Intervista a Francesco Cappelli, assessore all’Educazione

Professore di Matematica e Scienze, preside e formatore di insegnanti. Poi, dal 2013, assessore all’Educazione del Comune di Milano, chiamato da Pisapia a sostituire Maria Grazia Guida, vicesindaco presentatosi alle elezioni politiche. È questa, in

francesco_cappelliProfessore di Matematica e Scienze, preside e formatore di insegnanti. Poi, dal 2013, assessore all’Educazione del Comune di Milano, chiamato da Pisapia a sostituire Maria Grazia Guida, vicesindaco presentatosi alle elezioni politiche. È questa, in pillole, la carriera di Francesco Cappelli (vincitore, tra l’altro, di un Ambrogino d’oro), l’assessore di Milano meno presente sulla ribalta dei media, nonostante il suo sia un assessorato “pesante”, che riguarda direttamente 200 scuole dell’infanzia e oltre 23mila bambini. E che, attraverso il Piano per il diritto allo studio, raggiunge un numero ancora maggiore di milanesi, grandi e piccoli, che frequentano le scuole elementari e medie, le scuole civiche e gli istituti per la formazione degli adulti. Ma intervistarlo non è stato difficile, anzi. Disponibilissimo si è presentato da noi in redazione – a dire il vero, avvantaggiato dal fatto che abita molto vicino alla nostra sede – svelando sin da subito almeno uno dei motivi della sua visibilità sottotraccia in questi mesi che precedono la campagna elettorale per chi andrà a Palazzo Marino nel 2016: «A fine mandato tornerò a fare il nonno. La mia esperienza politica la ritengo conclusa. Se ci sarà bisogno di me sono disponile a dare una mano sui temi che riguardano la scuola, naturalmente a titolo gratuito».

L’anno scolastico è iniziato da poco più di 15 giorni, come è andata?
«Bene, è partito senza particolari scossoni. Il problema più grosso che abbiamo avuto ha riguardato le nomine di educatori e docenti, a seguito dell’introduzione della Buona scuola del governo, che ci ha creato qualche difficoltà. Nelle nostre scuole paritarie dell’infanzia molte educatrici hanno approfittato della legge per passare di ruolo allo Stato. Abbiamo circa 70 educatrici in meno nei nidi e materne, rispetto alle previsioni. Siccome abbiamo di recente aggiornato le graduatorie, contiamo di riuscire entro l’anno a procedere alla nomine di tutte le nuove educatrici a tempo indeterminato».

Graduatorie ai nidi, a che punto siamo?
«Rispetto a giugno scorso, le liste di attesa sono calate in modo significativo, passando nei nidi da 2.202 a 912, mentre nelle scuole dell’infanzia da 549 a 194 unità. Da tenere conto che la lista sconta anche delle consuete difficoltà di far coincidere le disponibilità delle scuole con le esigenze delle famiglie: non sempre, purtroppo, l’asilo più vicino è quello libero. Nostro obiettivo è azzerare la lista delle materne nel giro di un paio di mesi e di ridurre in modo significativo la lista dei nidi, considerato anche che all’inizio dell’anno scolastico erano disponibili 848 posti, di cui 408 nelle scuole di infanzia e 440 nei nidi. Le cose sono comunque molto migliorate, non dimentichiamo che ci sono stati anni in cui in questo periodo le liste di attesa erano di 2-3 volte maggiori».

Presenza stranieri nelle classi, qual è la situazione?
«Nei nidi e nelle materne abbiamo una media del 20% di presenza di bambini stranieri, con picchi in alcune scuole del 50 – 60%, ma si tratta di bambini che al 95% sono nati a Milano, quindi le differenze si sentono davvero poco. In ogni caso il Comune ha attivato dei servizi di accompagnamento, coinvolgendo anche i genitori e coordinandosi anche con i CdZ e le associazioni del territorio che agiscono per l’integrazione».

Nelle scuole elementari e medie però la presenza è spesso più difficile da gestire, come interviene il Comune?
«Il Comune finanzia una struttura territoriale denominata Poli StarT, che ha 4 centri in città, che definisce e organizza corsi di italiano L2 per i bambini stranieri che arrivano nelle nostre scuole dell’obbligo. Oltre che l’insegnamento dell’italiano, Poli StarT si occupa di organizzare un’equilibrata accoglienza nelle scuole».

L’anno scorso avete proposto “La scuola incontra le diverse religioni”, riproporrete l’iniziativa?
«Sì, contiamo di riproporla ed estenderla, perché è stata molto apprezzata da parte delle scuole, delle famiglie e dei rappresentanti delle religioni. L’anno scorso 25 classi della scuola primaria hanno incontrato esperti e testimoni delle religioni islamica, induista, cristiana, buddista ed ebraica, per conoscere le loro caratteristiche principali, anche quelle legate ai costumi, spiegando, per esempio, qual è il significato un kippah ebraico o un chador islamico. Uno sforzo di conoscenza reciproca, per andare oltre pregiudizi e preconcetti, che come assessorato riteniamo fondamentale».

