“Il capo perfetto” uno dei film più elettrizzanti, carnevaleschi e crudi degli ultimi anni con un titanico Javier Bardem

Se Francisco Goya fosse vivo oggi non avrebbe potuto dipingere opera migliore de “Il capo perfetto”, o forse si sarebbe limitato a rendere doverosamente omaggio alla grandezza artistica e al camaleontismo epico di Javier Bardem.Candidato

Se Francisco Goya fosse vivo oggi non avrebbe potuto dipingere opera migliore de “Il capo perfetto”, o forse si sarebbe limitato a rendere doverosamente omaggio alla grandezza artistica e al camaleontismo epico di Javier Bardem.

Candidato a 20 (meritatissimi) premi Goya “El buen patron“ di Fernando Leon de Aranoa è un film destinato ad entrare nel cuore degli spettatori e a lasciare un segno importante nella storia del cinema.

Attraverso una sceneggiatura irresistibile ed una narrazione pressoché perfetta il regista madrileno firma la black comedy del secolo, scatenando fiumi di risate e profonde riflessioni sulle dinamiche lavorative, sulla natura umana e sulla sempreverde ferocia capitalista.

L’attore premio Oscar spagnolo è Julio Blanco, proprietario di un’azienda spagnola di bilance industriali in corsa per un prestigioso premio d’eccellenza locale. I suoi fedeli dipendenti lo rispettano e lo venerano per la sua grande magnanimità e il suo fare paterno con ognuno di loro.

Ma dietro quell’aria bonaria da premuroso e saggio padre di famiglia Blanco nasconde tutt’altra natura. Una natura che nell’arco di un’imprevedibile e surreale settimana si manifesterà nel modo più deflagrante e rocambolesco possibile.

Il solo finale vale il prezzo del biglietto.

La commedia di de Aranoa nel corso delle quasi 2 ore sfocia nel grottesco e poi addirittura nel thriller, in un climax crescente di emozioni contrastanti ma sempre ben bilanciate. Esattamente come il piano di Blanco per mettere le mani sull’ennesimo premio della sua carriera di avido comandante in capo.

A 14 anni dall’indimenticabile ruolo del killer psicopatico di “Non è un paese per vecchi” Bardem sfodera un’altra interpretazione stratosferica, per certi versi superiore a quella dell’inquietante Anton Chigurh.

Il geniale attore spagnolo da vita ad un personaggio dalle mille sfumature, sempre in bilico tra positività e negatività, facendo confluire in esso sia il protagonista buono che l’antagonista cattivo.

Affascinante, spregiudicato, sensibile, cinico, gigione e famelico.

Se volete assistere ad un film davvero unico nel suo genere e ad una performance attoriale fantascientifica andate al cinema a vedere “El Buen Patron”.

Ne uscirete folgorati ed esaltati.

Riccardo Carosella

 

 

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