“Iftar in Condivisione” per la fine del Ramadan al Gratosoglio

I giovani dell'Associazione Culturale della Fratellanza, sull’esempio di altre comunità, avevano invitato Social Street e Parrocchie di Gratosoglio a condividere l’Iftar, la tradizionale cena collettiva di interruzione del digiuno al termine del Ramadan, nella moschea

Ramadan, “Iftar in Condivisione” per la fine del Ramadan al Gratosoglio

Iftar RamadanI giovani dell’Associazione Culturale della Fratellanza, sull’esempio di altre comunità, avevano invitato Social Street e Parrocchie di Gratosoglio a condividere l’Iftar, la tradizionale cena collettiva di interruzione del digiuno al termine del Ramadan, nella moschea di via Baroni 190. Per Milano sarebbe stata la prima volta. Social Street e Parrocchie hanno immediatamente attivato le loro reti e la risposta della cittadinanza è andata ben oltre le previsioni. Il 1°giugno, al tramonto, dopo l’ultimo rito religioso presieduto dall’Imam nella moschea, 500 persone, tra musulmani e cristiani, si sono ritrovate sedute alle stesse tavole imbandite. Cous cous, zuppe di verdure, focaccine, tè arabo sono diventati l’occasione per imbastire conversazioni e tessere conoscenze.

Per chi pratica il digiuno, l’Iftar è non solo condivisione del cibo, ma anche costruzione di ponti, di legami di solidarietà, di partecipazione e coesione della comunità.

iftar ramadan tavoloSono state le giovani famiglie a essersi poste il compito di abbattere le barriere del razzismo, dell’odio e dell’ignoranza per poter dare un futuro migliore ai loro figli. Ed emozionante è stato percepire quanto sentissero vicine la loro festa religiosa e la festa della Repubblica – era la vigilia del 2 giugno – “noi come musulmani e come cittadini facciamo nostra questa memoria che segna la nascita dell’Italia che oggi conosciamo e amiamo, un paese che, con tutte le difficoltà, riconosce e tutela i diritti fondamentali per tutti gli uomini che vi abitano, senza alcuna distinzione di sorta”.

Per la maggior parte di noi era la prima volta che si apriva un mondo sconosciuto o ignorato. Tra i partecipanti erano presenti oltre agli organizzatori – la Parrocchia con don Giovanni e la Social Street Gratosoglio/Basmetto e dintorni -, anche la Comunità Oklahoma, Ywam Milano, QuBi Gratosoglio, Milano nel tempo/Compagnia dell’anello, Proficua, Libri on the Road, Laboratorio Quartiere Gratosoglio, Associazione Somala Shukran, Associazione Infermiere nel Mondo, autore del Libro Gratosoglio, Anoi, Laboratorio Ccte, e la Preside della Scuola di via Palmieri.

Un’assenza pesante è stata quella del Municipio 5: né il presidente Bramati né un suo rappresentante, pur invitati, hanno onorato l’invito. Sarebbe stata un’ottima occasione per conoscere l’”altra metà” del Gratosoglio.

Questo invece il messaggio di augurio dell’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini ai musulmani: “Dobbiamo lavorare per irrobustire quelle attitudini di incontro e di dialogo, di ascolto reciproco e di rispetto, di collaborazione nel rispondere ai bisogni e nel cercare la pace, che già sono presenti ma rischiano di essere logorate dal clima di tensione e di non rispetto che la comunicazione, anche politica, in queste settimane ha seminato a piene mani”.

iftar ramadan gruppoLa Coreis (Comunità Religiosa Islamica) con sede in via Meda, ha ringraziato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per il suo messaggio di auguri “a tutti i cittadini italiani di fede islamica e ai numerosi musulmani ospiti o residenti nel nostro Paese” in occasione della festa di Eid al Fitr con cui si è concluso il 5 giugno il mese sacro di Ramadan”. In particolare Mattarella auspica “lo spirito di laicità positiva e accogliente nei confronti delle diversità religiose e culturali, garantita dalla Costituzione”.

Francesca Mochi
(Giugno 2019)

 

 

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di dargli un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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