In Zona 5 parte il Welfare di tutti

Di Angela Lanzi Presidente Commissione Politiche sociali Consiglio di Zona 5 Parte bene il 2015, all’insegna del progetto Welfare di Tutti, uno dei vincitori del Bando Cariplo in cui il Comune è capofila insieme a una

mani_mare_tramontoDi Angela Lanzi
Presidente Commissione Politiche sociali
Consiglio di Zona 5

Parte bene il 2015, all’insegna del progetto Welfare di Tutti, uno dei vincitori del Bando Cariplo in cui il Comune è capofila insieme a una forte rete cittadina.

In risposta alle sollecitazioni del bando “Welfare di Comunità e Innovazione Sociale” di Fondazione Cariplo, il Comune ha colto la sfida e l’opportunità di ripensare il suo sistema di welfare per renderlo più idoneo alle complessità sociali che viviamo con la crisi economica, le trasformazioni demografiche, il cambiamento della famiglia, il multiculturalismo. Così nasce Welfare di Tutti, che Cosimo Palazzo, responsabile del progetto per conto dell’assessorato alle Politiche Sociali, ha presentato l’ 11 febbraio scorso ai consiglieri e ai cittadini convenuti in sala Tobagi, al CdZ5.

Perché si parla di cambiamento e di nuovo Welfare? Basta leggere alcuni dati per rendersene conto: negli ultimi dieci anni si registra un aumento di ultraottantenni, con previsione di incremento nei prossimi dieci. A Milano su 40mila anziani non autosufficienti stimati, circa 10mila sono seguiti dal Comune con assistenza domiciliare e ricoveri in Rsa. Il resto, oltre ad appoggiarsi alla rete familiare, trova probabilmente risposta nel mercato della cura informale – in crescita: in città sono attive oltre 30.000 badanti, di cui molte irregolari o spesso prive di una vera e propria formazione. In più, mentre la società invecchia, prevale la solitudine delle famiglie: il 52% si compone di 1 sola persona e il 23% di 2 persone.

Oggi la struttura della società non offre più quella cintura di vicinanza che accompagnava un tempo l’intero percorso di vita. E anche il welfare conosciuto sin qui non è più in grado di offrire risposte piene: salute, casa, lavoro, politiche sociali, sin qui il Comune ha risposto bene ai bisogni dei più fragili nei diversi ambiti diversificando 4 canali di servizio per anziani, minori, disabili, adulti. Ma si è principalmente concentrato sui bisogni conosciuti dei soggetti fragili e non ha attivato risorse e risposte per altre tipologie di richieste e di utenti.

Ora con il progetto Welfare di Tutti si avvia un cambio di passo che facendo interagire tutte le migliori competenze(Servizi, Asl, Terzo Settore), ottimizzando l’utilizzo delle risorse esistenti – e introducendo nuovi servizi – può raggiungere l’ampia platea di quei cittadini che tradizionalmente non si rivolgono al Comune per bisogni vari e che sin qui hanno usato risorse proprie per acquistare servizi, senza la mediazione di una regia o di un orientamento.

La nuova organizzazione continuerà a garantire l’accesso tutelato e gratuito a chi si trova in condizioni di fragilità economica, ma prevedrà anche l’apertura dei servizi ai cittadini solventi con possibilità di compartecipazione alla spesa per prestazioni e servizi vari – non solo assistenza domiciliare – ma anche consegna pasti, ricerca badanti, baby sitter, assistenza per la spesa, accompagnamenti, e prestazioni come fisioterapie, iniezioni, flebo e molto altro.

Si delinea una visione ben più ampia, costruita con il sostegno di una rete cittadina ricca di esperienze e saperi messi a sistema – per creare innovazione. Partecipano al progetto diversi assessorati, la Asl, il Pio Albergo Trivulzio e la cooperativa Eureka! con il portale dei servizi CuraMI, le università per i temi legati alll’Urbanistica, la Mediazione e la Comunicazione, Anaci (l’associazione nazionale degli amministratori di condominio) per iniziative nei condomini, il partenariato composto da Progetica, UNI e Università Cattolica che promuove con il Comune percorsi di Educazione finanziaria, diversi enti del Terzo settore… – e per noi in particolare il Tavolo sociale di Zona 5 con il Consiglio di Zona – tutti chiamati a creare un Welfare di comunità, che risponde ai bisogni diversi e fa emergere domande individuali e collettive, incentiva la connessione tra risorse e tra famiglie e facilita l’aggregazione di richieste e di risposte, includendo tutti. Primo passo della Commissione politiche sociali e del Tavolo sociale di Zona 5, sarà lì apertura di uno spazio territoriale, in cui opereranno in collaborazione i Servizi sociali comunali e di Asl, cooperative sociali e associazioni del territorio, per sperimentare una sorta di sportello unico di accesso che orienta e accompagna ai servizi il cittadino – un tema da noi avanzato sin dai piani di zona del 2012. Nel nuovo spazio convivranno inoltre attività sociali e produttive: oltre allo sportello si prevede un ambito caffetteria, una bottega, un ritrovo sociale, per valorizzare le risorse del territorio, rilanciare il protagonismo dei cittadini, promuoverereti sociali e di auto-aiuto informali – es genitori che si supportano a vicenda, anziani che si aiutano tra di loro, – e servizi condivisi come ad esempio la badante di condominio.

Mercoledì 21 gennaio si è tenuto il primo incontro dei gruppi per lo start up concreto: la sfida è aperta. E grazie al Comune di Milano che ha creato la regia del nuovo percorso.

Laureata in Comunicazione politica e sociale, blogger e fotografa d’assalto, aggredisce la cronaca spregiudicatamente e l’html senza alcuna reverenza (e il sito talvolta ne risente), ma con la redazione è uno zuccherino. La sua passione è il popolo.

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