Il 20 dicembre all’Asteria Lella Costa legge il “Pranzo di Babette”, per sostenere l’oratorio di San Barnaba  

“Il pranzo di Babette” del regista Gabriel Axel è il film preferito da papa Francesco, addirittura citato nel documento papale Amoris laetitia. Questo già sarebbe un motivo sufficiente per andare il 20 dicembre all’Asteria (ore

Il pranzo di Babette” del regista Gabriel Axel è il film preferito da papa Francesco, addirittura citato nel documento papale Amoris laetitia. Questo già sarebbe un motivo sufficiente per andare il 20 dicembre all’Asteria (ore 21), per assistere alla rilettura del racconto di Karen Blixen da cui è tratto il film. Se poi l’attrice che sale sul palcoscenico è Lella Costa, i motivi per recarsi al centro guidato sapientemente dalla Suore Santa Dorotea da Cemmo aumentano. Quando infine si conoscono i motivi dello spettacolo, che sono sostenere i costi del nuovo e polifunzionale oratorio di San Barnaba in Gratosoglio, dubbi e impegni spariscono.

«Lo sforzo economico dell’oratorio di San Barnaba – ci spiega don Giovanni – esige un impegno comunitario che supererà i 20 anni, con un mutuo di circa 1.500 euro circa al mese, a partire dal gennaio prossimo. Ci sono poi le spese per la costante manutenzione e la cura del teatro, le sale di incontro, i campi per giocare. Tutto questo per garantire ai ragazzi di Gratosoglio che frequentano l’oratorio di disporre di spazi per lo sport e l’incontro, belli e sicuri, in cui divertirsi, incontrarsi, conoscersi, accogliere le differenze, condividere».  

Esattamente gli stessi valori per i quali al Santo padre piace il Pranzo di Babette e che hanno probabilmente indotto Lella Costa a scegliere il racconto della Blixen per questo monologo. «E che speriamo inducano molte persone a spendere 30 euro per uno spettacolo così bello e così importante per l’oratorio di San Barnaba», ha concluso don Giovanni, ringraziando Il Centro Asteria e Lella Costa per la loro generosità.

Per prenotare i biglietti: chiesagratosoglio.org

Nella foto in alto Lella Costa legge il monologo del racconto “Il pranzo di Babette” nella Basilica di San Pietro (Roma, ottobre 2020)

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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