Inaugurato il nuovo Pronto soccorso del San Paolo. Presente il Presidente Fontana

«Sono molto orgoglioso di inaugurare il nuovo Pronto soccorso di uno degli ospedali pubblici più importanti di Milano che nel 2018 ha fornito quasi 80.000 prestazioni ai 75.000 pazienti all'anno che accedono alla struttura». Con

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«Sono molto orgoglioso di inaugurare il nuovo Pronto soccorso di uno degli ospedali pubblici più importanti di Milano che nel 2018 ha fornito quasi 80.000 prestazioni ai 75.000 pazienti all’anno che accedono alla struttura». Con questa parole il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, intervenendo il 24 luglio, ha inaugurato il nuovo Pronto Soccorso dell’ospedale San Paolo di Milano, i cui lavori, a causa di ricorsi e stop and go, sono iniziati ben 10 anni fa. Presenti al taglio del nastro insieme al presidente Fontana il vicepresidente Fabrizio Sala, l’assessore al Welfare Giulio Gallera e il direttore generale dell’Asst ‘Santi Paolo e Carlo’, Matteo Stocco.

L’inaugurazione è stata l’occasione anche per provare a saperne di più in merito alla questione “calda” della costruzione del super ospedale dei Santi, previsto in zona Ronchetto sul Naviglio, e, soprattutto, sul destino dei due ospedali, San Carlo e San Paolo, che dal grande nosocomio saranno in qualche modo assorbiti. L’assessore Gallera però non si è sbilanciato e ha solo dichiarato alla stampa, che lo incalzava: «Vogliamo concordare con il Comune e i Municipi le attività sanitarie che resteranno e come riconvertire i due ospedali».

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Il Pronto soccorso prima della ristrutturazione.

Parole che non hanno mitigato la preoccupazione dei sindacati degli ospedalieri presenti, che chiedono di non chiudere i due ospedali e di non dirottare sul nuovo polo i 48 e 42 milioni stanziati in origine per le maxiristrutturazioni dei vetusti San Carlo e del San Paolo. Questo per evitare che,  in attesa della costruzione del nuovo, i due nosocomi non siano all’altezza delle necessità del sud ovest Milano (su questa questione leggi anche “La Regione non svela i progetti per l’Ospedale San Paolo”),

Tornando al nuovo Pronto soccorso l’intento dei progettisti è stato di porre al centro l’accoglienza del paziente a 360°. Secondo quanto affermato da Regione Lombardia: “I nuovi ambienti sono facilmente fruibili con particolare attenzione alle indicazioni. Aree verdi e blu caratterizzano tutto il percorso interno, dalla presa in carico alla diagnosi, mediante inserimento di punti caratteristici facilmente individuabili e riconoscibili: un soffitto illuminato posto nel crocevia dei corridoi, immagini di luoghi e paesaggi in prossimità delle attese. Sono presenti anche postazioni di ricarica Pc e cellulari, Wi-Fi a libero accesso, aree ristoro interne. Tutte le postazioni di attesa barellati sono dotate di un sistema di monitoraggio centralizzato dei parametri vitali del paziente, completo di allarmi visivi e sonori che consentono a medici ed infermieri di avere sempre sotto controllo la situazione clinica dei pazienti, sia che essi si trovino nelle sale visita che nelle sale di attesa. Le postazioni di attesa sono attrezzate con prese gas medicali, aste porta-flebo, sistema chiamata infermieri e sorvegliate con un sistema di telecamere che permette la visualizzazione del paziente a distanza.

Nell’area di visita è stata realizzata una sala di trattamento del paziente potenzialmente infetto, nella quale è stato installato un importante sistema di filtraggio assoluto e pressurizzazione che garantisce le condizioni igienico-sanitarie necessarie.

Grande attenzione è stata posta anche alla riservatezza e privacy del paziente grazie a tende di separazione che, delimitano i box. Completano l’area visita i locali di supporto sanitari (postazione infermieri, depositi sporco – pulito – farmaci e presidi, tisaneria ecc.) ed i locali di supporto amministrativo come CUP, pagamento ticket codici bianchi, uffici, archivi”

Stefano Ferri
(25 luglio 2019)

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di dargli un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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