I sogni interrotti da un virus sconosciuto

Non è un libro scritto da virologi, ora tanto presenti sui media. Tra le pagine de “Il guaritore infetto” di Nadia Muscialini sono raccolte testimonianze di pazienti colpiti dal Covid e guariti, racconti di medici

Non è un libro scritto da virologi, ora tanto presenti sui media. Tra le pagine de “Il guaritore infetto” di Nadia Muscialini sono raccolte testimonianze di pazienti colpiti dal Covid e guariti, racconti di medici e infermieri del San Carlo, ospedale dove lei lavora come psicoterapeuta. Il libro si sviluppa in capitoli e Muscialini, senza nulla togliere alla gravità della situazione, ha messo in esergo a ogni racconto un aforisma, rime poetiche, come nel racconto L’ospedale:

Uno dei tanti anch’io. Un albero fulminato dalla fuga di Dio”. Anch’io di Giorgio Caproni.

Gli ospedali – scrive l’autrice – sono luoghi di cura, ma anche luoghi di incontro e di condivisione di umanità”. Lo scoppio del virus sconosciuto ha colto tutti di sorpresa. Nei tragici primi giorni, interi reparti ospedalieri sono stati stravolti per poter accogliere i tanti infettati. Medici, infermieri tutti si sono adoperati senza sosta, per rendere meno pesante la degenza dei pazienti, soli in ospedale perché era proibito ai familiari di assisterli.

Medici che si sono spogliati del camice per stringere la mano, donare un sorriso nell’ultimo istante, prima che il paziente chiudesse gli occhi per sempre. Tante le testimonianze di chi lavora negli ospedali. Nei loro racconti si legge l’angoscia provata quando si è trattato di decidere a quale malato dare la precedenza nelle cure.

Operatori sanitari e ammalati accomunati dal bisogno di raccontare, esternare, condividere un’esperienza emotiva tanto potente e destrutturante. Ecco che nei racconti l’ospedale non è considerato un posto maledetto ma luogo di incontri e di condivisione di umanità. Molti ospedalieri si sono ammalati. Molti hanno perso la vita per curare i loro pazienti. Alcuni si sono tolti la vita perché non hanno retto tanto dolore. Anche il dolore dei “curanti” necessita di essere preso in cura.

Le storie degli ammalati sono state raccolte da medici, infermieri, fisioterapisti, psicologi, mentre le esperienze dei sanitari sono state raccolte da altri sanitari: gli psicologi. E in chiusura, l’autrice dedica a ogni “guaritore” in prima linea nei luoghi di degenza le sue rime poetiche:

“Le sue mani attente dentro le vite degli altri.
Le sue parole toccano la loro anima.
L’uomo che cura l’altro uomo è un Uomo.
È l’Uomo che cura”.

Nadia Muscialini
Il guaritore infetto La cura ai tempi del coronavirus
Edizioni la meridiana, pp. 162, euro 16,50

Chi è

Nadia Muscialini, psicologa, psicanalista e saggista, è tra le massime esperte italiane di lotta alla violenza di genere. Dal 1993 lavora presso il Servizio Sanitario Nazionale dove si è sempre occupata della salute e della tutela del benessere di donne e minori che accedono ai presidi ospedalieri.

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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