“Ho danzato nei tendoni, nelle chiese, nelle piazze”. L’addio a Carla Fracci, stella antifascista, nel ricordo dell’Anpi

Pubblichiamo alcune parti significative della commemorazione pubblicata  sul periodico online dell'ANPI "Patria Indipendente" in ricordo della ballerina Carla Fracci, figlia di Luigi, ferroviere dell’Atm e di Santina, operaia all'Innocenti, lontana parente di Giuseppe Verdi grazie

Pubblichiamo alcune parti significative della commemorazione pubblicata  sul periodico online dell’ANPI “Patria Indipendente” in ricordo della ballerina Carla Fracci, figlia di Luigi, ferroviere dell’Atm e di Santina, operaia all’Innocenti, lontana parente di Giuseppe Verdi grazie alla prima moglie del nonno.

Addio a Carla Fracci, stella antifascista

“Ho danzato nei tendoni, nelle chiese, nelle piazze. Sono stata una pioniera del decentramento. Volevo che questo mio lavoro non fosse d’élite, relegato alle scatole d’oro dei teatri d’opera. E anche quand’ero impegnata sulle scene più importanti del mondo, sono sempre tornata in Italia, per esibirmi nei posti più dimenticati e impensabili. Ho lavorato moltissimo. Nureyev mi sgridava. Chi te lo fa fare, ti stanchi troppo… Ma a me piaceva così e il pubblico mi ha sempre ripagato. Se sono famosa me lo sono guadagnato. La fortuna non te la regala nessuno”.
 
La partecipazione dell’Anpi al cordoglio unanime del mondo della cultura  parte dai ricordi meno sfarzosi e più popolari  di Carla Fracci  e ne rievoca i valori antifascisti  sempre vivi nell’étoile della Scala: “la ballerina classica più famosa al mondo, era nata a Milano nel 1936, figlia di un ferroviere dell’Atm, durante la guerra alpino sergente maggiore in Russia e di un’operaia alla Innocenti, ha vissuto tutta la sua carriera brillantissima, all’insegna dei valori antifascisti. Sfollata per i bombardamenti in campagna, a Cremona, ricordava ‘Sono cresciuta tra i contadini, libera, tra molti affetti e necessità concrete. E proprio lì, ben piantate nella terra, ci sono le mie radici’ “.
 
 Prosegue con la rievocazione di quel 25 aprile dello scorso anno quando la danzatrice  invitò a ripartire da “Bella ciao”, per recuperare il senso di umanità, riscoprendo il significato profondo di quella che non poteva essere “solo una semplice canzonetta” e dei valori della Festa di Liberazione.
 
E si chiude menzionando due episodi.  Quando la sensibilità della Fracci ai temi sociali aveva scatenato l’indignazione di Matteo Salvini che, nel 2017, aveva additato lei, “la ballerina assoluta” come l’aveva definita il New York Times, e altri esponenti del mondo dello spettacolo e della cultura schierati a difesa dei diritti dei migranti, quali personaggi “con il portafoglio pieno” a cui “gli italiani interessano poco”. E quando l’attrice Ottavia Piccolo fermata a Venezia, durante il Festival del cinema, perché indossava un fazzoletto dei partigiani, si era rifiutata di toglierlo, la Fracci fu tra le prime personalità a esprimerle solidarietà.
 
“Carla Fracci, un angelo bianco – scrive l’Anpi sulla sua pagina Facebook – un’icona dell’arte e della danza italiana. Una grande donna che non ha mai dimenticato le sue umili origini, grazie ad una profonda e attiva sensibilità democratica e antifascista”.
 

Il ricordo di Anpi Atm

<<Una volta c’ era una parola di cui sono orgogliosa e che fa parte della mia infanzia: proletariato. Oggi purtroppo non la usa più nessuno». Cioè? «è il proletariato che ha sempre alimentato la nazione. Ci dovrebbe essere più rispetto. Se questa classe sociale si ferma la nazione cade. Oggi, invece, tutti se la sono presi con i tranvieri, ma si sono accorti di loro solo quando si sono fermati». In che senso? «Un tranviere lavora dalle 3 di notte fino a tutto il giorno. A Natale, a Pasqua e la domenica. Avete visto le loro buste paga?>>
Carla Fracci, intervista a La Repubblica del 5 dicembre 2003 sul grande e vittorioso sciopero dei lavoratori ATM.
Un conducente Atm ha proposto un’idea, di cui si è fatto promotore il consigliere comunale Pd Carlo Monguzzi, di  intitolare a Carla Fracci, figlia di un tranviere, con un «gesto giusto e gentile» un deposito dell’Atm, per ricordare così gli anni della sua giovinezza.
 

Il ricordo del Coordinamento Donne Anpi

“Ricordo bene le critiche velenose del mio ambiente: Ma che ci vai a fare in Africa? Mi dissero una volta mentre mi preparavo per andare a Bari. Certo, erano anni diversi, le sfumature di razzismo erano più frequenti. Però non mi hanno mai perdonato lo spirito popolare. Eppure è quello spirito che oggi mi rende così amata dalla gente comune”.
Addio a Carla Fracci, una donna, libera, democratica, antifascista, grandissima, coerente e grande esempio della forza e della tenacia delle donne di ogni tempo. Con la sua arte ha insegnato anche a noi a portare avanti ogni impegno un giorno dopo l’altro con serietà, determinazione, spirito di sacrificio e coraggio uniti sempre alla leggerezza. Un’etoile che non si spegnerà ma continuerà a brillare nell’esempio dimostrato sui palcoscenici di tutto il mondo, dal più lussuoso al più popolare e umile, dando lustro al nostro Paese.
Il Coordinamento nazionale Donne ANPI piange una grande perdita non solo per il mondo dello spettacolo, ma per l’Italia tutta che guarda all’arte come bellezza e democrazia”
 

“Passo dopo passo, la mia vita”

“Giselle, Giulietta, Cenerentola… sono più di duecento i ruoli, le interpretazioni, le storie portate in scena da Carla Fracci. In questa autobiografia intima, l’étoile racconta l’infanzia trascorsa nella campagna lombarda e l’ingresso alla Scuola di ballo del Teatro alla Scala, gli anni dello studio e i trionfi sui palcoscenici più importanti del mondo; confessa l’amore per la famiglia e l’onestà, per la danza, per la musica e l’armonia. Confermandosi come una figura di grande valore, un modello per tantissimi giovani che si accostano alla danza, alla vita”.  Mondadori, 2013.
 

Giornalista per caso… dal 1992, per una congenita passione per la fotografia. Dalle foto ai testi il passo è breve: da riviste di viaggio e sportive ai più quotati femminili e quotidiani nazionali sui temi del mondo del lavoro. Ho progettato e gestito newsletter di palestre e centri fitness. Ora faccio parte degli intrepidi inviati di Milanosud.

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