Il ricordo di Lucio Nisi, patron del Plastic scomparso ieri notte, nelle parole del giornalista Ivan Berni

Il ricordo di Lucio Nisi, scritto su Facebook da Ivan Berni, giornalista di La Repubblica. Lucio Nisi è stato per 38 anni il patron e l'anima del Plastic, la discoteca - caverna più innovativa, trasgressiva

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“Questa notte se n’è andato il mio amico Lucio Nisi. Un tumore al fegato se lo è portato via in poco più di un mese. Aveva 71 anni. Era una persona straordinaria. Un grande milanese. Per 38 anni è stato il patron e l’anima del Plastic, il locale più internazionale e meno provinciale di Milano. Era arrivato in città nei primi anni Sessanta, “con la valigia tenuta insieme dallo spago”, come amava ricordare lui. Veniva da Villa Castelli, paese agricolo della Puglia a mezzo fra il brindisino e il tarantino. A Milano mise su un negozio di frutta e verdura insieme alla moglie Silvana e nei primi ani Ottanta si trovò a decidere che fare del locale in viale Umbria che, avventurosamente, aveva aperto il fratello Lino, presto travolto dalle difficoltà di gestione. Il Plastic era una caverna post punk, il primo locale realmente gay friendly di Milano. Una grotta creativa, affollata di ragazzi fragili e geniali. Lucio entrò in questa avventura come un esploratore di una nuova galassia. Ci entrò in punta di piedi ma con l’idea di farne una cosa grande senza tradirne l’ispirazione. Per quasi vent’anni fece insieme il manager della discoteca più off e l’ortolano. Tirava giù la cler del Plastic alle 5 del mattino e dieci minuti dopo era all’ortomercato a far spesa per il negozio di frutta e verdura. Aveva un vitalismo contagioso e lo sguardo di chi pesa le persone con un’occhiata. A metà degli anni Ottanta, e per almeno due decenni a seguire, quella caverna di viale Umbria è stato il posto dove musicisti, artisti, attori, stilisti decidevano di tirar mattina. Perché in quel locale scorrevano la trasgressione e la vita, senza mischiarsi con la stupidità e l’arroganza. Keith Haring, Grace Jones, Sting, Mick Hucknall, Naomi Campbell e anche il vecchio Andy Warhol prima di lasciare la scena: ci sono centinaia di foto che raccontano dei transiti clamorosi del Plastic. Del suo essere quasi più famoso a New York che a Milano. Lucio stava in quel bozzolo come il regista discreto, come il fratello maggiore ma al tempo stesso come un eterno adolescente affascinato da questo circo straordinario.
Lucio era amico di Elio Fiorucci e Oliviero Toscani, di cantanti famosi e imprenditori, di vescovi e questori. Ma anche di sbandatoni ed emarginati, di ragazzi perduti e recuperati, di trans e marchettari. Mai di malavitosi. E questo spiega l’incredibile longevità del suo locale. Nel 2009 il Comune di Milano assegnò al Plastic l’Ambrogino d’oro. Sul palco del Dal Verme Lucio era commosso e fiero e quasi incredulo.
Buon viaggio, mio vecchio e generoso amico. Adesso ti toccherà far ballare le nuvole e qualche santo. Ci riuscirai, ne sono certo”.

Dalla pagina Facebook di Ivan Berni.

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