Progetto acque pulite: gli agricoltori raccolgono i rifiuti

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Nelle settimane scorse ha preso ufficialmente il via il Progetto acque pulite in Zona 5, voluto da Consiglio di Zona e dalle Guardie ecologiche volontarie. Sono stati infatti contattati i primi tenutari (proprietari e gestori) dei terreni che si affacciano su via Manduria, che per legge hanno l’obbligo di mantenere pulito il corso d’acqua che corre lungo il loro terreno.

La risposta degli agricoltori è stata immediata, a dimostrazione della volontà, anche tra i tenutari, di avere aree e corsi d’acqua puliti. Nel giro di qualche giorno i signori Villa e Meroni, conduttori di aree agricole lungo le vie Pescara e Manduria, hanno raccolto, lungo i corsi d’acqua dei loro campi, diverse tonnellate di rifiuti, che ora giacciono nelle cascine. Lastre di eternit, masserizie, detriti, legna e metalli, divisi in grandi cumuli, in attesa di essere smaltiti,.

Proprio su questo punto però sono sorti problemi di carattere burocratico. Dal Comune hanno fatto sapere al CdZ che Cormet, l’azienda che si era resa disponibile a recarsi presso i canali, ritirare i rifiuti raccolti e smaltirli gratuitamente, non potrà farlo, perché i lavori di questo tipo, quando c’è di mezzo l’amministrazione pubblica, devono essere comunque attribuiti attraverso un bando. Aldo Ugliano, presidente del CdZ5, ha dichiarato che se sarà necessaria una gara verrà fatta. Intanto però sono stati presi contatti con l’assessore all’Ambiente Marco Granelli, per verificare la possibilità di fare rientrare nel contratto di esercizio di Amsa anche questo tipo di attività. La risposta dovrebbe giungere sin dai prossimi giorni.

Resta però da risolvere anche un secondo intoppo burocratico, forse ancor più assurdo del bando, visto che si tratta di rifiuti abbandonati abusivamente. Per legge, il formulario che accompagna i rifiuti allo smaltimento, obbligatorio per conferimenti superiori ai 30 kg, deve contenere tra i dati quelli relativi all’origine dei rifiuti. Se manca questa informazione i rifiuti non possono essere smaltiti.

«Il progetto di pulizia dei corsi d’acqua del Parco Sud prosegue – rassicura il presidente Ugliano – troveremo le soluzioni per superare gli ostacoli burocratici sorti, non permetteremo che vengano frustrati i propositi di tutti coloro che stanno lavorando con entusiasmo a questo progetto di civiltà».

La pressione di istituzioni, media e cittadini perché il Parco Sud sia ripulito ha intanto ha prodotto altri risultati. A metà marzo la Bpm, proprietaria del Penny di via Antonini, ha rimosso in tre giorni 12 tonnellate di rifiuti dal limitrofo cavo Ticinello, che corre per poche decine di metri lungo la via Ripamonti. Un intervento importante ma che, considerate le condizioni in cui versa ancora il corso d’acqua, non può certo considerarsi esaustivo. Se ne dovrà occupare uno fra Comune e Consorzio Villoresi Est Ticino, un volta sciolta la matassa delle competenze e il rimpallo delle responsabilità.

Stefano Ferri

 

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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