I vincitori del “Tredesin de Mars” e presentazione del libro “La società dei Pulcinella. Carlo Porta e Giandomenico Tiepolo”

A Milano in piazzale Morandi 2 alla FAST-Federazione delle Associazioni Scientifiche e Tecniche è stato consegnato il premio Tredesin de Mars 2022. I vincitori, selezionati dal comitato scientifico della Fondazione Pellegrini-Cislaghi per la loro capacità

A Milano in piazzale Morandi 2 alla FAST-Federazione delle Associazioni Scientifiche e Tecniche è stato consegnato il premio Tredesin de Mars 2022. I vincitori, selezionati dal comitato scientifico della Fondazione Pellegrini-Cislaghi per la loro capacità di analisi e approfondimento, sono laureati e dottorandi che hanno realizzato studi e ricerche su temi della storia di Milano. Il primo premio, 5mila euro e pubblicazione, è stato attribuito a Mauro Vassena per la tesi di dottorato presso l’Università Cattolica di Milano intitolata “La città di Milano tra il VI ed il XII secolo. Caratteristiche e trasformazioni topografiche, insediative e monumentali di un contesto urbano medioevale”; secondo premio di 2.500 euro a Emma Ferrari, per la tesi magistrale presso l’Università Cattolica intitolata “Melchiorre Gherardini (Milano 1605-1668)”; terzo premio di 2mila euro a Stella Ferrari, per la tesi di dottorato presso l’Università degli Studi di Milano intitolata “I monasteri femminili di Milano nella topografia liturgica”

(Nella foto, da sinistra a destra: presidente della Fondazione Pellegrini-Cislaghi avv. Giorgio Cislaghi Pellegrini, i tre premiati e il dott. Alessandro Gerli, Presidente Associazione Biblioteca Meneghina). 

Il premio è stato indetto per ricordare, come tutte le attività della Fondazione, Gianantonio Pellegrini Cislaghi, giovane avvocato con la passione per la storia milanese e lombarda, che credeva nell’importanza di sostenere cultura, ricerca, amore dello studio e dell’approfondimento. E come Carlo Porta scriveva, non dimentichiamo grazie alla storia: “De podè nanca vess indifferent | sulla scerna del boja che ne scanna”. 

In concomitanza con l’attribuzione dei premi è stato presentato il libro gratuito dato a tutte le biblioteche lombarde “La società dei Pulcinella. Carlo Porta e Giandomenico Tiepolo” curato da Gianni Rizzoni, pubblicato nel novembre del 2021, grazie alla fondazione Cislaghi Pellegrini e alla Associazione Biblioteca Meneghina.

La poesia in lingua milanese di Carlo Porta, gli affreschi e i disegni di Giandomenico Tiepolo, praticamente contemporanei, descrivono e interpretano, ognuno nella sua specifica genialità, le due più importanti società italiane di fine Settecento e degli albori dell’Ottocento, quella della Lombardia e quella del Veneto che nel 1797 perde la sua secolare libertà.

Nel libro Napoleone e Francesco I, “padroni” alternativamente delle nostre terre, sono i dedicatari dei due famosi Brindes de Meneghin all’Ostaria di Porta, così come francesi e austriaci occupanti sono i protagonisti di gran parte delle poesie “civili” di Carlo Porta, poesie che raccontano le prepotenze e le rapine dei “liberatori” francesi prima; il cupo clima confessionale della restaurazione poi, portato dai “pover Todisch” come scrive Porta. Diceva il poeta milanese “ I paroll d’on lenguagg hin ona tavolozza de color, che ponn fà el quader brutt, e el ponn fà bell segond la maestria del pittor”. 

Anche Giandomenico Tiepolo ricorre alla maschera napoletana per descrivere la società del tempo, nei grandi affreschi della Stanza di Pulcinella della sua villa di Zianigo, oggi ospitati nel Museo del Settecento / Cà Rezzonico e, ancora più, nei 104 disegni della sua famosa raccolta Divertimento per li regazzi, in pratica la storia di un Pulcinella: nascita, infanzia, matrimonio, lavori, carcere, fucilazione, morte e rinascita.

Rinascita che, come la natura insegna, avviene ogni anno, con la primavera. Per chi non lo ricordasse infatti  “Tredesin de Mars” è una antica tradizione meneghina: narra  una antica leggenda che San Barnaba, tra i primi evangelizzatori di Milano, il 13 marzo 51, fermandosi a predicare fuori dalle mura della città, nei pressi degli attuali bastioni di Porta Venezia, avrebbe conficcato la croce al centro di una pietra rotonda con 13 raggi incisi, pietra che ancora si vede,  nella chiesa di Santa Maria del Paradiso in corso di Porta Vigentina, nel pavimento della navata. Per tradizione proprio il 13 marzo preannuncia l’arrivo della primavera nella cultura meneghina. 

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