I valori non siano mai proprietà privata

Capisco che pensare di governare insieme ai razzisti della Lega, sia pure sotto l’ombrello di un una figura di indiscutibile valore come Draghi, faccia rabbrividire, ma stizzirsi fino a mettere in discussione il proprio impegno

Capisco che pensare di governare insieme ai razzisti della Lega, sia pure sotto l’ombrello di un una figura di indiscutibile valore come Draghi, faccia rabbrividire, ma stizzirsi fino a mettere in discussione il proprio impegno per il fatto che ci siano anche loro mi sembra un atteggiamento drammaticamente infantile.

Sono loro, i fascisti, i populisti, i sovranisti, che per palese interesse hanno fatto una giravolta che fa apparire i 5stelle campioni di coerenza, non noi. Sono loro che rinnegano il loro triste Dna, non noi. E se siamo tutti convinti che sia una conversione di facciata solo per opportunismo, sono comunque loro a doverla fare, non noi. Sono loro che con la testa cosparsa di cenere supplicano di venire a giocare nel nostro campo, non noi nel loro. Sarà divertente sentirli invocare l’Europa, vederli buttare al macero, almeno a parole, il loro lugubre armamentario razzista. E sarà ancora più divertente perché sappiamo che è “solo a parole”; senza nemmeno la dignità che in fondo hanno dimostrato i loro ex soci, puri e duri nel loro inquietante fascismo.

Noi europeisti e democratici saremo a nostro agio, perché si parlerà il nostro linguaggio; loro no. E il bluff, se è un bluff, si scoprirà presto. E non avranno mai la forza – proprio se la maggioranza della maggioranza è sinceramente democratica ed europeista – di condizionarla.

Ma frignare perché adesso ci sono anche loro a dire ciò che noi abbiamo sempre detto – lo ripeto – è un atteggiamento infantile che non ha nulla a che fare con la Politica. Mai come adesso dobbiamo esserci tutti. Se la “conversione” – come è probabile – è fasulla dovremo smascherarla, ma se anche in minima parte fosse sincera dobbiamo accoglierla.

Se crediamo davvero nei nostri valori non dobbiamo mai fare l’errore di considerarli proprietà privata, ma dobbiamo cercare di promuoverli e diffonderli. Valerio Zanone, un grande liberale italiano, diceva sempre che il momento in cui i principi liberali fossero diventati patrimonio culturale comune e condiviso non ci sarebbe più stato bisogno di un “Partito Liberale” a promuoverli e sostenerli. E quel momento avrebbe sancito il suo massimo successo. Questa è Politica, il resto è solo un triste Risiko tra partiti asfittici.

Maurizio Tucci è nato a Potenza si è laureato in Ingegneria presso l’Università di Bologna e vive a Milano dal 1992. Lavora nel campo della comunicazione e della ricerca sociale. Ideatore e curatore dell'indagine "Abitudini e stili di vita degli adolescenti italiani" realizzata annualmente dalla Associazione no-profit “Laboratorio Adolescenza”, di cui è fondatore, e dall’Istituto di Ricerca IARD. È Presidente della Associazione “Laboratorio Adolescenza” e membro del Consiglio Direttivo della dalla Società Italiana di Medicina dell'Adolescenza. Giornalista e scrittore, collabora dal 1995 con il Corriere della Sera. È autore di numerose pubblicazioni scientifiche e saggi e ha scritto tre romanzi.

Recensioni
NESSUN COMMENTO

SCRIVI UN COMMENTO