I dischi del mese: Ray davies e Claudio Lolli

• Ray Davies - Americana Ray Davies, oggi settantaduenne, è stato con il fratello Dave il fondatore di una delle più importanti e influenti band inglesi della storia del rock: i Kinks. Cantante, chitarrista e compositore

• Ray Davies – Americana

ray daviesRay Davies, oggi settantaduenne, è stato con il fratello Dave il fondatore di una delle più importanti e influenti band inglesi della storia del rock: i Kinks. Cantante, chitarrista e compositore di innumerevoli successi della band ha fatto parte della cosiddetta “British Invasion”, un fenomeno musicale e commerciale che tra il 1964 e il 1967 portò oltreoceano diversi artisti e band inglesi, sulla scia del successo dei Beatles, a dominare le classifiche di vendita negli Stati Uniti e in altri paesi. Il gruppo ha raggiunto la massima popolarità mondiale proprio negli anni sessanta e settanta, ma ha continuato a sfornare dei buoni dischi, fino allo scioglimento avvenuto alla fine degli anni novanta. Ray Davies ha sviluppato in parallelo una carriera solista pubblicando però solo quattro album in oltre trenta anni. Adesso arriva questo quinto lavoro, Americana, a dieci anni dal precedente ottimo Other people live’s, che già dal titolo è un chiaro riferimento a tutto quanto ci è arrivato dagli Stati Uniti attraverso i film, le canzoni, i libri, i viaggi, filtrati da un inglese che ha vissuto per molti anni oltreoceano e che lo ha attraversato anche nei numerosi concerti che i Kinks, molto popolari, tennero negli anni d’oro in molti stati americani. Questo disco è un atto d’amore per un grande paese con tutte le sue contraddizioni, che hanno ispirato questi quindici nuovi brani in cui Ray Davies ha voluto al proprio fianco una delle più amate e popolari band americane, i Jayhawks. Rock, country, rock’n’roll, americana, grandi ballate sono la miscela di questo disco che, pur con qualche brano di minor spessore, si mantiene ad ottimi livelli e si ascolta con grande piacere, grazie anche alla sua splendida voce che sembra non risentire del passare del tempo. Da segnalare il brano iniziale che dà il titolo al disco, Americana, dolce e calda ballata che da sola giustifica l’acquisto del disco, The deal altra ballatona elettroacustica filtrata dalla sensibilità inglese di Ray, la nostalgica country Message from the road, il pop scanzonato di A place in your heart, il folk-blues acustico di Change for change, l’ironia con la ripresa de il riff di All day and all the night in The man upstairs, l’epica, toccante e soffice ballata A long drive home to Tarzana e il potente riff rock di The great highway . Un disco che ci avvolge, e che ci ricorda di continuare a sognare ancora, nonostante questi tempi, tutto quello che di bello abbiamo amato dell’America.

• Claudio Lolli – Il grande freddo

claudio lolliA distanza di otto anni dall’ultimo disco, Lovesongs del 2009, con Il grande freddo, chiaro riferimento all’omonimo film di Lawrence Kasdan, ritorna Claudio Lolli, uno dei cantautori più amati degli anni ’70 e ’80, colonna sonora dei sogni e delle speranze di quegli anni. Questo è un lavoro che segna anche un ritorno alla collaborazione con il nucleo degli Zingari Felici, Danilo Tomasetta ai sassofoni e Roberto Soldati alle chitarre, con cui aveva realizzato il leggendario e storico album Ho visto anche gli zingari felici, e che vede anche la presenza di straordinari musicisti come il fido Paolo Capodacqua e Giorgio Cordini. Ed è proprio un gran bel ritorno, a cominciare dalla splendida copertina, dai disegni contenuti nell’elegante booklet e dal video della title track, Il grande freddo, tutti merito di Enzo De Giorgi, artista salentino. Nove nuovi brani per un album pervaso da poesia, sentimenti e passione, un lavoro di vera grande canzone d’autore, con un suono ordinato e pulito e molto anni settanta. Non c’è più la rabbia degli inizi ma la nostalgia e la malinconia dei disillusi, delle vecchie storie e dei sogni non realizzati, con la sua voce che è rimasta quella di sempre. Da segnalare La fotografia sportiva, struggente brano ispirato da Roberto Serra, grande fotoreporter bolognese, la bellissima Non chiedere, con una deliziosa melodia che ti resta subito in mente e con una spudorata citazione di Eugenio Montale. Da brividi Sai com’è, una lettera postuma del partigiano Giovanni alla moglie Nori, nome di battaglia Sandra, con la musica di Marino Severini (Gang) e tra riflessioni sul tempo che passa, in Prigioniero politico e Principessa Messamale, e sull’amore, Il grande freddo e Raggio di sole, i brani si mantengono sempre ad alti livelli compositivi e poetici. Un disco lucido, di autentica poesia e di straordinaria bellezza, che fa molto riflettere al confronto di tanti dischi di pseudo cantautori di oggi, per un artista che ha ancora molto da dire e scrivere. Il mito Claudio Lolli continua anche se la grandi major non lo hanno ancora capito. Fortemente consigliato.

Le segnalazioni di Beppe

Gold Star, Big blue, voto: 8
John Mellecamp, Sad clowns & hillbillies, voto: 7.5
Tim Grimm and the family band, A stranger in this time, voto: 7.5
Don Antonio, Don Antonio, voto: 7.5
Braschi, Trasparente, voto: 7
Nada, La posa, voto: 7

Questi dischi li trovate da: BUSCEMI DISCHI Corso Magenta 31 (Ingresso Via Terraggio). Anche compravendita vinile usato.

Giuseppe Verrini
verrini.g@tiscali.it

(Giugno 2017)

 

Laureata in Scienze dei Beni Culturali, blogger appassionata di cinema e teatro, talentuosa grafica e webmaster, sempre alla ricerca di nuovi stimoli e sfide, forte della sua estrazione umanista veste con grazia e competenza le testate digitali e su carta di Milanosud.

Recensioni
1 COMMENTO
  • Avatar
    Fedora 28 Giugno 2017

    Grande grande Lolli. Emoziona sempre, ti arriva al cuore e alla testa immediatamente. Troppo trascurato, non se lo merita…

SCRIVI UN COMMENTO