In via Ripamonti apre struttura accoglienza low cost per “turismo” sanitario

Era stato “scoperto” nel 2013 dai consiglieri di zona Angelo Fumagalli, Luisa Gerosa e Rosangela Lanzi. Un edificio comunale di 400 mq, abbandonato dalla Asl quattro anni prima, lungo la via Ripamonti, al numero 202.

11796260_755742534571215_169080423549925925_nEra stato “scoperto” nel 2013 dai consiglieri di zona Angelo Fumagalli, Luisa Gerosa e Rosangela Lanzi. Un edificio comunale di 400 mq, abbandonato dalla Asl quattro anni prima, lungo la via Ripamonti, al numero 202. Un vero spreco per una città sempre alla ricerca di spazi – si sono detti i consiglieri – e da questa considerazione è partito l’iter che ha portato alla riconquista degli spazi della città. Prima con l’assegnazione alla Radix, un’associazione di promozione sociale, spostatisi in via Faenza 29, e ora con l’inaugurazione del 27 luglio scorso di Ri-Milano – ricaricarsi e ripartire, la nuova struttura per l’accoglienza low cost rivolta tutti coloro che cercano un appoggio in città e, in particolar modo, ai familiari dei degenti dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO), gestita da donne vittime di violenze e maltrattamenti.

«Il progetto che coniuga due aspetti fondamentali dell’attività dell’Amministrazione: lo sviluppo del lavoro, l’inclusione sociale e l’attenzione verso i soggetti particolarmente fragili – così l’assessore alle Politiche per il Lavoro, Università e Ricerca Cristina Tajani che ha aggiunto – Con questa iniziativa da una parte diamo la possibilità alle donne qui impiegate di acquisire una dimensione personale e un’indipendenza economica, dall’altra favoriamo l’accoglienza e la risposta al bisogno di alloggi a basto costo. Un progetto particolarmente utile e rilevante in una città come Milano, che è un polo di riferimento importante anche per quello che viene definito “turismo sanitario”».

La struttura, operativa dal 1° settembre, sorge nello spazio seminterrato dello stabile comunale che ospita contemporaneamente la Caserma dei Carabinieri. Un’ubicazione che garantisce non solo la vicinanza con la Casa di Cura oncologica, ma anche la sicurezza e la tutela per le donne che vi operano.

Il servizio di accoglienza diurno è pensato per quei familiari che di giorno vogliono riposare e ristorarsi dopo la notte di assistenza ospedaliera. La struttura di via Ripamonti  infatti dispone di quattro camere per 10/12 posti letto totali, con docce e bagni oltre a un locale lavanderia con asciugatrice e uno spazio comune con tavoli, sedie e angolo cottura.

Il personale e i servizi della struttura sono garantiti attualmente da tre donne (a regime fino a dieci) tra quelle che si sono rivolte all’Associazione Casa delle donne maltrattate che, costituitesi in Cooperativa, hanno trovato nello sviluppo imprenditoriale di tale progetto un’opportunità di crescita professionale e reinserimento sociale.

«Sono particolarmente orgogliosa di questo risultato ottenuto grazie all’iniziativa del Comune di Milano, che ha posto le basi per un’attività di massima importanza, e con il concreto e fondamentale appoggio della nostra associazione, da sempre impegnata per l’autonomia e la libertà delle donne – ha dichiarato Manuela Ulivi, presidente Casa di accoglienza donne maltrattate, che ha proseguito – Ci auguriamo che questo progetto abbia grande successo ed estendiamo l’augurio a tutte le donne che hanno reso concreto questo obiettivo».

Il progetto, realizzato dal Comune grazie ai fondi ministeriali per il sostegno alle imprese, ha visto un contributo complessivo di circa 350mila euro, prevalentemente utilizzati per la messa a norma degli impianti e la ristrutturazione completa degli spazi.

Dato l’elevato valore sociale dell’iniziativa, l’Arma dei Carabinieri, che attualmente occupa lo stabile di proprietà comunale, ha accolto la sperimentazione in favore delle donne e dei familiari dei degenti dello IEO.

Per prenotazioni e info consultare il sito. www.ri-milano.it

(luglio 2015)

Laureata in Comunicazione politica e sociale, blogger e fotografa d’assalto, aggredisce la cronaca spregiudicatamente e l’html senza alcuna reverenza (e il sito talvolta ne risente), ma con la redazione è uno zuccherino. La sua passione è il popolo.

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