Il rispetto, vaccino contro la violenza – “Dillo con parole nostre”, la campagna ideata da un gruppo di scuole di Milano

25 novembre, giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Non è un caso che proprio in questa settimana sia partita la campagna di comunicazione sul rispetto di genere, interamente realizzata da adolescenti nell’ambito del progetto

25 novembre, giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Non è un caso che proprio in questa settimana sia partita la campagna di comunicazione sul rispetto di genere, interamente realizzata da adolescenti nell’ambito del progetto “Dillo con parole nostre” ideato da Laboratorio Adolescenza e sostenuto – in questa occasione – da Ganassini Social Responsability (in fondo i video e i poster selezionati).

Rispetto e violenza non sono certamente sinonimi, ma quanta violenza viene generata dalla mancanza di rispetto per l’altro. E troppo spesso “l’altro” non rispettato sono proprio le donne.

La mancanza di rispetto, primo tassello di quel complesso “puzzle” che chiamiamo sinteticamente violenza, trova spesso il suo brodo di coltura negli stereotipi, nei luoghi comuni, nei retaggi culturali che una società ancora sessista mette costantemente in campo – quasi istintivamente – per arroccarsi in difesa di indifendibili privilegi fondati sul genere. Retaggi talmente radicati che sono spesso anche le donne a farli propri e a “tramandarli” da madre in figlia. Dal “te la sei cercata” alla morale ad assetto variabile dove – per usare il linguaggio crudo ma efficace degli adolescenti – il “puttaniere” è uno figo e la puttana è una troia e basta.

La narrazione di questi ed altri intollerabili stereotipi c’è tutta nei lavori (poster e video) realizzati, in totale autonomia, dalle ragazze e dai ragazzi coinvolti nel progetto. Narrazione declinata con sfumature diverse ma sempre efficacissime, che dimostrano una sensibilità e una capacità di cogliere e rappresentare situazioni che spesso a noi adulti manca.

“Dillo con parole nostre” – edizione 2020 – ha messo in campo 18 gruppi di lavoro composti da ragazze e ragazzi tra i 15 e i 18 anni. I gruppi sono stati realizzati in collaborazione con il Liceo Berchet di Milano, l’Istituto Tecnico-Liceo linguistico Claudio Varalli di Milano, la “Comunità Diana”, gestita dalla Cooperativa Sociale LULE e il “Circolo della Spada – Maestro Marcello Lodetti”.

Straordinario il contributo di un gruppo di ragazze ospiti di una casa protetta: “Solidarietà di genere è rispetto di genere” è il messaggio lanciato attraverso il poster che hanno realizzato. Messaggio che la dice lunga su quella “solidarietà di genere” – lo abbiamo già accennato – che troppo spesso “al femminile” manca e che i maschi, viceversa, non si fanno mai mancare.

Ma se è vero, come è vero, che gli stereotipi e i luoghi comuni – con violenza e discriminazione al seguito – si accaniscono prevalentemente sulle donne, anche gli uomini ne sono tante volte vittima. E i bravissimi comunicatori in erba hanno sottolineato con efficacia anche questo. Un ragazzo che fa danza è un “frocio” e un “maschio” che piange non trova il conforto degli amici ma il dileggio “sembri una femmina”. Così come hanno evidenziato l’influsso spesso negativo della generazione dei genitori e dei nonni e – altro aspetto importantissimo – come anche nello stereotipo e nell’offesa si inneschi un circolo vizioso in cui vittime e carnefici, spesso inconsapevolmente, si alternano nei ruoli.  

La consapevolezza e la maturità dimostrata dalle ragazze e dai ragazzi che si sono impegnati nei lavori – fortunatamente conclusi prima che il lockdown di marzo ci mandasse tutti a casa – resta comunque la migliore garanzia per il futuro. Per quel futuro che sarà la loro generazione a gestire, nel quale – come viene auspicato in uno dei video realizzati – bisogna “cambiare canale” e iniziare a vedere “un altro film”.

Nelle prossime settimane la campagna di comunicazione sarà proposta alle scuole, da utilizzare come momento di sensibilizzazione sul tema, con un supporto di contenuti offerto da Laboratorio Adolescenza per approfondire il dibattito con gli studenti. Il tutto fruibile anche con collegamenti a distanza. Chiediamo, per questo, la collaborazione di studenti ed insegnanti interessati.

I video ritenuti migliori da una qualificata giuria di esperti sono disponibili sul canale YouTube di Laboratorio Adolescenza all’indirizzo: bit.ly/3pHOY3p.

Mentre questi sono i manifesti

Maurizio Tucci è nato a Potenza si è laureato in Ingegneria presso l’Università di Bologna e vive a Milano dal 1992. Lavora nel campo della comunicazione e della ricerca sociale. Ideatore e curatore dell'indagine "Abitudini e stili di vita degli adolescenti italiani" realizzata annualmente dalla Associazione no-profit “Laboratorio Adolescenza”, di cui è fondatore, e dall’Istituto di Ricerca IARD. È Presidente della Associazione “Laboratorio Adolescenza” e membro del Consiglio Direttivo della dalla Società Italiana di Medicina dell'Adolescenza. Giornalista e scrittore, collabora dal 1995 con il Corriere della Sera. È autore di numerose pubblicazioni scientifiche e saggi e ha scritto tre romanzi.

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