Le coalizioni alle prese con le liste. Intervista a Carapellese, coordinatore Pd di Zona 5

A un mese dalle Primarie del Centrosinistra, la corsa per Palazzo Marino è in una fase di attesa, prima del rush finale. Beppe Sala sta cercando di tessere una trama politica con tutte le anime

MajorinoInCodaweb

A un mese dalle Primarie del Centrosinistra, la corsa per Palazzo Marino è in una fase di attesa, prima del rush finale. Beppe Sala sta cercando di tessere una trama politica con tutte le anime della sinistra. Compito per definizione non facile. Dopo l’adesione di Majorino (nella foto in coda per votare alle Primarie) rimane ancora  da sciogliere il rapporto con la candidata Balzani e le liste che l’hanno sostenuta alle primarie. Il Centrodestra ha trovato il suo candidato in Stefano Parisi, ma nonostante le dichiarazioni di facciata, la coalizione appare fragile, con Salvini che annuncia che non salirà mai su un palco con Alfano e che a Roma si mette di traverso. Dai vertici della sinistra raccolta intorno a “La lista civica, Milano in comune”, emergono i nomi di Curzio Maltese, giornalista, scrittore ed eurodeputato dal 2014, Gherardo Colombo, magistrato di “Mani pulite”, e Nando della Chiesa, sociologo e politico di lungo corso. Il candidato, «dovrebbe emergere da una consultazione interna», auspicava Massimiliano Toscano, esponente della lista in Zona 5, ma la strada intrapresa sembra andare verso un’altra direzione Corrado Passera tenta di strappare consensi al Centrodestra, ma la somiglianza con Parisi ha abbassato ancor di più le sue possibilità di consenso. Patrizia Bedori, candidata del M5S, abbandonata a se stessa anche dai suoi capi troppo concentrati sulla capitale, naviga a vista e comunque non sembra in grado di aumentare in consensi dei pentastellati. Una fase interlocutoria che nelle prossime settimane dovrebbe portare a una definizione di programmi e candidature di tutte le formazioni. In questa corsa il Centrosinistra è di certo più trasparente rispetto alle altre formazioni politiche, essendo già da settimane iniziato il valzer sui media e nei circoli delle candidature. Un passaggio comunque non semplice, considerata la sovrabbondanza di nomi che circolano per un posto a Palazzo Marino, come per i Municipi. Difficoltà amplificata dal fatto che, sempre al Pd, spetta la regia della coalizione e la necessità di coordinarsi con le altre liste, presumibilmente civiche, come quelle già annunciate legate a Beppe Sala e a Giuliano Pisapia e al mondo che lo sostenne nel 2011.

Per capire come si sta componendo questo enorme puzzle, abbiamo intervistato Natale Carapellese, candidato al Municipio 5 e coordinatore Pd della Zona 5.

Quando si sapranno le liste e come verranno decisi i candidati?

«Tra pochi giorni si avrà un quadro chiaro delle liste in appoggio a Beppe Sala Sindaco e di conseguenza verrà affrontato dalla coalizione il nodo dei candidati per le presidenze di Municipio. Per quanto riguarda le liste del Municipio, che quest’anno scenderanno a 30 candidati per effetto della riforma, il criterio di massima è quello di creare un giusto equilibrio fra consiglieri uscenti e nuovi consiglieri. Per muoverci il più possibile in modo trasparente e oggettivo abbiamo definito una griglia di caratteristiche essenziali, dando autonomia ai circoli di formulare candidature. Queste caratteristiche dovranno tenere conto della rappresentanza territoriale, delle competenze professionali e relazionali, della rappresentatività politica, della capacità di attivazione di reti e contatti sul territorio e del fatto che i candidati non dovranno aver già fatto due mandati. Importante anche l’età, perché vogliamo favorire il più possibile l’ingresso di giovani nella vita politica cittadina. Per il Consiglio comunale la definizione della lista spetta alla segreteria e direzione metropolitana, come Coordinamento di Zona, prendiamo in considerazione le proposte che emergono dai circoli e dal territorio, per produrre una rosa di nomi autorevoli e rappresentativi da sottoporre a livello cittadino».

In attesa della definizione delle liste qual è la strategia politica del Centrosinistra?

«A prescindere da liste e candidature credo che occorra metterci tutti al lavoro, per cercare di non disperdere il lavoro politico fatto con le Primarie, anche perché la sfida che si prospetta con le destre nei prossimi mesi contiene molte insidie. Non facciamoci incantare da esperimenti e alchimie supportati da analisi surreali, a Milano e nel Centrosinistra le forze in campo sono quelle che vediamo: il programma, il perimetro, la squadra, gli assessori in pectore saranno in sostanziale continuità con l’amministrazione attuale. Chi non vuol vedere questa realtà e pensa di rafforzare altri percorsi è probabilmente oscurato da una visione rancorosa e perdente, e si pone altri obiettivi, lontani dagli interessi di Milano».

Quale saranno i temi della campagna elettorale?

«Quello che occorre fare in questi mesi è semplice: ascoltare e cercare di rappresentare i bisogni veri che emergono con forza dai quartieri popolari, dove il degrado e l’abbandono sono ancora da combattere, in particolare nei quartieri di edilizia residenziale pubblica, per le gravi responsabilità della Regione e di Aler; rispondere alle domande di sicurezza e legalità che i cittadini con forza rivendicano quotidianamente; dare risposte ai bisogni reali dei giovani e meno giovani che non riescono a trovare un lavoro dignitoso; ascoltare e rappresentare le esigenze degli anziani e delle famiglie in difficoltà. Se riusciamo a fare tutto questo, insieme alla promozione di un’idea culturale e sostenibile della città rappresentata dai nuovi Municipi di zona che si andranno a realizzare, potremo dire di essere sulla giusta strada».

Come immagina Milano nei prossimi 5 anni?

«Milano ha tutte le condizioni favorevoli per guidare la ripresa economica e il riscatto sociale di questo paese. Cinque anni fa eravamo consapevoli che da questa città passava il treno del cambiamento per l’Italia, ora dobbiamo non perdere di vista l’obiettivo fondamentale che è continuare sulla strada tracciata, senza commettere errori, perché di fronte c’è una una destra che si ricompone, dalla Lega a Forza Italia, fino a Ncd e gruppi neofascisti compresi».

Stefano Ferri

(Marzo 2016)

 

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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