Identità mutanti, dal 9 maggio a Circuiti Dinamici in mostra le opere di 18 artisti emergenti

C’è arte nel quartiere. Piazza Abbiategrasso e Chiesa Rossa sono diventati un hub di creatività. Qui Circuiti Dinamici - associazione no profit nata a Milano nel 2010 che coglie l'eredità del famoso e storico Circolo

C’è arte nel quartiere. Piazza Abbiategrasso e Chiesa Rossa sono diventati un hub di creatività. Qui Circuiti Dinamici – associazione no profit nata a Milano nel 2010 che coglie l’eredità del famoso e storico Circolo Culturale Bertolt Brecht, spazio d’arte milanese sorto negli anni Sessanta – inaugura  il 9 maggio, alle ore 17,30 (via Giovanola19, ingresso libero) la mostra  Identità mutanti a cura di Lorenzo Argentino e Sonia Catena.

Circuiti dinamici ha riunito 18 artisti emergenti (selezionati attraverso un bando di concorso aperto senza limiti d’età), operanti nel campo delle arti visive: pittura, fotografia, scultura, video, performance, che riflettono con tecniche e linguaggi differenti sull’identità (psichica e corporea) nel momento in cui l’identità viene messa in discussione, viene contaminata, subisce dall’esterno (o innesca dall’interno) un mutamento. Ecco i loro nomi (da tenere d’occhio): Anna Argentino, Laetitia Autrand, Paolo Battistella, Giovanna Beneduce, Fabrizio Caleffi Degli Alighieri, Michela Eccli, GuFò, Enrico Maria Guidi, La Chigi, Pino Lia, PierPaolo Mancinell, Giuseppe Matrascia, Luca Medici, Francesca Mucelli, Simonetta Rossetti, Alex Sala, Donatella Sarchini.

La mostra ha l’obiettivo di indagare la mutazione che subisce il nostro io nella società contemporanea, caratterizzata da corpi che divengono materiale plasmabile e identità fluide, trasformate, elaborate, a causa della contaminazione sempre più libera in costante confronto con differenti culture che trasformano il nostro io. Ma anche a causa dell’avanzare inarrestabile della tecnologia, che affianca in modo sempre più concreto e convincente nuovi mondi virtuali a quello comunemente definito “reale”. dalla robotica alla genetica. Un’epoca in cui i confini tra umano, e tecnologia sono sempre più labili. Un corpo e un’identità dunque senza confini, frammentata e confusa. Un ‘software’ infinitamente aggiornabile e metamorficamente versatile. 

«In realtà la struttura portante dell’individuo risulta oggi molto più plastica e soggetta alle influenze ambientali di quanto si potesse immaginare!», ci racconta Sonia Catena. Un’identità mobile, eterogenea e instabile. Impossibile da fotografare se non in continuo divenire. Il corpo contemporaneo viene ricostruito, diviene materiale plasmabile e che muta il proprio aspetto per generare nuove forme identitarie. L’identità fisica che si estende o viene simulata nel virtuale. «Un pochino, mutanti lo stiamo diventando tutti, un po’ alla volta, chi opponendo più resistenza e chi abbracciando in modo entusiasta i nuovi paradigmi del digitale in relazione al mondo in cui sono immersi», continua la curatrice della mostra. Ciò può portare a conseguenze sia positive che negative, ma sicuramente non è possibile ignorare quanto il rapporto con la nostra identità si infittisce e si complica sempre più, e come la rivoluzione biotecnologia e digitale abbia  generato una trasformazione antropologica dei comportamenti e delle relazioni in grado di dar forma a nuove interpretazioni e visioni del mondo». 

Un’ articolata ed eterogenea riflessione sul concetto di identità che si esprime attraverso quattro filoni principali: tempo, percezioni, contaminazioni e post human.

Il tempo. può modificare ciò che siamo, dall’infanzia sino alla morte e le esperienze che andiamo accumulando, insieme ai cambiamenti del corpo ci costruiscono modificandoci. 

Percezioni. Come ci percepiamo?  E come ci vedono gli altri? E come io credo di essere percepito dagli altri? È nelle relazioni che l’identità si costruisce. E non è detto che identità (come ci vediamo) e identità oggettiva (come gli altri ci vedono) siano sempre sovrapponibili. 

Contaminazioni. Come il corpo esce fuori dalla sua natura disposto ad ibridarsi, così anche l’arte contemporanea è sempre più interessata da contaminazioni tra i vari linguaggi artistici. Le diverse discipline artistiche si aprono le une alle altre, inaugurando percorsi imprevisti: design, fotografia, audiovisivo e poesia, fotografia, architettura, design, artigianato, cinema, teatro.

Post human. Il corpo diviene materia viva e plasmabile, con lo scopo di correggerne e modificarne i limiti, viene rimodellato dalla chirurgia, da stereotipi estetici per inseguire un ideale effimero di bellezza, fino all’ingegneria genetica. Per approdare alle prospettive post-human. A forme inconsuete e ibride fra l’ umano e l’inumano. Corpi cyborg come macchine da assemblare.

L’arte continua a tradurre quello che stiamo vivendo. in termini di speranze e di terrori, di aspettative e dubbi sul concetto d’identità, su una nuova concezione dei corpi. E ci ricorda quanto siamo fragili mutanti. Nella post modernità frammentata e fluida. In una costante immersione digitale e tecnodipendenza.

Il corpo contemporaneo, soggetto di una identità in continua trasformazione, mutevole e frammentata, diventa strumento di autonarrazione. L’artista diviene opera d’arte. Il corpo diviene linguaggio assoluto, un medium attraverso il quale l’artista si trasforma, trasforma la propria immagine e la propria identità. Durante la serata di inaugurazione (lunedì 9 maggio ore 17,30) negli spazi della sede associativa in via Antonio Giovanola, Arianna Ilardi, danzatrice e coreografa propone la performance  emblematicamente intitolata Il mio corpo mi appartiene realmente.

Identità mutanti 
Dal 9 al 20 maggio. Inaugurazione: lunedì 9, ore 17,30, ingresso libero
Via Antonio Giovanola n°19 e  21/C – (Municipio 5, fermata metropolitana M2 Abbiategrasso-Chiesa Rossa).

Volti Cyborg, 50x70cm, fotografia. Cover del catalogo, opera dell’artista emergente Francesca Mucelli, classe 1995. Si i è laureata con il massimo dei voti in Arti Visive Grafica all’Accademia delle Belle Arti di Firenze nel 2019 proprio con una tesi sulle “Identità mutanti”.

Responsabile rubrica Psicologia su donneinsalute.it; da free lance ha collaborato con le maggiori riviste femminili (Anna, Donna Moderna, La Repubblica delle donne, Glamour, Club 3). È stata redattore del mensile Vitality di Psychologies magazine e Cosmopolitan, occupandosi di attualità, cultura, psicologia. Ha pubblicato le raccolte di poesie “Come un taglio nel paesaggio” (Genesi editore, 2014) “Sia pure il tempo di un istante” (Neos edizioni, 2010).

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