Iniziati i lavori per il parcheggio a raso di piazza Abbiategrasso

L’11 settembre 2018. È questa la data di fine lavori che campeggia sul cartello di cantiere per il parcheggio a raso di piazza Abbiategrasso, che sorgerà tra la piazza e l’area dell’ex distributore compresa. Un’opera

Schermata 2018-02-16 alle 15.24.02L’11 settembre 2018. È questa la data di fine lavori che campeggia sul cartello di cantiere per il parcheggio a raso di piazza Abbiategrasso, che sorgerà tra la piazza e l’area dell’ex distributore compresa. Un’opera che ha avuto una gestazione lunghissima, se si pensa che il progetto nacque nella sua prima versione, che prevedeva un parcheggio interrato da 400 posti, sotto la giunta Moratti.

cartello lavoriPartiti i lavori, il nuovo parcheggio una volta terminato ospiterà 150 posti auto e 140 posti per biciclette, custoditi in uno spazio con accesso con badge; sarà recintato e video sorvegliato da personale di Atm. All’esterno saranno posizionate rastrelliere in grado di accogliere altere circa 140 biciclette. L’ingresso al parcheggio sarà dalla via Dei Missaglia, da una bretella che si innesterà all’altezza dell’ex distributore. L’uscita del parcheggio sarà posta a sud, all’incrocio tra le vie Dudovich (a senso unico dall’incrocio con via Dini verso via Dei Missaglia) e il controviale di via dei Missaglia che sarà aperto e sistemato (senso unico verso Sud). Allo studio anche la trasformazione della via Dudovich a doppio senso, nel tratto da via Dini verso via Treccani degli Alfieri, al fine di alleggerire il traffico su piazza Abbiategrasso e via Montegani.

Previsti anche l’apertura al transito della ciclabile che porta alla Cascina Campazzo e la realizzazione di una nuova pista ciclabile che da piazza Abbiategrasso arriverà fino all’incrocio con via Boifava.

G.F.
(Febbraio 2018)

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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