I dischi di Aprile

• Kris Kristofferson The Austin Sessions di Kris Kristofferson (Atlantic/Rhino) è un album registrato in soli sei giorni nell’estate del 1997 e pubblicato nel 1999. Oggi viene ripubblicato in digipack con l’aggiunta di due brani inediti

• Kris Kristofferson

Immagine 10The Austin Sessions di Kris Kristofferson (Atlantic/Rhino) è un album registrato in soli sei giorni nell’estate del 1997 e pubblicato nel 1999. Oggi viene ripubblicato in digipack con l’aggiunta di due brani inediti tratti sempre da quelle sessioni e un bel booklet contenente, oltre ai testi, alcune note relative alla realizzazione del disco e splendide foto di quelle registrazioni.

È sicuramente uno dei migliori album di Kris Kristofferson, grande singer-songwriter texano, qui in gran forma, che ripassa il suo grande repertorio con una ottima band che lo accompagna, tra cui ricordiamo il grande chitarrista Stephen Bruton, morto nel 2009 e a cui è dedicato il disco, e con l’aiuto di importanti musicisti ospiti come Steve Earle, Vince Gill, Jackson Browne, Marc Cohn, Allison Krauss e Mark Knopfler. L’inizio è notevole, con una grande versione di Me and Bobby McGee, scritta con Fred Foster, con Jackson Browne all’armonica, e la classica Sunday morning coming down, resa famosa da Johnny Cash, e che qui è cantata con Steve Earle, e il grande organo iniziale alla Procol Harum in For the good times.

Ci sono poi una serie di altre splendide canzoni di Kris Kristofferson come Help me make it, Why me, grande brano gospel, interpretato anche da grandi artisti come Elvis Presley, Johnny Cash e Ray Charles, dove alla bella e calda voce di Kris Kristofferson si aggiungono ai cori Vince Gill e Alison Krauss, per terminare con una sognante ed emozionante versione di Please don’t tell me how the story ends impreziosita dalle chitarre di Mark Knopfler. Una delizia ascoltare questo disco con le sue calde sonorità e ricco di una vasta e variegata strumentazione che comprende anche violino, mandolino, armonica, steel guitar, dobro e fisarmonica.

I due nuovi brani inseriti, Best of all possible worlds e Jody and the kid, non aggiungono niente di più a questo brillante e gradevole album, che è sicuramente da (ri)scoprire e non dovrebbe mancare nelle discoteche degli amanti dei migliori singer-songwriter americani, del folk-rock e del country-rock.

• Luigi Tenco

Immagine 11Anche questo Luigi Tenco è una bella e fedele ristampa, disponibile in Cd e in vinile (colorato e con inserita una bella grande foto del cantautore) dell’unico album pubblicato nel maggio del 1965 dalla Jolly, etichetta a cui Tenco era approdato a inizio 1964 dopo aver lasciato la Ricordi, e dove rimarrà per due anni per poi passare alla più grande Rca. Prodotto da Ezio Leoni e Nanni Ricordi, l’album contiene dodici splendidi brani, alcuni già usciti su 45 giri e ben otto inediti. Le registrazioni furono fatte nello studio della Saar, il più grande dell’epoca, con il contributo di musicisti provenienti dal jazz, il primo grande amore di Luigi Tenco. Questo disco vede, a parte i grandi successi come Ho capito che ti amo, Vedrai vedrai e Tu non hai capito niente, una decisa prevalenza di canzoni d’amore, come Non sono io, Ah …l’amore l’amore, Se potessi amore mio, La ballata dell’amore, Com’è difficile, Quasi sera, in molti casi condite di una sottile ironia. Non mancano momenti anche più commerciali e ritmati come Io lo so già e No, non è vero, e di protesta come in Ragazzo mio, il primo singolo edito nel 1964 per la Jolly. Un grande plauso alla Saar per avere pubblicato un album indispensabile per ogni amante della grande canzone d’autore e importante per conoscere meglio i molteplici aspetti della complessa figura di Luigi Tenco, e anche per l’ottimo lavoro di recupero del suo grande catalogo con dischi già pubblicati, come quelli di Adriano Celentano, Dalida, Fausto Leali, Michel Polnareff, Francoise Hardy, Antoine, ed altri di cui ci auguriamo una prossima uscita come Enzo Jannacci, Toni Dallara, I Ragazzi del sole. Disco decisamente consigliato. Giuseppe Verrini verrini.g@tiscali.it

Giuseppe Verrini

Le segnalazioni di Beppe

• Drew Holcomb and the neighbors, Live at the Ryman, voto: 8
• Son Vol, Notes of blue, voto: 7.5
• Richard Lindgren, Malmostoso, voto: 7.5
• Cesare Basile, U fujutu su nesci chi fa?, voto: 7.5
• Antonio Di Martino e Fabrizio Cammarata, Un mondo raro. Vita e incanto di Chavela Vargas, voto: 7.5
• Don Backy, Pianeta donna, voto: 7

Questi dischi li trovate da: BUSCEMI DISCHI Corso Magenta 31 (ang. via Terraggio) Anche compravendita di vinile usato.

Laureata in Scienze dei Beni Culturali, blogger appassionata di cinema e teatro, talentuosa grafica e webmaster, sempre alla ricerca di nuovi stimoli e sfide, forte della sua estrazione umanista veste con grazia e competenza le testate digitali e su carta di Milanosud.

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