Intervista a Giovanni Marelli di “cisonanchio”, organizzatore di Autunno Jazz il 15, 16 e 17/10: «Quando esci dal carcere o arrivi in Italia non sai cosa fare, ma la strada giusta esiste»

L ’associazione “cisonanchio” si è fatta conoscere in Barona quest’estate al Parco Teramo per le serate Apericena, con street food e musica di diverse Jam-Session, il Barona beer festival col Birrificio Barona e il Milano

L ’associazione “cisonanchio” si è fatta conoscere in Barona quest’estate al Parco Teramo per le serate Apericena, con street food e musica di diverse Jam-Session, il Barona beer festival col Birrificio Barona e il Milano fuori porta. Cartellone che in ottobre prosegue con la Jambellino band della Scuola Rinascita, Autunno latino (8, 9 e 10/10) e si concluderà sempre al Parco Teramo con Autunno jazz (15,16 e 17/10) dalle ore 18 alle 23.

Il Municipio 6 ha sponsorizzato tutto il programma di questa associazione così particolare, nata da un’idea di Giovanni Marelli, ex-detenuto, ristoratore, con la voglia di ricominciare una vita e creare posti di lavoro per gli altri. Lo abbiamo incontrato alla sede di via Campari angolo via Teramo 31, di fronte al parco per un’intervista.

Giovanni, com’è nata quest’associazione?

«Dall’esigenza di creare un trampolino di rilancio esistenziale a chi esce dal carcere e per i soggetti fragili. Mi spiego: quando uno esce dal carcere, si trova al centro di una piazza, ci sono cento strade da percorrere ma non sa quale scegliere. Ugualmente per un ragazzo che viene dall’Africa e che vuole cercare una vita migliore. Nostro desiderio è di aiutare questa gente a fare una scelta, riavere una propria dignità e autostima, poter camminare con le proprie gambe».

Come mai ti è venuta questa idea all’età di 70 anni? 

«Perché io sono uno di loro, ho sbagliato nella vita, ho pagato il mio debito. Quando si esce dal carcere, non c’è niente che ci aspetta, nessuno che ci accolga. Sei anni fa sono uscito di galera e nel dicembre 2018 ho fondato l’associazione perché ho sentito l’esigenza di aiutare gli altri, secondo il famoso detto: “non dargli il pesce, ma la canna da pesca per prenderlo”».

Nella vostra sede, qui nelle case popolari, quali attività proponete?

«Catering solidale, street food, delivery con consegne a domicilio, ma solo di pollo e patate al forno: il “pollo volante” a 5 euro. Facciamo anche attività di manutenzione con un paio di maestri, nostri soci, che formano i ragazzi, insegniamo a fare i trasporti di mobili senza rovinarli, un corniciaio insegna a fare le cornici ecc. Oggi per formare qualcuno bisogna spendere tanti soldi e ci vuole tanto tempo. Noi però non facciamo corsi ma vogliamo solo dare un input iniziale, dare un’idea di cosa potrebbe fare una persona».

Come trovi questi giovani?

«Quando sono in giro, nella zona Barona, e vedo dei ragazzi frustrati, italiani o stranieri, che chiedono la carità: a uno ho chiesto se era disposto a fare da badante a due vecchietti ed è stato assunto regolarmente. Un altro che gli era scaduto il permesso di soggiorno, tramite un mio amico, gli ho trovato da fare il lavapiatti: ha lavorato un anno, ha messo da parte dei soldi, è tornato al paese d’origine, si è sposato, poi è tornato in Italia di nuovo a lavorare con la moglie e una bambina. Queste cose mi commuovono, mi gratificano. A volte invece sono loro che, passando, vedono il cartello dell’associazione sopra l’ingresso della nostra sede ed entrano per chiedere di lavorare da noi o per avere assistenza per rinnovare i permessi di soggiorno scaduti».

Vedo nella sede un ufficio, una cucina, un bel locale per incontri: avete ottenuto contributi per acquistare le attrezzature?

«Ci siamo autofinanziati, con i nostri lavori e ora con le entrate derivate dalle iniziative estive nel Parco Teramo che la gente del quartiere ha molto apprezzato, anche perché non abbiamo mai disturbato oltre le ore 23. Proseguiamo con “il pollo volante” allo spiedo, a domicilio dalle 18 alle 23. Speriamo poi nel sostegno dei cittadini attraverso il crowdfunding. L’11 di novembre invece organizzeremo un’importante iniziativa, in collaborazione con l’Ordine degli Avvocati, una mostra al Tribunale di Milano: “L’arte che esce dal carcere” dove, per una volta, un detenuto può esporre proprie opere. Comincio io con i miei quadri e poi speriamo che vada avanti».

Per contattare Giovanni Marelli: 3801357558 www.cisonoanchioaps.org cisonoanchioaps@tiscali.it

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