Parliamo di Milano Ristorazione, come va?
«Con il regolamento della Commissione mensa approvato l’anno scorso abbiamo legato in un rapporto più stretto e produttivo le famiglie e il servizio, che sta producendo un miglioramento continuo. Con l’obiettivo di promuovere gli aspetti educativi dell’alimentazione sono stati introdotti prodotti a Km0 e biologici; stoviglie biodegradabili e compostabili; promossi menù dei diversi paesi, della legalità, laboratori dei sapori; campagne per la lotta contro gli sprechi come la seconda edizione di “Formicheni salva cibo”, per l’accoglienza e la solidarietà, come le iniziative del sacchetto “salva merenda” per portare a casa quello che non si mangia e di “Adotta un nonno”, per accogliere a tavola persone anziane, sole e in difficoltà economica. Anche da un punto di vista economico-finanziario la situazione è migliorata. Milano ristorazione ha chiuso il bilancio 2014, con un utile di esercizio di 1milione e 700mila e un aumento della quantità e qualità dell’offerta. Non dimentichiamo che questa azienda, controllata dal Comune, fornisce giornalmente 80.000 pasti a scuole, Rsa, case vacanze, centri di prima accoglienza ecc.».

Centri estivi, Scuola natura e Case vacanze: tutto confermato per il nuovo anno scolastico?
«Certamente, saranno riconfermarti anche quest’anno. Stiamo per varare una delibera, con un impegno di spesa di oltre 6 milioni, che li finanzierà esattamente come l’anno scorso. Quest’estate sono stati oltre 24 mila i bambini e i ragazzi delle scuole primarie delle sezioni estive di nidi e scuole dell’infanzia iscritti ai centri estivi. Nelle cinque Case vacanza al mare, in montagna e al lago del Comune di Milano sono stati ospitati 3.500 bambini. Durante lo scorso anno scolastico, inoltre, le Case vacanza hanno ospitato per i soggiorni settimanali di Scuola natura oltre 15mila bambini. Tutto questo con una novità. Quest’anno il Children park di Expo, l’unico sito dell’esposizione gestito direttamente dal Comune, a fine esposizione sarà smontato e ricollocato in città, e sarà un’altra occasione di esperienze educative e ludiche per i nostri ragazzi».

La situazione edilizia delle scuole non è però delle migliori…
«L’assessorato ai Lavori pubblici ha avviato in questi anni un ambizioso programma di sistemazione degli edifici, per fare fronte a un ritardo decennale degli interventi (vai all’articolo dedicato). Molto è stato fatto e tanto rimane da fare. Spesso però si tratta di piccoli interventi, per questo stiamo contattando i dirigenti delle scuole per sfruttare al meglio il bilancio partecipativo Conto, Partecipo, Scelgo, che prevede 1milione di euro per zona, da destinare a progetti scelti dai cittadini. Proporremo alle assemblee di ogni zona dei piccoli interventi per le scuole, nella speranza che vengano approvati e poi finanziati».

Ultima domanda: è vero che state organizzando un grande evento sulla scuola?
«Sì, stiamo lavorando agli Stati generali della scuola milanese. Organizzeremo una serie di eventi in cui tutti i soggetti che si occupano di formazione in città, a tutti i livelli, dal nido all’università, paritarie e pubbliche, coprorogati i termini per iscriversi alla refezione Milano Ristorazione munali, regionali e famiglie e studenti, si confronteranno su Milano come modello della formazione scolastica, anche alla luce delle recenti riforme. L’obiettivo è far emergere le criticità e le opportunità in un’ottica di collaborazione tra i vari soggetti, per poter eliminare le prime e cogliere al meglio le seconde. Alla fine realizzeremo un documento, che presenteremo alla città, alla presenza anche del ministro Giannini, e lasceremo in eredità alla prossima amministrazione, anche con indicazioni e possibili soluzioni».

Stefano Ferri

(Ottobre 2015)

I numeri di nidi e materne

L’offerta complessiva, tra nidi e scuole dell’infanzia del Comune, è di circa 33mila posti.

Solo nel sud Milano – Zone 4, 5 e 6 – ci sono 176 nidi sezioni primavera (di cui 109 paritari accreditati o convenzionati) in grado di accogliere 3446 bambini. Di questi, all’inizio dell’anno, 148 erano ancora disponibili.

Per quando riguarda le scuole materne, sempre nel sud Milano, i posti sono 7251, di cui circa 130 ancora liberi.

Laureata in Comunicazione politica e sociale, blogger e fotografa d’assalto, aggredisce la cronaca spregiudicatamente e l’html senza alcuna reverenza (e il sito talvolta ne risente), ma con la redazione è uno zuccherino. La sua passione è il popolo.

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