Il Comune censisce 115 edifici dismessi, di cui 60 nel sud Milano. Entro 2 anni le proprietà dovranno presentare i progetti di riqualificazione

Sono circa 60 gli immobili abbandonati nel sud Milano, che creano insicurezza, sono pericolosi per la salute o peggiorano la qualità urbana, le cui proprietà entro due anni dovranno presentare progetti di recupero e avviare

Sono circa 60 gli immobili abbandonati nel sud Milano, che creano insicurezza, sono pericolosi per la salute o peggiorano la qualità urbana, le cui proprietà entro due anni dovranno presentare progetti di recupero e avviare i lavori. Se questo non avverrà scatterà un iter che li costringerà alla demolizione e, se prevista, alla perdita dei bonus volumetrici.

Si chiude in questo modo, con una delibera del Consiglio comunale del dicembre scorso, che disciplina il recupero e la restituzione alla città degli immobili abbandonati e dismessi e stila un primo elenco di 115 immobili distribuiti in tutta Milano, una lunga disputa tra Regione Lombardia e Comune, che è arrivata fino al Tar (dando ragione a Palazzo Marino) e che ha visto protagonisti gli assessori all’Urbanistica Ada Lucia De Cesaris (giunta Pisapia), Pierfrancesco Maran (Giunta Sala 1) e ora l’appena insediato Giancarlo Tancredi. Un provvedimento che sblocca una situazione di stallo e di poca chiarezza, che favoriva le proprietà non interessate a lasciare gli immobili abbandonati e bloccava quelle che erano interessate a ristrutturare.

L’immobile dismesso di via Gratosoglio 65.

Recependo i parametri minimi della Legge regionale, il Comune ha fissato al 10% il tetto massimo di incremento dei diritti edificatori e individuato una serie di ambiti territoriali in cui questa possibilità non verrà concessa, per ragioni di particolare tutela paesaggistica, ambientale e architettonica. Gli interventi che potranno beneficiare del bonus dovranno essere necessariamente accompagnati da un’adeguata dotazione di aree per servizi e attrezzature pubbliche e, nel caso di immobili con una superficie lorda superiore ai 10mila mq, dovranno prevedere quote di Edilizia residenziale sociale, convenzionata sia in vendita che in affitto.

L’Amministrazione applicherà inoltre degli oneri aggiuntivi, in base alla quantificazione del valore economico dei progetti di trasformazione. L’elenco degli edifici dismessi verrà aggiornato ogni sei mesi e inserito in delibere specifiche, che faranno scattare i due anni per la presentazione dei progetti di riqualificazione da parte delle proprietà.

Lo spazio abbandonato di via Barona 41.

Immobili dismessi nel Municipio 4

Immobili con incentivi e deroghe: via Ardigò17, via Toffetti 90-92-94, via Toffetti 121, via Pestagalli1-3-5 via Medici del vascello snc, via Medici del vascello 26, 36 (nella foto in alto), via Malipiero10-12; via Fantoli 3/5, via Maderna 11, via Cavriana 24-26, 30.
Immobili senza incentivi e deroghe: via Sigieri 24, viale Umbria 126, via Tertulliano 65, via Cadolini 20, 26, via Simone d’Orsenigo 9.

Immobili dismessi nel Municipio 5

Immobili con incentivi e deroghe: via Sant’Abbondio 5, via Gratosoglio 65, via Amidani15-17-19, via dell’Assunta 67, via Campazzino12, via Perussia 1, via Riva di Trento 6-8-10, via Morivione 5/7, via Quaranta 44, via Quaranta 19.
Immobili senza incentivi e deroghe: via Neera 18, via Ripamonti 42, via Vaiano Valle 43, via Meda 25, via Selvanesco 60.

Immobili dismessi nel Municipio 6

Immobili con incentivi e deroghe: via Salamanca 7, via Valsolda 19, via Watt 44-46, via Barona 41, via Villoresi 13, via Richard 20/via Faraday19-21, via Tosi18-20.
Immobili senza incentivi e deroghe: via Gnocchi Viani 2, via Savona 105, via Fusetti 12.

L’elenco completo degli edifici dismessi.

La mappa degli edifici dismessi.

 

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