Il viaggio nella stanza dei pensieri

È cominciato un nuovo anno ed è come cominciare un nuovo viaggio. Il desiderio di viaggiare è spesso presente nei progetti di molte persone, dei giovani in particolare e spesso il viaggio, anche quando è realmente avvenuto, è

viaggi-zaino-avventuraÈ cominciato un nuovo anno ed è come cominciare un nuovo viaggio. Il desiderio di viaggiare è spesso presente nei progetti di molte persone, dei giovani in particolare e spesso il viaggio, anche quando è realmente avvenuto, è esperienza più interiore che esteriore.

Proust sostiene che il significato del viaggio non è mai fine a se stesso, ma racchiude motivazioni che vanno al di là del semplice spostarsi da un posto all’altro. Il viaggio non è in realtà quello che compiamo, non è mai la realizzazione di un desiderio, ma soltanto la sua permanenza all’interno di noi. Il viaggio non è che la crescita di un desiderio che si nutre della nostra soggettività, un desiderio destinato a creare una realtà che non appartiene al mondo, ma solo alla nostra immaginazione. Non so quanto sia rimasto nella società attuale di questo aspetto fondamentale del viaggio, perché oggi in poche ore si può arrivare in ogni parte del mondo, le distanze non rappresentano più un problema e ogni angolo di questo pianeta, anche il più selvaggio e lontano, arriva nelle nostre case attraverso la televisione.

Nel giro di pochi decenni il nostro rapporto con il mondo ha subito dei cambiamenti straordinari e da questo deriva il diverso valore che
il viaggio. Per i giovani forse rappresenta talvolta una sorta di iniziazione alla vita autonoma, conserva il medesimo senso di avventura del viaggio di Ulisse e lo stesso desiderio di conoscere nuovi posti. Credo che la voglia di partire soli con un grande zaino sulle spalle e senza una precisa destinazione racchiuda l’idea del viaggio come esperienza aperta, guidata da un profondo senso di libertà che è molto difficile riscoprire oggi all’interno della nostra vita quotidiana così ben programmata e determinata.

I ragazzi che partono con poche cose e con pochi soldi sono spinti, credo, da quello stesso desiderio di conoscere nuove realtà che spinse Ulisse oltre le colonne d’Ercole, lo cercano dentro se stessi, sicuri che da qualche parte dentro di loro ancora si annidi la medesima istintiva e irrazionale scelta di mettere alla prova se stessi di fronte allo sconosciuto.

Forse quindi è attraverso i giovani, ma anche attraverso coloro che in qualunque età si accingono a viaggiare con entusiasmo e disponibilità, che il mito di Ulisse torna a rivivere un poco ogni giorno. Per anni, forse ancora oggi, c’è stato un libro che ogni ragazzo aveva letto all’interno della sua stanza o aveva portato con sé in viaggio; questo libro si chiama “Sulla strada” di Jack Kerouac – Mondadori. Rappresenta in un certo senso il mito del moderno Ulisse, innamorato della strada davanti a sé e alla ricerca di qualcosa che è invece solo dentro di sé.

André Gide: «Questo viaggio non è che il mio sogno. Forse non sono mai uscito dalla stanza dei miei pensieri».

Anna Muzzana

TAG:

Laureata in Comunicazione politica e sociale, blogger e fotografa d’assalto, aggredisce la cronaca spregiudicatamente e l’html senza alcuna reverenza (e il sito talvolta ne risente), ma con la redazione è uno zuccherino. La sua passione è il popolo.

Recensioni
NESSUN COMMENTO

SCRIVI UN COMMENTO