In dubbio il parcheggio interrato di piazza Abbiategrasso

«Usiamo quei soldi per fare più bella la nostra zona». Quella che solo qualche settimana fa sembrava una semplice provocazione, lanciata dal presidente Consiglio di Zona Aldo Ugliano all’indomani dal nuovo aumento di spesa, ora

«Usiamo quei soldi per fare più bella la nostra zona». Quella che solo qualche settimana fa sembrava una semplice provocazione, lanciata dal presidente Consiglio di Zona Aldo Ugliano all’indomani dal nuovo aumento di spesa, ora è una proposta e potrebbe diventare un progetto urbanistico diffuso. Stiamo parlando della storia infinita del parcheggio interrato da 400 posti di piazza Abbiategrasso – mai troppo amato a dire il vero – la cui primogenitura risale addirittura alla prima Giunta Moratti.

Nelle settimane scorse infatti, dopo l’ennesimo rinvio dell’inizio lavori, si sono incontrati per parlarne il presidente Ugliano, il vicesindaco e assessore all’Urbanistica Ada Lucia Cesaris e l’assessore alla Mobilità e Trasporti Pierfrancesco Maran. L’idea di bocciare definitivamente l’opera è piaciuta, così come la proposta di utilizzare una parte dei soldi risparmiati, e già a bilancio, per intervenire sulla Zona 5 ha avuto l’appoggio dei membri della Giunta presenti.

La proposta di non realizzare più il parcheggio si fonda su una triplice considerazione. A circa 10 anni dalla sua prima ideazione il costo dell’opera è troppo alto, è un doppione che non risolve i problemi di traffico e parcheggi, quante cose si potrebbero fare con quei soldi.

Dei costi continuamente lievitati si è detto. L’ultimo aumento da 17,2 a 21,7 milioni di euro sarebbe necessario per fare fronte a nuovi lavori, dovuti alla presenza della falda acquifera. Se Se si divide a questo punto il costo totale per il numero dei posti auto, stante le cifre ufficiali, ogni stallo costerebbe oltre 54mila euro. Decisamente uno sproposito.

Anche sull’utilità del parcheggio esistono forti dubbi, considerato che chi proviene da fuori Milano può comunque lasciare l’auto in uno degli oltre 2mila posti del parcheggio di interscambio vicino alla stazione del metro Milanofiori di Assago, inaugurata solo tre anni fa. Un’area che ora è quasi sempre vuota. Senza contare che, secondo le più moderne teorie sulla mobilità, il problema dell’affollamento di auto di un’area non si risolve aumentando i parcheggi, ma dissuadendo i pendolari a prendere la propria auto.

Infine la considerazione sulle risorse che si liberebbero con la bocciatura del parcheggio interrato, probabilmente la cosa che sta più a cuore al presidente Ugliano, frustrato – come la maggioranza dei cittadini – dal solito «Non ci sono soldi» opposto ormai a quasi ogni iniziativa. Con le risorse risparmiate si potrebbero fare molte cose, in sospeso da anni. In prima istanza realizzare una grande area di parcheggi a strisce blu, dalla circonvallazione a Gratosoglio, da cui sarebbero esclusi i residenti. Seguita dall’introduzione del doppio senso di marcia sull’intera via Dudovich, in modo da sollevare dal traffico la via Medeghino e la via Palanti. Due interventi che presumibilmente alleggerirebbero il traffico e libererebbero dei posti auto per i residenti.

Poi si potrebbero ritirare fuori dai cassetti i numerosi progetti fatti dal Comune ma che per mancanza di fondi slittano ormai da anni. Per restare in tema di viabilità e ambiente, un’opera importante potrebbe essere la sistemazione della pista ciclabile da Gratosoglio a piazza Abbiategrasso e la realizzazione di una pista nuova che porti verso in centro, collegando anche piazzale Lodi, il quartiere Promessi sposi e la Barona. Ma le possibilità potrebbero essere anche altre, con interventi nei quartieri della Zona 5 che più sono in sofferenza o nella aree verdi che aspettano da tempo di essere sistemate.

L’ostacolo più grande ora da rimuovere sulla strada della Giunta per liberare queste risorse è l’Atm, anch’essa coinvolta nel progetto, in quanto futuro gestore del parcheggio. Un’impresa non semplice, perché per l’azienda dei trasposti pubblici cittadini i parcheggi sono un affare. L’accordo siglato anni fa prevede infatti, oltre la gestione, che il parcheggio di piazza Abbiategrasso diventi di proprietà Atm, un dettaglio non da poco in epoca di bilanci risicati. Ma se il Comune si farà valere – Atm, per quanto sia una società per azioni, è di proprietà del Comune di Milano – inizierà un percorso amministrativo complesso, che porterà all’annullamento di una serie di delibere e contratti.

Di sicuro dovrà essere pagata MM per i progetti realizzati in questi anni, sistemata con un parcheggio a raso l’area dove si trovava il benzinaio, portati a termine i lavori previsti di messa in sicurezza della Cascina Campazzo e per la realizzazione della pista ciclabile da via dei Missaglia al Parco Ticinello. Spese che, detratte dai 17milioni di euro a bilancio, comunque dovrebbero permettere di far rientrare nelle disponibilità del Comune una cifra consistente, sulla quale Palazzo Marino si dovrà impegnare a girare al Consiglio di Zona, coinvolgendolo con i cittadini nella scelta delle opere prioritarie.

Stefano Ferri

Elisa Paci, 24 anni, laureata in Comunicazione e Società (Scienze Politiche), blogger e fotografa, ha uno spirito internazionalista, che la porta a viaggare a Milano e nel mondo, in aiuto di chi non ce la fa, siano persone, interi popoli o piccole redazioni digitali. Per lei il reaggae è il massimo.

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