori comunali Grandi, Granelli e Maran, insieme ad Amsa e Aler, la Giunta di Municipio produce il Protocollo d’Intesa con le linee d’indirizzo.

«Ora è in fase di stesura della Delibera di Giunta Comunale che approva le linee guida del Protocollo; dopo la sua approvazione si procederà con la firma di tutti i soggetti interessati, compresi gli amministratori di condomini e le autogestioni». (Il progetto è stato firmato da tutti gli interessati, ndr)

Recinzioni  sperimentali e cronoprogramma

Nel frattempo, è pervenuta la planimetria delle sette recinzioni che Aler installerà nel quartiere e che sarà allegata al Protocollo. «Sono delle isole di raccolta recintate all’aperto, che coprono la fascia sud del Gratosoglio – spiega Carapellese aggiungendo che «è una sperimentazione concordata con Aler».

Per quanto riguarda i controlli e la sicurezza, precisa di aver «richiesto come Municipio di introdurre due apparecchi foto-trappole per gli scarichi illegali, di cui ovviamente non segnaliamo dove, in aggiunta alla decina di videocamere che saranno installate per la sicurezza, tra cui una presso la discoteca e un’altra al parco Ravizza in via Broni. Il rispetto del cronoprogramma sarà serrato sia da parte del Comune che del Municipio”.

Bene, in attesa dell’avvio del cronoprogramma, rassicura il fatto che si sia dato inizio a una concreta e fattiva collaborazione e cooperazione tra tutti i soggetti interessati. Unico dubbio: le spese delle recinzioni sono a carico dell’Aler e quindi della Regione. Manterranno i patti più volte violati?

Aree recintate sperimentali

Saranno come queste in Via Saponaro? Non proprio un bel vedere rispetto alle casette ecologiche promesse tre anni fa.

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Giornalista per caso… dal 1992, per una congenita passione per la fotografia. Dalle foto ai testi il passo è breve: da riviste di viaggio e sportive ai più quotati femminili e quotidiani nazionali sui temi del mondo del lavoro. Ho progettato e gestito newsletter di palestre e centri fitness. Ora faccio parte degli intrepidi inviati di Milanosud.

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