Il prete degli zingari”, don Mario Riboldi, se ne è andato, dopo aver vissuto come un nomade accanto a Rom e Sinti

Riceviamo e pubblichiamo dagli amici del Movimento Kethane"Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. (Giovanni 15:13)" Se ne è andato l’8 giugno, consumato dall’età e da una vita vissuta

Riceviamo e pubblichiamo dagli amici del Movimento Kethane

“Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. (Giovanni 15:13)”
Se ne è andato l’8 giugno, consumato dall’età e da una vita vissuta intensamente, don Mario Riboldi, il sacerdote che per mezzo secolo ha vissuto accanto a rom e sinti, diventandone amico e referente. Aveva 96 anni. Era nato nel 1929 a Biassono, e proprio qui, nel suo paese natale, verranno celebrati i funerali venerdì 10 giugno alle 11, nella parrocchiale di San Martino. Riposerà nel cimitero del paese, accanto ai genitori Gerolamo e Adele.
Fu il primo sacerdote della diocesi a chiedere di vivere come un nomade accanto a Rom e Sinti. Per anni la sua dimora è stata una roulotte in un campo di Brugherio, accanto alla cappella creata in mezzo alle altre roulotte, dove ogni mattina celebrava la messa per i cattolici del suo campo.
La salute precaria lo aveva costretto a lasciare la sua gente. Si è spento nella casa di riposo di Varese dove si era ritirato, oggi il suo funerale.

Aveva 96 anni. Dal 1957  condivideva la vita quotidiana con la comunità rom ,abitando in roulotte nei loro campi. Per 47 anni è stato incaricato diocesano per la Pastorale dei nomadi. «Scompare un prete che ha saputo vivere con radicalità la testimonianza del Vangelo e un punto di riferimento per la comunità rom», scrive  il direttore della Caritas ambrosiana Luciano Gualzetti. «La sua scelta di farsi povero tra i poveri, di vivere come un rom, pur non essendolo, è stata una provocazione anche per molti credenti, costretti dal suo esempio a interrogarsi sui tanti luoghi comuni di cui questo popolo è ancora vittima e ostacolano, purtroppo, la sua piena integrazione. La sua morte lascia in eredità alla comunità cristiana il dovere di guardare ai rom con occhi scevri da pregiudizi. Caritas Ambrosiana intende farsene interprete, moltiplicando gli sforzi per aiutare i rom ad inserirsi nelle comunità e a superare lo stigma sociale».

Nel territorio sud di Milano, ci sono diverse campi rom e sinti, di cui alcuni abusivi, di cui spesso abbiamo raccontato. Ricordiamo che  Il Villaggio delle Rose al Gratosoglio è un campo regolare istituito dalla giunta comunale allora presieduta  dal sindaco Albertini.  Hanno avuto il diritto di abitare in roulotte oppure in  casette in legno (senza fondamenta) e pagano  acqua e luce.  Nel loro campo ogni anno si svolge la giornata del ricordo Porrajmos  davanti al Memoriale con le bandiere del Movimento Kethane e dell’Anpi.

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Giornalista per caso… dal 1992, per una congenita passione per la fotografia. Dalle foto ai testi il passo è breve: da riviste di viaggio e sportive ai più quotati femminili e quotidiani nazionali sui temi del mondo del lavoro. Ho progettato e gestito newsletter di palestre e centri fitness. Ora faccio parte degli intrepidi inviati di Milanosud.

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