Il maestro Ruben Jais presenta la stagione estiva de laVerdi

Diciotto concerti, dal 6 luglio al 6 settembreTre le rassegne: il ciclo delle sinfonie di Beethoven, i grandi del Jazz dagli anni Venti ai giorni nostri e la musica per la danza Il maestro Ruben Jais

Jais, Il maestro Ruben Jais presenta la stagione estiva de laVerdi

ruben jas
Diciotto concerti, dal 6 luglio al 6 settembre


Tre le rassegne: il ciclo delle sinfonie di Beethoven, i grandi del Jazz dagli anni Venti ai giorni nostri e la musica per la danza

Il maestro Ruben Jais ci accoglie con un sorriso nel suo ufficio. Da un anno, cioè da quando veste i panni del direttore artistico de laVerdi, lavora nel “ventre” dell’Auditorium di largo Mahler, in un piccolo locale che si raggiunge dopo aver percorso un dedalo di stretti corridoi, dove, se si è fortunati come lo siamo stati noi, risuonano le note dell’orchestra che prova. Appena di fronte al maestro ci presentiamo, ma lui subito c’interrompe dicendo: «Certo, conosco Milanosud!». Prima di iniziare con l’intervista gli chiediamo della Matthaus Passion di Bach che ha diretto a Pasqua, in Duomo. Poche parole su quella straordinaria esecuzione, sul carattere didattico-religioso di un capolavoro scritto quasi trecento anni fa, sull’approccio filologico dell’orchestra e sull’incredibile seduzione che la musica esercita tra le alte navate della cattedrale.

Il ghiaccio è rotto, la chiacchierata sulla stagione estiva de laVerdi può partire.

Quinta stagione estiva de laVerdi, ormai un appuntamento fisso.
«Abbiamo iniziato a proporre il cartellone estivo nel 2013, con l’intento di colmare il vuoto di proposte musicali e di intrattenimento dei mesi estivi. Lo abbiamo fatto perché abbiamo sempre ritenuto che la nostra orchestra dovesse assolvere una missione civile e sociale, oltreché, ovviamente, artistico musicale. Ora, dopo 5 anni, devo dire che Milano è viva 12 mesi all’anno. Ci piace pensare che questo sia anche per merito nostro. Noi, comunque, visto il gradimento dei milanesi continuiamo a dare il nostro contributo».

Il costo popolare dei biglietti sembra alla portata di tutte e tasche…
«Abbiamo un’offerta che contempla riduzioni per anziani e studenti, un biglietto per un concerto va di 15 ai 25 euro massimo e gli abbonamenti, anche per rassegna, costano ancora meno. Sono prezzi alla portata di tutti, perché per noi, come dicevo prima, è importante essere un servizio per la città».

Torniamo alla stagione: 18 appuntamenti da luglio a settembre, cosa proponete ai milanesi?
«La stagione estiva inizia il 6 luglio con un cartellone musicale suddiviso in tre parti, che spazia su generi diversi. Iniziamo con il ciclo delle sinfonie di Beethoven e due romanze, dirette dal nuovo direttore musicale Claus Peter Flor, maestro con cui collaboriamo dal 1999, molto apprezzato da tutte le nostre formazioni musicali. Un musicista totale, un uomo straordinario con cui faremo musica intensa per tre anni. Anche per questo ci è sembrato giusto iniziare subito con un programma così importante, che vedrà cinque concerti dedicati al genio di Bonn. Una bellissima sfida per l’orchestra, per noi e per lui, un’occasione di grande musica per ostri spettatori».

Poi si cambia radicalmente, arriva il Jazz.
«Con “C’era una volta il Jazz” mettiamo in cartellone sei concerti che, a partire dal 23 luglio, ripercorrono le tappe musicali più significative di questo genere musicale, dagli anni Venti ai giorni nostri, passando attraverso grandi autori, da John Coltrane a Charlie Parker, interpreti come Billie Holiday ed Ella Fitzgerald, e generi come il Jazz latino e il contemporaneo. Sul palcoscenico si avvicenderanno musicisti di fama internazionale, chiamati da Sandro Cerino, grande jazzista, con cui ho avuto personalmente la fortuna di suonare insieme le Quattro stagioni il 15 agosto di due anni fa, lui con un suo ensemble Jazz e io con La Barocca. Fu una bellissima esperienza, premiata dal pubblico con un tutto esaurito».

Infine la danza, che con la musica ha sempre avuto un rapporto strettissimo, direi simbiotico.
«Sì, la terza parte del cartellone è dedicata alla musica per danzare, non a caso l’abbiamo chiamata: “Danza. I passi della musica”. Tornerà quindi sul palcoscenico l’orchestra de laVerdi, assieme a importanti musicisti ospiti, per eseguire brani famosi di generi come il Tango, Walzer, Milonga, Flamenco e la sinfonica europea di fine ‘800».

Chiusa la stagione passerete senza soluzione di continuità alla principale. Quali le novità di quest’anno?
«La stagione principale aprirà il 10 settembre alla Scala, con Patrick Fournillier, direttore di grandissimo livello internazionale, che eseguirà opere di Bizet, Ravel e Dvořák. Con lui durante il 2017-2018 affronteremo i principali autori del grande repertorio francese. Il nuovo direttore musicale Claus Peter Flor sarà invece presente con sei programmi che spazieranno da Mahler a Strauss, fino al tardo Romanticismo tedesco. Quest’anno, inoltre, anche a seguito della richiesta che il Comune di Milano ha fatto a tutte le istituzioni culturali cittadine, una parte della programmazione sarà dedicata agli autori del Novecento sinfonico italiano: Respighi, Rota, Sciarrino, Carpi, Guarnieri, Castiglioni e altri, un po’ dimenticati dal pubblico, perché si è portati a pensare che compositori italiani possano fare solo opere, ma in realtà si tratta di grandissimi musicisti.

Un’altra parte del programma sarà di cinque giovani solisti italiani emergenti, a cui daremo la possibilità di esibirsi in altrettanti concerti. Come di consueto una parte della stagione sarà dedicata ai giovani direttori, come il nostro Jader Bignami, e ai maestri direttori principali ospiti, come Aziz Shokhakimov e John Axelrod.

Poi ci saranno i ritorni graditissimi del maestro Oleg Caetani, con cui abbiamo fatto un tour a S. Pietroburgo con uno splendido concerto con la Quarta di Brahms e il concerto Gregoriano di Respighi, del maestro John Neschling e del maestro Zhang Xian, direttrice emerita del nostro teatro».

Ultima domanda: mesi fa si è parlato della vendita dell’Auditorium al Comune
«
Sì, ci sono trattative in corso per la vendita dell’Auditorium al Comune. Ma grazie a un mutuo di Banca Intesa, che durerà 35 anni, noi siamo proprietari. Questa è un po’ un’anomalia nel quadro di riferimento italiano, perché tutte le orchestre e i teatri d’opera sono ospitati in strutture pubbliche. il Comune è molto attento ai nostri bisogni vediamo cosa potremo fare».

Tutte le informazioni sui concerti su www.laverdi.org

Stefano Ferri
(Giugno 2017)

Laureata in Scienze dei Beni Culturali, blogger appassionata di cinema e teatro, talentuosa grafica e webmaster, sempre alla ricerca di nuovi stimoli e sfide, forte della sua estrazione umanista veste con grazia e competenza le testate digitali e su carta di Milanosud.

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