Individuata la proprietà di uno dei camion responsabile degli scarichi abusivi del 5 gennaio in via Vaiano Valle

Primi risultati delle indagini avviate dopo la pubblicazione il 5 gennaio scorso su Milanosud.it delle foto dei due camion, uno di una nota azienda nazionale, che scaricavano quintali di divani e poltrone nella cascina diroccata

Primi risultati delle indagini avviate dopo la pubblicazione il 5 gennaio scorso su Milanosud.it delle foto dei due camion, uno di una nota azienda nazionale, che scaricavano quintali di divani e poltrone nella cascina diroccata di proprietà della Visconti srl, in via Vaiano Valle 32. Con l’ausilio di telecamere e fotografie è stata individuata la targa di uno dei due mezzi che è stato sequestrato, e sarà possibile risalire ai responsabili e verificare l’esistenza – alquanto probabile – di un sistema criminoso di abbandoni.

Da Palazzo Marino fanno sapere che è stato avviato un confronto con la Visconti srl, per la recinzione dell’area della discarica e la bonifica, che potrà avvenire però solo dopo la caratterizzazione dei rifiuti, per comprendere origine e pericolosità. Più complessa questione degli sgomberi dell’altro immobile, al civico 45, di proprietà della Visconti srl, occupato da oltre 10 anni da un accampamento rom abusivo, che attualmente conta circa 160 residenti. Per loro, prima di procedere, il Comune sta cercando una sistemazione provvisoria, soprattutto per donne e minori.

«L’Amministrazione sta accelerando le procedure per il posizionamento di telecamere lungo la via Vaiano Valle e le zone circostanti, valutando anche, insieme a sistemi di limitazione del traffico, come i pilomat, sistemi di registrazione delle targhe – spiega la vicesindaca e assessora alla Sicurezza e Polizia locale Anna Scavuzzo -. Parallelamente a questi interventi, così come è successo nei campi nomadi di via Bonfandini e sulle aree limitrofe a Zama, dove sono state individuate aziende che stabilmente scaricavano rifiuti, anche in Vaiano Valle – ha proseguito la vicesindaca Scavuzzo – le indagini stanno procedendo in questa direzione, per individuare e sanzionare non solo i piccoli abbandoni estemporanei, ma soprattutto colpire quelli organizzati e continuativi».

Il Comune ha inoltre contattato l’azienda produttrice di divani (che ha respinto ogni responsabilità, qui la lettera inviataci) e altre aziende produttrici di mobili per chiedere un controllo più stringente sui propri partner e fornitori e sulle modalità con le quali vengono ritirati e smaltiti i vecchi mobili, al fine di evitare ogni possibilità di abbandoni abusivi. «Le grandi catene di mobili devono smetterla di affidarsi a terzisti e poi disinteressarsi di come vengono smaltiti i divani usati, perché loro sono responsabili di tutta la filiera – ha continuato la vicesindaca Scavuzzo – e non è che mi fai ritirare un divano con la classificazione di mobile usato e non da smaltire e poi me lo ritrovo per strada, a Vaiano Valle o in Bonfadini, come è già successo. Perciò se fai la vendita con ritiro dei vecchi mobili mi devi certificare come vengono smaltiti».

L’Amministrazione ha inoltre chiesto al prefetto di coordinare tutte le forze in campo su Vaiano Valle, coinvolgendo Ats e Arpa per la parte sanitaria e ambientale e le forze dell’ordine per il controllo del territorio.

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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